Sovraindebitamento: le nuove norme anticrisi

 

Una possibilità per tutti i consumatori, imprenditori e professionisti schiacciati dai debiti: siglare un accordo tra le parti

 

 

Sono purtroppo tantissime le famiglie e gli imprenditori italiani schiacciati dalla morsa dei debiti verso le banche. In pochi sono a conoscenza, però, della possibilità di usufruire di un accordo con i creditori che miri alla composizione della crisi. Infatti, chi ha accumulato debiti per tasse o imposte, o debiti nei confronti delle finanziarie, o dei fornitori che non riesce a pagare, oppure chi ha contratto mutui o finanziamenti che non riesce a rispettare può fare valere le nuove norme sul sovraindebitamento (L. 27/01/2012, N. 3).

 

CHI PUÒ ACCEDERE? - Le nuove norme sul sovra indebitamento si rivolgono al consumatore in crisi finanziaria, ma anche al piccolo imprenditore o professionista che non può accedere alle procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, o altre). Cioè, in sintesi, al debitore civile sovra indebitato, dove per sovraindebitamento si intende un perdurante squilibrio fra il patrimonio del consumatore ed i suoi debiti.

 

I REQUISITI - Per poter usufruire degli accordi previsti dalle nuove norme la crisi deve essere tale da impedire al soggetto di poter far fronte ai pagamenti ed ai debiti di qualunque origine: verso le banche, verso dei fornitori, verso delle finanziarie, verso l’Erario per imposte, verso l’INPS o altri enti previdenziali per contributi, e verso Equitalia.

 

L’ACCORDO - Il rimedio offerto al consumatore-debitore è un accordo con i creditori, da siglare anche tramite la proposizione di un piano, una procedura di superamento e composizione della crisi, con l’assistenza di un terzo (un professionista) soggetto al controllo del Tribunale. La proposta, oggetto dell’accordo, può prevedere la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei creditori in qualsiasi modo: ad esempio, con una rateizzazione, un pagamento parziale. Ovviamente con l’accordo dei medesimi. L'accordo, naturalmente, non può essere esteso a creditori che non abbiano sottoscritto lo stesso.

 

 

 

Importantissima pronuncia dell’arbitro bancario in caso di clonazione

di carta di credito

 

A Roma un ennesimo successo in un caso di phishing

Roma, 24 Ottobre 2013 - Un caso di pirateria informatica si è risolto con un ennesimo successo di Confconsumatori di Roma. Un consumatore, titolare di un conto corrente presso un intermediario finanziario, è stato oggetto di un attacco di phishing al seguito del quale gli sono state sottratte, in tre momenti diversi, tre somme di denaro dalla carta di credito. Il consumatore ha così bloccato la carte in questione e disconosciuto tali operazioni con le modalità indicate dal gestore. Quest’ultimo però ha rifiutato il rimborso eccependo che le operazioni contestate sono state eseguite regolarmente o comunque volendo attribuire alla stessa la responsabilità per la mancata custodia dei dispositivi personalizzati. Così il titolare del conto corrente attraverso la Confconsumatori di Roma, si è rivolto dopo la risposta negativa dell’Istituto di credito, a riconoscere la responsabilità di quest’ultimo per non aver predisposto gli idonei sistemi di protezione contro le truffe perpetrate per via telematica. Sono state così riconosciute le ragioni del consumatore con il risarcimento richiesto e la vittoria delle spese di competenze ed onorari.

"Quella dell’Arbitro Bancario Finanziario - l’avv. Barbara D’Agostino della Confconsumatori Roma che ha assistito il consumatore - è una decisione molto importante perché riconosce, accanto al dovere dell’utente di prestare sempre la massima diligenza nell’utilizzo dei propri codici di accesso al servizio di home banking, anche l’altrettanto fondamentale dovere di diligenza dell’intermediario finanziario nell’adozione di tutte le cautele necessarie per proteggere adeguatamente la clientela dal rischio sempre più frequente di truffe informatiche".

La Confconsumatori di Roma è a disposizione di chiunque avesse avuto problemi similari di phishing presso la sua sede: Confconsumatori Lazio -  tel. 06.86326449 – e-mail.Confconsumatori.roma@tiscali.it. Sede: Via Padova n. 41– Roma.

 

 

 

MPS: continua la battaglia di Confconsumatori

L'inizio dei processi vede in prima linea l'associazione da anni schierata a tutela dei "risparmiatori traditi"

 

Quello di Monte Paschi di Siena è l'ennesimo scandalo di finanza speculativa che finisce col ripercuotersi sugli ignari consumatori e sulla collettività. Gli esperti dell'associazione hanno seguito da subito con attenzione gli eventi, raccogliendo notizie circa le responsabilità dello scandalo finanziario e assistendo i tanti azionisti che si sono rivolti all'associazione tramite l'indirizzo mps@confconsumatori.it. L'associazione, tra le prime in Italia a difendere le vittime di "Risparmio tradit o", ha già ottenuto il riconoscimento come parte civile in altri processi analoghi e anche in questo caso sarà in prima linea sia in sede civile che in sede penale. CONTINUA...

Riscossione tributi: ecco tutte le novità per i cittadini 

Dopo la conversione in legge del Decreto del Fare ecco cosa cambia nel rapporto tra cittadino e concessionario della riscossione tributi

 

Con la conversione in legge del Decreto del Fare, sono state introdotte diverse importanti novità nel rapporto tra cittadino e concessionario della riscossione tributi. In particolare per quanto riguarda la richiesta di dilazione del pagamento dei debiti tributari e per quanto riguarda l'espropriazione della casa di residenza. CONTINUA...

Iva rifiuti: seconda vittoria a Parma già avviate le prime cause cumulative
 

Conclusa anche la seconda causa "pilota" avviata nel 2012: dopo la prima vittoria di febbraio, il GdP di Parma ha dato ancora ragione al consumatore

 

Ci è voluto quasi un anno e mezzo ma alla fine, anche la seconda delle due cause "pilota" avviate da Confconsumatori nel 2012 per la restituzione dell'Iva illegittimamente versata sulla Tia sui rifiuti si è conclusa con un'altra vittoria del consumatore e la condanna di Iren a rimborsare l'utente. Le prime cause cumulative dei circa 3000 aderenti sono già partite, ma l'associazione continua a sperare in una soluzione stragiudizi ale del problema.CONTINUA...

