CIRIO


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A Firenze restituiti oltre 330 mila euro

titoli pericolosissimi già nel 2002: la banca doveva informare i clienti e fare dichiarare la propensione al rischio, anche se si trattava di investitori agiati 



Parma, 11 maggio 2011 – Ancora una vittoria di Confconsumatori relativamente all’acquisto di bond Cirio. Questa volta è stato il Tribunale di Firenze con sentenza n. 776/11 a pronunciare la risoluzione di diversi acquisti di titoli Cirio effettuati in pari data e a condannare l’istituto di credito alla restituzione della somma versata (€ 333.000), maggiorata degli interessi legali e dell’eventuale differenziale tra il saggio medio di rendimento dei titoli  di Stato, con scadenza non superiore a dodici mesi,  e il tasso d’interesse legale. Il tutto previa restituzione dei titoli, ma non delle cedole nel frattempo percepite.

Secondo il Tribunale quando furono effettuati gli ordini d’acquisto dei titoli Cirio da parte di tre associati l'8 marzo del 2002, la banca, quale operatore professionalmente qualificato, era in concrete condizioni di conoscere o comunque di dover conoscere livello di rischio dei titoli emessi da società del gruppo Cirio – rischio derivante dal fatto che si trattava di obbligazioni prive di rating e per le quali non era stato predisposto alcun  prospetto informativo.

Questo comportava il dovere di sconsigliare l’acquisto da parte dei propri clienti o quanto meno di informare gli stessi del particolare rischio dell’operazione. Insufficiente, sempre per il Tribunale, è d’altra parte da considerare “l’informativa apposta dalla banca sugli ordini d’acquisto, sia in quanto generica (non essendo stato enunciato lo specifico rischio dell’operazione) sia in quanto non fatta oggetto di selezione, mediante l’apposizione di segno di spunta da parte del cliente, di sufficientemente dettagliate categorie di rischio”.

Ancora una sentenza importante  - dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale Confconsumatori, che  unitamente all’avv. Piero Catelani ha difeso in giudizio gli investitori vittoriosi – perché il Tribunale di Firenze, come già era stato fatto dalla Corte d’appello di Bologna in un caso analogo, ha affermato che le obbligazioni Cirio nei primi mesi del 2002 erano titoli pericolosissimi, talmente pericolosi da rendere indispensabile l’informativa prescritta dall’art. 29 Reg. Consob n. 11526/98 e la specifica accettazione del cliente. Informativa e accettazione per le quali necessita perlomeno che apposta una croce dove sono indicati i motivi della pericolosità. Ma è soprattutto importante – continua l’avv. Franchi - che la pronuncia riguardi investitori particolarmente agiati per un importo ingente. Anche per tali investitori è stato infatti affermato che l’alta propensione al rischio deve essere specificata in sede di assunzione del profilo ex art. 28 Reg. Consob, non bastando un generico richiamo agli investimenti effettuati, da esaminare comunque con particolare attenzione”. 

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