Windjet: Si spacca il fronte dei favorevoli al concordato 

Il Commissario ribadisce il proprio no. La Procura: "Architettura del pegno". Calì: «Il varco é stato aperto. Ancora 10 giorni per votare no»

 

«È accaduto quello che, fino a qualche giorno fa sembrava impossibile»: all'udienza sul concordato Windjet non solo il Commissario Giudiziale ha confermato il proprio giudizio negativo, ma anche la Procura della Repubblica ha manifestato perplessità definendo il piano delle garanzie "architettura del pegno". Quello che sembrava un fronte monolitico per l'approvazione ha cominciato a manifestare spaccature: ora restano poco più di 10 giorni perché i passeggeri che non l'hanno ancora fatto esprimano il proprio voto contrario. CONTINUA...

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Egitto: c’è la possibilità di recedere senza penali Qualora il Tour Operator non offra soluzioni alternative i turisti, previa verifica delle località di soggiorno, possono recedere senza penali

8 luglio 2013 – Chi ha acquistato un pacchetto di viaggio per l’Egitto deve prestare particolare attenzione e, previa verifica delle località di soggiorno e visita effettivamente comprese nel pacchetto, potrà eventualmente anche recedere dal contratto senza pagare alcuna penale.

Alcune mete in particolare, come Il Cairo, Alessandria, tutta la zona dell’Alto Egitto fra cui Luxor ed Assuan, il delta del Nilo e la penisola del Sinai, infatti, presentano seri problemi di sicurezza a seguito della situazione venutasi a creare a seguito alla situazione di protesta attualmente in corso nell’intero Paese, e vista la nota del Ministero degli Esteri italiano, diramata lo scorso 5 luglio e tuttora valida, secondo la quale viaggi e spostamenti nelle regioni sopra indicate vanno evitati, vi è la possibilità di rivolgersi all’agenzia presso la quale il pacchetto turistico è stato acquistato, manifestando la decisione di non voler prender parte al viaggio già acquistato, e chiedendo contestualmente la restituzione dell’intero importo pagato, salvo che il tour operator organizzatore del viaggio non offra soluzioni alternative, di qualità equivalenti o superiori, senza supplemento di prezzo, rispetto a quelle già acquistate, o di qualità inferiore, previa restituzione della differenza di prezzo.

Diverso discorso invece riguarda le località del Mar Rosso, per le quali il Ministero degli Esteri italiano non pone particolari prescrizioni e/o divieti ma per le quali comunque consiglia vivamente di prestare particolari attenzioni alle escursioni organizzate al di fuori della suddetta zona balneare.

Confconsumatori invita i turisti a tenere monitorato il sito dell’associazione www.confconsumatori.it e gli avvisi della Farnesina su www.viaggiaresicuri.it

 

 

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MPS: Confconsumatori chiede chiarezza sulle ispezioni dell’Autorità di Vigilanza Depositata la richiesta alla Procura della Repubblica di Siena: «I controlli sono stati davvero concreti, completi ed efficaci?» 

 

Confconsumatori ha depositato alla Procura della Repubblica di Siena la richiesta di poter estrarre copia dei verbali, acquisiti alle indagini preliminari, delle ispezioni svolte da parte delle Autorità di Vigilanza al fine di comprendere se sussistano responsabilità di queste ultime derivanti da omessi o ritardati controlli nell’ambito del caso Monte Paschi di Siena.

«L'eventuale accertamento in sede penale di responsabilità da parte degli imputati per ostacolo alla vigilanza – spiega Luca Baj, legale di Confconsumatori – non può che presupporre che un'attività di controllo debba essere stata svolta. Pur tuttavia, Confconsumatori, che da anni assiste risparmiatori danneggiati dai crack finanziari, quale ente rappresentativo di interessi diffusi, si pone il legittimo interrogativo se i controlli siano stati davvero concreti, completi ed efficaci».

soldi_calcolatriceMutui con tassi usurari: inviate le prime diffide Una battaglia non nuova all’associazione, ma da oggi la Cassazione offre un precedente: «un’arma in più da utilizzare in sede giudiziale »

Dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione, la quale ha sancito che, qualora nel contratto di mutuo siano stati convenuti interessi usurari, la clausola è da considerarsi nulla e non sono dovuti interessi, la Confconsumatori ha inoltrato, per conto di alcuni associati, le prime diffide nei confronti di Istituti Bancari e società operanti nel settore del credito.

Sono tanti, infatti, da tutta Italia, i mutuatari e consumatori che avevano richiesto finanziamenti e/o prestiti personali e ora si sono rivolti alla Confconsumatori avendo riscontrato nei propri contratti un presunto interesse usurario.

«La battaglia nei confronti dei tassi di interesse usurari nei mutui, nei finanziamenti, nei leasing e nelle carte revolving, non è nuova alla nostra Associazione» afferma l’avv. Emilio Graziuso, Componente del Direttivo Nazionale di Confconsumatori. «Da anni, infatti, cerchiamo di tutelare i consumatori da tale fenomeno. Oggi, però, grazie alla recente sentenza della Corte di Cassazione, abbiamo un precedente giuridico importantissimo e, quindi, un’arma in più da poter utilizzare, anche in sede giudiziale, qualora siano riscontrati interessi usurari nei singoli contratti. Come Associazione, abbiamo, quindi, già all’indomani della pubblicazione della sentenza, cominciato a raccogliere le segnalazione dei cittadini, ad analizzare i contratti dei nostri associati e, dove ne ricorrano gli estremi, a predisporre le diffide nei confronti delle Banche e degli altri enti creditizi. Inoltre, i legali della Confconsumatori, nei giudizi in corso, hanno cominciato ad invocare, esibire e depositare la sentenza della Suprema Corte, nella speranza che, così come è avvenuto con l’anatocismo bancario nei conti corrente, anche in materia di mutui e finanziamenti, i Tribunali italiani adottino delle decisioni conformi al dettato della Cassazione».

Chi lo desidera può richiedere alle sedi o scaricare il modello di diffida da inviare alla propria banca, per chiedere il rispetto di quanto sancito dalla Cassazione, l'invito a restituire le somme e l'interruzione della prescrizione.

venditedomicilio

Prodotti finanziari acquistati a domicilio: nulli se manca l’indicazione del recesso nei 7 giorni Una attesa sentenza della Cassazione chiarisce una questione a lungo dibattuta: speranze per i consumatori, ma la prescrizione è vicina 

Una nuova sentenza del tribunale di Milano ha accertato e dichiarato la nullità del contratto di timesharing e del  contratto di finanziamento collegato. Un'altra vittoria di Confconsumatori che consolida l'orientamento della giurisprudenza in materia di multiproprietà, timesharing, e non solo. Lo stesso principio si applica, infatti, a tutti gli acquisti effettuati con un contratto di finanziamento procurato dalla stessa società venditrice, nel caso in cui la compravendita del bene venga dichiarata nulla o risolta per vizi del contratto e del bene.

«Questa pratica di vendita delle vacanze in timesharing- commenta Wanda Zurlo, legale di Confconsumatori che ha difeso gli associati in giudizio - è una delle tante e ormai diffuse truffe perpetrate ai danni di cittadini da veri e propri esperti dell’arte della persuasione, esercitata con metodi suggestivi e fraudolenti facendo leva sul desiderio legittimo di concedersi la possibilità di viaggiare a bassi costi. Purtroppo, tale desiderio rimane frustrato e resta il peso di un impegno economico pesante».

Fortunatamente e grazie al lavoro svolto anche dalla Confconsumatori, sono molti i Tribunali che si pronunciano a favore dei consumatori dichiarando la nullità dei suddetti contratti. Importante è soprattutto l’affermarsi della giurisprudenza che, sottolineando lo stretto collegamento tra i due contratti, dichiara la nullità di entrambi, esonerando il consumatore dall’obbligazione assunta con il contratto di finanziamento (per lo più rate mensili per almeno 5 anni o più).

 

Una nuova sentenza del tribunale di Milano ha accertato e dichiarato la nullità del contratto di timesharing e del  contratto di finanziamento collegato. Un'altra vittoria di Confconsumatori che consolida l'orientamento della giurisprudenza in materia di multiproprietà, timesharing, e non solo. Lo stesso principio si applica, infatti, a tutti gli acquisti effettuati con un contratto di finanziamento procurato dalla stessa società venditrice, nel caso in cui la compravendita del bene venga dichiarata nulla o risolta per vizi del contratto e del bene.

«Questa pratica di vendita delle vacanze in timesharing- commenta Wanda Zurlo, legale di Confconsumatori che ha difeso gli associati in giudizio - è una delle tante e ormai diffuse truffe perpetrate ai danni di cittadini da veri e propri esperti dell’arte della persuasione, esercitata con metodi suggestivi e fraudolenti facendo leva sul desiderio legittimo di concedersi la possibilità di viaggiare a bassi costi. Purtroppo, tale desiderio rimane frustrato e resta il peso di un impegno economico pesante».

Fortunatamente e grazie al lavoro svolto anche dalla Confconsumatori, sono molti i Tribunali che si pronunciano a favore dei consumatori dichiarando la nullità dei suddetti contratti. Importante è soprattutto l’affermarsi della giurisprudenza che, sottolineando lo stretto collegamento tra i due contratti, dichiara la nullità di entrambi, esonerando il consumatore dall’obbligazione assunta con il contratto di finanziamento (per lo più rate mensili per almeno 5 anni o più).

Consegna la cucina in ritardo e incompleta: condannato commerciante a Ragusa Aveva ordinato una cucina ma la consegna è avvenuta con notevole ritardo, non completa e non conforme: risarcita una donna di Ragusa

cucina

Ragusa, martedì 4 giugno 2013 – Aveva ordinato una cucina ma la consegna è avvenuta con notevole ritardo, non completa e non conforme. La disavventura di una signora di Ragusa si è conclusa positivamente davanti al Giudice di Pace che ha riconosciuto l’inesatto e ritardato adempimento del venditore.

La signora, aveva scelto e ordinato su catalogo una cucina che avrebbe dovuto completare l’arredamento di una casa. La consegna della cucina era stata indicata dal venditore entro 40 giorni ma è avvenuta, dopo numerosi reclami e nonostante fosse stata integralmente pagata, parecchi mesi dopo. Inoltre, alcune parti della cucina consegnata non corrispondevano a quelle ordinate e che mancava un elettrodomestico. A quel punto la signora decideva di citare a giudizio il mobilificio per il risarcimento dei danni.

Il Giudice di Pace di Ragusa, accertati i fatti, ha provveduto a dichiarare l’inadempimento contrattuale con la condanna al risarcimento del danno oltre le spese legali, stabilendo che «dal comprovato inadempimento del venditore […] discende l’obbligo al risarcimento dei danni subiti dalla signora e connessi al ritardo ed all’inesatta consegna della merce così come ordinata»

«I comportamenti scorretti di venditori – afferma l’avv. Samantha Nicosia responsabile di Confconsumatori Ragusa – sono causa di ripetute richieste di aiuto. É importante ricordare a tutti i consumatori che esistono precisi obblighi, a carico dei venditori, previsti dal Codice del Consumo e dal Codice Civile. E quando i venditori cercano di sottrarsi ai propri obblighi è bene non desistere ma cercare di far valere i propri diritti».

 

Amministratore scappa coi soldi dei condomini Confconsumatori Torino è impegnata nella tutela dei condomini, tra cui tanti pensionati, che si sono ritrovati con ingenti debiti da saldare

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L’amministratore scappa con i soldi dei condomini: Confconsumatori Torino a lavoro per tutelare gli inquilini, tra cui molti pensionati, che si erano affidati all’Amministratore A. M., che gestiva decine e decine di stabili a Torino e provincia.

L’associazione è stata incaricata di assistere alcuni condomini amministrati dal Signor A. M., i quali, ignari di quanto stava accadendo, hanno continuato a dare la propria fiducia (ed i propri soldi) a chi gestiva il loro patrimonio e oggi, purtroppo, si trovano ad affrontare nuovi pagamenti per ripristinare la situazione contabile degli stabili.

Confconsumatori Torino sta, inoltre, valutando l’opportunità di promuovere un’azione nei confronti della Banca su cui erano aperti i conti correnti intestati ai condomini.

«Questi fatti sono molto gravi – commenta il presidente provinciale Marcello Gori – tra le vittime vi sono molti anziani e persone che arrivano a fine mese con difficoltà a causa della crisi e che sono costrette ora a ripagare somme ingenti per spese ordinarie e straordinarie a suo tempo versate e sparite dal conto corrente. A causa del carattere occulto degli ammanchi, i condomini ne sono venuti a conoscenza solo da poco tempo. D’altronde, a dire della Banca in cui erano stati aperti i conti correnti intestati ai vari condomini, l’unico soggetto abilitato a visionare l’estratto conto era lo stesso Amministratore, che ha violato i doveri del proprio ufficio. Alcune società fornitrici di servizi hanno già provveduto a richiedere il pagamento del dovuto, anche mediante azioni giudiziarie, ma la notifica degli atti era, anche nel caso, fatta solo all’amministratore come per legge».

«Ci vuole tempo per ricostruire le singole situazioni – conclude Gori - In ragione di ciò, attesa anche la rilevanza degli esborsi, si chiede formalmente a tutti gli enti e società che hanno emesso fatture dirette a questi condomini, di valutare la possibilità di concedere dilazioni dei pagamenti, in particolare delle utenze domestiche, attesa la buona fede degli amministrati, che non sono stati informati di alcunché fino ad ora e devono rimediare al comportamento di chi ha tradito la loro fiducia. La Confconsumatori è determinata ad accertare le responsabilità di tutti coloro che, in modo diretto o indiretto, hanno permesso che questi indebiti ammanchi si potessero verificare ai danni di cittadini onesti e scrupolosi».

 

Carte clonate e phishing: Confconsumatori a Raitre L'avvocato Ferdenzi, di Confconsumatori Parma, ospite alla trasmissione "Codice a barre"

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Carte clonate, phishing e furti sui conti online. Come difendersi? Per rispondere a questa ed altre domande di tanti risparmiatori truffati la trasmissione Codice a Barre, in onda ogni mattina su Raitre, ha ospitato in studio l'avvocato Grazia Ferdenzi, di Confconsumatori Parma, insieme a Romolo Giacani, responsabile rapporti con le associazioni di consumatori di Poste Italiane e ad alcuni consumatori vittime di prelievi non autorizzati sul proprio conto.

L'avvocato Ferdenzi ha sottolineato l'importanza del ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario, una procedure stragiudiziale delle controversie rapida ed economica, che spesso è risultata risolutiva in molti casi analoghi. 

 

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Multiproprietà: nuova vittoria in appello a Trieste Rimborso confermato in appello per una coppia che sognava le Baleari e si era trovata con un contratto fumoso e un finanziamento

Una coppia di Trieste sognava le Baleari, ma si era ritrovata con un contratto fumoso e un finanziamento da pagare. Ancora una significativa vittoria di Confconsumatori in materia di multiproprietà: la Corte d’appello di Trieste, ha confermato una precedente sentenza del Tribunale di Trieste del 2010 che aveva dichiarato la nullità del contratto di acquisto di una multiproprietà e del connesso contratto di finanziamento.

La Corte ha accertato, a causa della sua assoluta indeterminatezza, la nullità del contratto d’acquisto di un certificato di associazione del complesso turistico residenziale “Mediterranean Club Cala PI” nelle isole Baleari. Secondo i giudici di primo grado e d’appello non è chiaro l’oggetto del contratto, consistente nell’acquisto di un mero certificato d’iscrizione. Sarebbe, in particolare, incomprensibile in cosa mai il medesimo si sostanzi, non essendo certo direttamente individuabile in un vero e proprio diritto di soggiorno.

La Corte, come già il Tribunale, ha inoltre ravvisato un incontestabile collegamento negoziale tra il contratto di acquisto e quello di concessione del credito stipulato con una società finanziaria, dichiarando, per l’effetto, anche la nullità di quest’ultimo.

«La sentenza – secondo gli avvocati Giovanni Franchi e Augusto Truzzi, legali Confconsumatori che hanno difeso in giudizio la coppia – conferma l’orientamento giurisprudenziale espresso da diverse altre sentenze dei Tribunali di Trieste, di Verona e di Parma e delle Corti d’appello di Trieste e Bologna,  per le quali il contratto di finanziamento deve ritenersi strettamente connesso a quello d’acquisto, con la conseguenza che dalla nullità di quest’ultimo discende anche la sua. è di particolare importanza il fatto che la Corte abbia confermato la sentenza nella parte in cui, oltre a dichiarare la nullità del contratto di finanziamento – il che impedisce che possano essere chiesti altri soldi ai consumatori – abbia anche dichiarato che nulla era dovuto alla società che aveva concesso il finanziamento

«Tutti coloro che hanno sottoscritto contratti di questo tipo – concludono i legali –  potranno chiedere, entro i limiti della prescrizione decennale, il rimborso delle somme versate anche alle finanziarie, non più solo ai venditori, ormai tutti dichiarati falliti anche a causa e grazie alle cause promosse da Confconsumatori». 


 


Processo Costa Concordia: Confconsumatori è parte civile

L’associazione, riconosciuta come «parte civile e direttamente danneggiata dai fatti», chiamerà Costa come                                                   responsabile civile



Confconsumatori è parte civile nel processo Costa Concordia. L’avv Marco Festelli, che ha rappresentato in giudizio l’associazione, esprime soddisfazione per il riconoscimento di Confconsumatori come «parte civile e direttamente danneggiata dai fatti» per cui a processo. «Nell’ordinanza – spiega Festelli - é stata riconosciuta la figura del turista passeggero della Concordia nell’alveo della figura del consumatore e conseguentemente è stato riconosciuto che non solo i consumatori direttamente danneggiati, i passeggeri della Costa Concordia, hanno subito un danno, ma anche le Associazioni dei consumatori, come Confconsumatori, che si propongono come scopo esclusivo la tutela del consumatore e hanno operato con azioni concrete per l’assistenza dei turisti nel caso Costa».

 

Confconsumatori ha già anticipato la richiesta di chiamare immediatamente Costa Crociere come responsabile civile, tenuta quindi al risarcimento dei danni subiti da tutti i danneggiati, in solido con gli imputati. L’avvocato Festelli precisa di non aver quantificato i danni subiti dall’associazione ma di aver concluso con la richiesta di una provvisionale minima di 100 mila euro.

 

«I conti con la giustizia – conclude Festelli - non dovranno finire soltanto con condanne di natura penale ma anche con risarcimenti esemplari a fronte di danni di particolare importanza per i malcapitati passeggeri e le loro Associazioni ».

 

 

 

 

Bond Argentina: vittoria flash da 50 mila euro

Una donna argentina, residente in Italia, aveva investito tutti i risparmi nel suo Paese d’origine: vittoria a circa 4 mesi dal ricorso

 

Aveva acquistato i bond del suo paese d’origine, l’Argentina, e aveva visto sfumare circa 50 mila euro, i risparmi di una vita. Confconsumatori ha ottenuto il risarcimento per una risparmiatrice argentina, residente in Italia e coniugata con un cittadino italiano, che aveva acquistato obbligazioni argentine e ora riavrà la somma complessiva di € 51.830,82.

 

La donna, avendo perduto praticamente tutto quello che possedeva a causa del default dello Stato argentino, si è rivolta alla Confconsumatori, dove i legali le hanno consigliato di intraprendere una causa. Il Tribunale di Parma, con un’ ordinanza ottenuta a distanza di pochi mesi dalla presentazione del ricorso, ha dichiarato la nullità dell’operazione a causa della mancanza del contratto generale d’investimento prescritto sotto pena d’invalidità dall’art. 23 d.lgs. n. 58/98 e condannato l’istituto di credito a restituire il capitale investito, dedotta una cedola riscossa, maggiorato degli interessi legali e delle spese legali.

 

La particolarità del provvedimento, anche se ormai sono frequenti i casi di queste vittorie lampo di Confconsumatori, sta anche nella circostanza che la condanna sia contenuta non come normalmente avviene in una sentenza, ma in un’ordinanza ottenuta in pochissimo tempo – circa 4 mesi - alla fine del procedimento sommario di cognizione, introdotto con la riforma del codice di procedura civile contenuta nella legge 18 giugno 2009 n. 69.

 

«Una decisione importantissima - dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio la risparmiatrice. - perché dimostra che la tutela del risparmiatore supera persino la nazionalità delle parti. Il Tribunale non ha dato importanza al fatto che la risparmiatrice fosse un’argentina e non potesse non sapere come stessero le cose nel suo Stato. Ciò era irrilevante, perché mancava il contratto generale d’investimento, senza il quale non si possono effettuare investimenti finanziari».

 

 


COSTA CONCORDIA

Patteggiamento di Costa Crociere s.p.a.

Dopo aver patteggiato la pena Costa Crociere s.p.a. assicuri il rispetto del Decreto legislativo 231/2001



Confconsumatori si costituirà parte civile il 15 aprile prossimo contro Schettino e gli altri indagati e, con l’avv. difensore Marco Festelli, chiederà contestualmente la chiamata di Costa Crociere come responsabile civile nel processo penale, al fine di vederla condannata in solido con gli imputati al risarcimento dei danni patiti dalle vittime. Confconsumatori, inoltre, tramite i propri legali consentirà ai singoli naufraghi di costituirsi a loro volta ed autonomamente parte civile.

 

«Com’é noto, Costa Crociere ha sempre negato ogni responsabilità nei fatti accaduti. Ma il patteggiamento richiesto nei giorni scorsi e il pagamento di una sanzione di 1 milione di euro é lì a dimostrare che, invece, non tutto è andato per il verso giusto» commenta Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori.

 

«Ancora un processo in cui sono rimaste vittime i consumatori e nel quale la responsabilità penale della società prevista dal Decreto Legislativo 231/2001 ha consentito e potrà consentire una loro maggior tutela. Adesso Costa Crociere S.p.A. é chiamata a dare prova, soprattutto ai propri clienti/consumatori, ma anche ai suoi azionisti, della propria posizione in merito ai risarcimenti » dichiara l’avv. Carmelo Calì, Responsabile del settore Turismo & Trasporti di Confconsumatori.

 

«Confconsumatori auspica, infine, che Costa Crociere S.p.A voglia finalmente rendersi disponibile a risarcire i naufraghi con equità e senza ulteriori ritardi» conclude la Presidente nazionale Mara Colla.

 

BOND ARGENTINA

Nuova vittoria da 20 mila euro ottenuta a Parma

La Banca non poteva limitarsi ad accennare genericamente al proprio conflitto d’interessi: il risparmiatore deve essere informato sui rischi



Ancora una vittoria di Confconsumatori a tutela di una risparmiatrice che nel marzo 2001 aveva acquistato obbligazioni argentine: la Banca non poteva limitarsi ad accennare genericamente al proprio conflitto d’interessi nel momento dell’acquisto.

 

Il Tribunale di Parma ha recentemente condannato la Banca venditrice dei titoli al risarcimento dei danni, pari a 22.483,89 €, patiti dall’investitrice per l’acquisto dei bond argentini, oltre alla rifusione delle spese legali.

 

Il Giudice di Parma ha, più in particolare, ravvisato l’inadempimento dell’Istituto di credito nel fatto che, sebbene nell’ordine d’acquisto fosse specificato che l’operazione veniva proposta dalla banca in conflitto d’interessi, non era stato specificato in cosa mai consistesse questo conflitto.

 

«La particolarità del caso – commenta l’avvocato Giovanni Franchi legale Confconsumatori che ha tutelato in giudizio il risparmiatore – sta nel fatto che per il Tribunale non sono sufficienti generici chiarimenti perché possano considerarsi adempiuti gli obblighi d’informazione posti a carico degli istituti di credito dall’art. 29 Reg. Consob n. 11522/98. È invece indispensabile che al risparmiatore vengano specificate tutte le ragioni per le quali l’operazione finanziaria può considerarsi pericolosa o comunque non adeguata».

 

 


Nasce il servizio “S.O.S. Carte revolving”

Confconsumatori e Dalla Parte del Consumatore: "Le rate delle carte revolving sono spesso oltre le soglie d’usura"



S.O.S. carte revolving” è il nuovo servizio attivato da Confconsumatori Brindisi e dall’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore per tutelare i cittadini nell’ennesimo episodio di risparmio tradito: i tassi di interesse applicati da molte società finanziarie in caso di utilizzo di carte revolving, le quali, pur rientrando nella categoria delle carte di credito, hanno delle modalità operative profondamente diverse rispetto a queste ultime.

 

Le carte revolving, infatti, permettono di effettuare acquisti immediatamente e di pagare in rate mensili successive, da qui la denominazione di carte di debito. La problematica principale, però, riguarda il tasso di interessi applicato non solo alle singole rate, già di per sé alto, ma soprattutto dagli interessi di mora nei casi di mancato pagamento. In questi casi il tasso supera spesso le soglie dell’usura stabilite dalla Banca d’Italia.

 

Dalle perizie effettuate dalla Procura di Trani, dinnanzi alla quale è in corso un procedimento nei confronti di primarie società finanziarie che emettono carte revolving, è emerso che i tassi di queste ultime, in alcuni casi, sono giunti, in caso di ritardo nel pagamento, fino al 54,21 %. Oltre il doppio, cioè, dei limiti, pur elevati, del 25,68 % consentiti dalla legge sull’usura per il credito finalizzato all’acquisto rateale per tali tipologie di prestiti.

 

«Dal 2010, anno nel quale abbiamo cominciato ad occuparci delle problematiche collegate alle carte revolving, ad oggi - afferma l’avv. Emilio Graziuso, Componente del Consiglio Direttivo Nazionale di Confconsumatori e responsabile del coordinamento "Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore Associazione Nazionale” – numerosissimi consumatori si sono rivolti alla nostra Associazione per avere chiarimenti in merito a pagamenti agli stessi richiesti dei quali non solo non riescono a comprendere l’entità ma anche, in alcuni casi, la durata. I consumatori che vogliono vederci chiaro devono effettuare dei conteggi dettagliati in merito ai tassi di interesse applicati, al fine di verificare se vi siano gli estremi per chiedere la restituzione delle somme illegittimamente pagate. In tal caso, come Associazione, consigliamo, innanzitutto, di inviare una diffida alla società che ha emesso la carta revolving chiedendo la restituzione del maltolto ed eventualmente, in caso di risposta negativa, promuovere una azione legale per la tutela dei propri diritti».

 

Per maggiori informazioni www.confconsumatoribrindisi.it, tel.347 - 0628721

 

 

 

 

RISPARMIO

Lehman: manca una firma, restituiti 35 mila euro

A Bologna il giudice ha annullato il contratto privo della firma del legale rappresentante della Banca. Restituito capitale più gli interessi



Manca una firma e la Banca deve restituire 35 mila euro. Un’altra importantissima vittoria di Confconsumatori in materia di “risparmio tradito”: un associato di Bologna, che aveva investito 34.193,66 € in obbligazioni Lehman Brothers, si è visto restituire l’intero capitale investito più gli interessi legali.

 

Il Tribunale di Bologna, infatti, ha dichiarato la nullità per difetto di forma del contratto generale d’investimento e, per l’effetto, dell’ordine d’acquisto stipulato dall’investitore, in quanto privo della sottoscrizione del legale rappresentante dell’Istituto di credito. La banca è stata condannata alla restituzione del capitale investito, maggiorato degli interessi legali.

 

Il giudice si è uniformato a quella giurisprudenza secondo cui, perché l’ordine non sia nullo per difetto di forma a norma dell’art. 23 TUF, è necessario che sia accompagnato da un contratto generale d’investimento – che regola tutti i rapporti tra banca e investitore - sottoscritto, oltre che dal cliente, anche dal legale rappresentante dell’istituto. Per il Tribunale non ha rilevanza che il documento sia stato prodotto in giudizio dall’istituto, né che le parti abbiano dato esecuzione a contratto, così dimostrando di considerarlo valido, bastando, per superare entrambe le eccezioni, che con l’atto introduttivo sia stata chiesta la nullità per difetto di forma.

 

«Una decisione importantissima - dichiara l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio il risparmiatore – che costituisce un’importante conferma di un principio sempre più ripetuto dalla giurisprudenza. L’aspetto più importante è che il Tribunale abbia dichiarato la nullità, sebbene la mancata sottoscrizione fosse stata dedotta solo all’udienza di discussione prevista dal d.lgs. n. 5/03. Il che val quanto dire che, purché la nullità per difetto di forma venga dedotta fin dall’inizio, la mancata sottoscrizione di una delle parti può essere fatta presente in qualsiasi momento del giudizio, anche negli ultimi scritti difensivi».

 

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RISPARMIO

Monte Paschi: le istruzioni per i piccoli risparmiatori

Confconsumatori attiva la tutela dei piccoli risparmiatori coinvolti nella perdita di valore delle azioni MPS: ecco le istruzioni degli esperti



Ecco tutte le istruzioni per i piccoli risparmiatori dagli esperti di Confconsumatori.

 

COSA PUOI FARE:

 

Se sei un azionista di titoli Monte dei Paschi, per ottenere il rimborso e/o il risarcimento dei danni ci sono tre strade percorribili, rivolgendosi al Giudice penale o civile:

 

A) Occorre provare che la perdita del valore delle azioni dal momento dell’acquisto sino ad oggi è dovuta alle condotte illegittime ed alle negligenze di una serie di soggetti che hanno commesso i fatti o che non hanno impedito che questi accadessero, omettendo i controlli previsti dalla legge. In questo modo sarà possibile chiedere il risarcimento del danno subito (ossia la perdita del valore delle azioni).

 

B) Provando che hai comprato i titoli dopo l’acquisizione di Banca Antonveneta e sulla base di informazioni errate date al mercato (ad es. bilanci falsi e false comunicazioni sociali);  sarà possibile chiedere l’invalidità dei contratti di acquisto ed ottenere così il valore pari alla sorte capitale investita.

 

C) In ogni caso, poi, se la Tua Banca non ti ha fatto firmare il contratto quadro o ci sono altri vizi formali nel tuo acquisto dei titoli, potrai chiedere la nullità dei contratti e la restituzione delle somme investite.

 

Se sei un obbligazionista di titoli Monte dei Paschi, nessun danno è subito ad oggi, perché comunque la Banca è in grado di pagare regolarmente i suoi creditori. In conseguenza non si sono verificati (e non sono ad oggi previsti) problemi sui rimborsi sia delle cedole, sia dei titoli.

 

COSA PUO’ FARE L’ASSOCIAZIONE PER TE:

 

Confconsumatori ti aiuta a rivolgerti al Giudice penale facendo valere le tue ragioni, presentando un esposto penale/querela che riguardi il tuo caso specifico con cui chiedere il risarcimento dei danni, previa verifica di reati eventualmente commessi dalla Banca o da altri soggetti. Questo servirà a due cose:

 

-  in via generale, a supportare e confermare l’azione dei Pubblici Ministeri;

 

-  in via personale a richiedere il risarcimento dei danni da te subiti in qualità di parte civile, con apposito atto che potremo depositare solo se e dopo che i Pubblici Ministeri avranno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio degli imputati.

 

In alcune ipotesi, sarà anche possibile instaurare un giudizio civile contro la Banca che ti ha venduto i titoli MPS e anche in questo caso Confconsumatori ti aiuta a rivolgerti al Giudice civile.

 

Confconsumatori è in grado sia di darti un consiglio riguardo la tua posizione specifica, sia di assisterti, perché i suoi legali sono ormai divenuti esperti degli specifici temi giuridici legati ai prodotti finanziari.

 

QUANTO TI COSTA

 

Come primo passo Confconsumatori chiede esclusivamente la quota di iscrizione di 40 euro da versare all’Iban IT66T0623012700000080583841 oppure sul conto corrente postale c/c 14680433 indicando nella causale “quota associativa – azionista MPS”.

 

Dovrai compilare e inviare il modulo informativo relativo all’acquisto di azioni MPS, con una fotocopia dei documenti ivi richiesti, e il modulo d’iscrizione alla Confconsumatori. Questo consentirà ai legali di verificare cosa si può fare per la tua situazione specifica, dopodiché sarai contattato per ricevere tutte le indicazioni che riguardano la tua posizione.

 

Dovrai inviare il tutto presso la sede nazionale di Confconsumatori, a Parma, via e-mail mps@confconsumatori.it o tramite posta tradizionale alla sede nazionale di Confconsumatori, in via Mazzini 43, 43121 Parma.

 

In alternativa puoi rivolgerti, sia per l’iscrizione che per la consegna dei documenti, alla sede a Te più vicina che provvederà a comunicare tutto alla sede nazionale. Contatta la sede a te più vicina nella sezione "Dove siamo" in: www.confconsumatori.com/dovesiamo.asp

 

A questo punto se vorrai, liberamente e senza ovviamente nessun tipo di impegno, valutare se ti è utile affidarti ai legali dell’Associazione per agire in via giudiziale contro i responsabili, ti sarà inviata una proposta di convenzione scritta dove, in maniera chiara e trasparente, ti sarà proposto il costo onnicomprensivo collegato all’eventuale assistenza giudiziale (che varierà in funzione dell’importo oggetto della domanda e dell’esito finale). A questo punto, potrai scegliere se avvalerti dei legali convenzionati e, in questo caso, dovrai firmare il mandato di incarico professionale.

 


 

 Scarica i due moduli da compilare e inviare alla sede nazionale di Confconsumatori in via Mazzini 43 - 43121 PARMA o via e-mail a mps@confconsumatori.it

 

- modulo informativo relativo all’acquisto di azioni MPS (con allegati);

- modulo d’iscrizione alla Confconsumatori.

 

 
 

 

SICUREZZA ALIMENTARE

Condannati a Grosseto i “furbetti” del banco frigo

“Reimpacchettavano” prodotti scaduti e li vendevano come freschi. Risarcite anche Confconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino



Condannati i “furbetti” del banco frigo. L' ultimo troncone del processo Sma-Stella per frode in commercio con i reincarti dei prodotti si è concluso con due condanne a 500 euro di multa e al risarcimento del danno a favore di Confconsumatori e Movimento difesa del cittadino con 1000 euro ciascuno più spese.

 

IL PROCESSO - Dopo le assoluzioni dei vertici con il rito abbreviato all' udienza preliminare (solo multe da 1.200 euro) per errori e negligenze senza volontà di ingannare i consumatori - ma con valenza penale riconosciuta alla pratica di reincartare i prodotti vicini alla data di scadenza - sono comparsi in Tribunale, davanti al giudice Giovanni Muscogiuri, cinque dipendenti. Ai primi quattro erano contestati cinque comportamenti ritenuti illeciti (in concorso con i vertici) nel reparto di gastronomia; al quinto due pratiche ritenute irregolari (sempre con i vertici) nel reparto di macelleria.

 

LE CONDANNE - Solo due dipendenti sono stati condannati e non per tutte le pratiche contestate. Le due persone, che negli interrogatori del giugno 2010 avevano ammesso di aver dichiarato il falso ai carabinieri nel 2008, sono state condannate perché avevano consegnato agli acquirenti salumi e formaggi di marca scaduti prelevandoli dalla confezione originale e ponendoli nuovamente in vendita senza indicare la data di scadenza ormai passata. Inoltre avevano posto in vendita prodotti diversi da quelli pubblicizzati nelle locandine. Assoluzione per non aver commesso il fatto da queste stesse accuse per altri imputati. Come si legge nella sentenza: «le imputate collaboravano a pieno titolo e anche di buon grado alla criminosa attività concernente il reimpacchettamento di prodotti scaduti e/o di imminente scadenza i quali, quantunque a monte già frazionati e preconfezionati dal fornitore in singole porzioni recanti l'indicazione della data di scadenza, venivano privati della confezione originaria e riconfezionati indicando soltanto la data del reincarto ed eliminando ogni riferimento alla fonte di provenienza originaria; così che i clienti potessero credere, diversamente dal vero, che si trattasse di alimenti freschi come tali acquistati all’ingresso nel supermercato e ivi frazionati e incartati per la prima volta».

 

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI - Confconsumatori e Movimento difesa del cittadino, sedi di Grosseto, difese dall’Avv. Elisabetta Luzzetti e dell’Avv. Roberto Vannetti, preso atto della gravità delle accuse e della plurioffensività delle condotte contestate, commesse in danno di una generalità indeterminata di consumatori/clienti del supermercato, hanno chiesto ed ottenuto di costituirsi parte civile in rappresentanza dei diritti e degli interessi diffusi delle generalità dei consumatori grossetani.

 

Non solo il Tribunale ha ammesso la costituzione in giudizio ma ha anche condannato gli imputati, ritenuti colpevoli, al risarcimento dei danni in favore delle associazioni in quanto le condotte ascritte andavano e vanno a ledere gli interessi e diritti di quella “comunità” di cittadini (ovvero consumatori) che le associazioni hanno il compito statutario di difendere e tutelare, anche secondo il codice del consumo. Pertanto, sia pure simbolicamente, gli imputati sono stati condannati al risarcimento di 1.000 euro per ogni associazione, oltre alla refusione delle spese del giudizio, per i danni arrecati.

 

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SICUREZZA ALIMENTARE

Carne equina: Confconsumatori scrive alla Grande Distribuzione Organizzata

Il consumatore deve sapere cosa mangia: è urgente una legislazione sull’origine dei prodotti trasformati. Appello alla Grande Distribuzione



A seguito dello scandalo della carne equina, che ha comportato, nei giorni scorsi, il ritiro dalla distribuzione italiana di alcuni prodotti commercializzati con marchi della multinazionale Nestlé, Confconsumatori ha scritto chiedendo chiarimenti ai responsabili della Grande Distribuzione Organizzata (Conad, Coop, Sma/Simply, Auchan, Esselunga, Unes, Lidl, Carrefour, Pennymarket, Eurospin, Pam, Sigma, Selex, Despar Italia, Crai e Billa). Ecco il testo della lettera inviata alla GDO:

 

“Nei giorni scorsi abbiamo appreso dai mezzi di informazione dello scandalo che sta riguardando alcuni piatti pronti a base di carne. In particolare, dalle notizie apprese, esistono sul mercato confezioni di lasagne a Marchio FINDUS che non contengono solo carne di manzo, come erroneamente riportato in etichetta, ma anche carne equina. É notizia di oggi che anche in alcuni prodotti commercializzati con marchi della multinazionale Nestlé si è riscontrato il medesimo problema.

 

La società italiana, C.S.I., che detiene il marchio FINDUS in Italia, ha precisato che non sussiste alcun collegamento tra il marchio Findus commercializzato in Italia e il marchio Findus commercializzato in UK e nel resto d’Europa.

 

Alla luce di quanto sopra osservato, Vi chiediamo di fare chiarezza in merito alla commercializzazione, nelle filiali italiane appartenenti al Vostro gruppo,di prodotti alimentari a base di carne (o di altri ingredienti) venduti a marchio FINDUS, che provengano dalle società ad oggi coinvolte nello scandalo.

 

Analogo chiarimento chiediamo per gli alimenti prodotti dalla società H. J. Schypke.

 

Da ultimo, domandiamo se la Vostra catena ha posto in essere, o se intende farlo, una serie di controlli autonomi per verificare se, nei prodotti a base di carne da Voi commercializzati, ciò che è presentato ai consumatori è ciò che viene loro effettivamente venduto. In tal caso, Vi chiediamo la cortesia di conoscere i risultati di tali autonomi controlli.”

 

«Abbiamo già ricevuto i primi riscontri, non sempre esaustivi, da parte dei Grandi distributori - ha commentato Mara Colla, Presidente di Confconsumatori – ma non accetteremo reticenze: è inaccettabile che il consumatore non sappia che cosa sta mangiando. Scandali come questo devono stimolare le Istituzioni comunitarie: è urgente, infatti, l’implementazione di una legislazione che assicuri la piena conoscenza dell’origine dei prodotti, con particolare riferimento alla gastronomia trasformata. La GDO può aiutare i cittadini in questo, esercitando le giuste pressioni sui propri fornitori per migliorare in qualità e trasparenza»

 

MPS: Confconsumatori tutela i piccoli risparmiatori

 

L’esperienza dell’associazione a disposizione dei piccoli risparmiatori. La Presidente Colla: «oltre alla tutela legale, le proposte ai candidati premier»

 

 

Siena, 21 febbraio 2013 – I recenti casi di Monte dei Paschi di Siena, Saipem, Fondiaria/Sai si aggiungono al lungo elenco di risparmio tradito (Parmalat, bond argentini, Cirio e molti altri) i cui costi gravano in massima parte sugli ignari risparmiatori e i piccoli azionisti. Confconsumatori, che sta raccogliendo richieste di assistenza in tutta Italia, ha voluto incontrare i piccoli risparmiatori per mettere a loro disposizione la propria esperienza, maturata in anni di battaglie in materia di “Risparmio Tradito”.

 

«Dal confronto con gli azionisti – ha spiegato Duccio Panti, Presidente di Confconsumatori Siena – sono emersi anche particolari preoccupanti. Tra i nostri iscritti, infatti, c’è anche un ex dipendente di Monte dei Paschi di Siena, che ci ha spiegato come, tempo fa, lui e diversi altri colleghi sono stati “caldamente invitati” dai propri superiori a liquidare un anticipo del TFR con il quale acquistare azioni della Banca».

 

Confconsumatori ha pubblicato sul proprio sito nazionale (www.confconsumatori.it) istruzioni chiare per tutti gli azionisti, spesso disorientati: «L’impegno della nostra associazione – spiega Marco Festelli, Presidente di Confconsumatori Toscana – è quello di aiutare i piccoli risparmiatori ad analizzare la propria posizione specifica e a valutare, con i nostri esperti, le possibilità di risarcimento. Il tutto a un costo molto contenuto. Aiuteremo chi lo desidera a rivolgersi al Giudice penale, presentando un esposto penale/querela con cui chiedere il risarcimento dei danni, previa verifica di reati eventualmente commessi da management della Banca o da altri soggetti. In alcune ipotesi, sarà possibile instaurare anche un giudizio civile contro la Banca venditrice dei titoli MPS».

 

Confconsumatori si costituirà a sua volta parte civile nel processo penale in rappresentanza della collettività, un ruolo la cui legittimità è stata in più occasioni riconosciuta negli anni: «Confconsumatori – spiega Luca Baj, legale dell’associazione – ha maturato una lunga esperienza, a partire dai processi Parmalat, che nell’ambito del “Risparmio tradito” ha permesso ai risparmiatori di recuperare complessivamente oltre 30 milioni di euro tra cause penali e civili. Sono numerosi, poi, i processi in cui il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile. Ricordiamo i casi della Clinica Santa Rita, delle mozzarelle blu, degli ovoprodotti adulterati, il processo a Messina contro il Consorzio Autostrade Siciliane per la sicurezza delle autostrade o quello, recentissimo, contro la Sma a Grosseto per lo scandalo dei “reincarti” di prodotti scaduti».

 

Per la Presidente nazionale Mara Colla la battaglia di Confconsumatori non si esaurisce in ambito giudiziario: «Abbiamo chiesto da subito le dimissioni dei membri tutt’ora componenti del CdA MPS già presenti all’epoca dei fatti. Recentemente abbiamo inviato ai candidati premier la proposta di istituire una Procura nazionale contro i reati finanziari, sul modello di quella antimafia. Intendiamo approfondire anche l’operato delle autorità di vigilanza europee ed italiane (BCE, FME, Consob e Bankitalia). La volontà è quella di tutelare i piccoli risparmiatori, suggerendo anche soluzioni impediscano il perfezionarsi dei comportamenti illeciti, purtroppo all’ordine del giorno negli ultimi anni».

 

DAL LAZIO

Sicurezza stradale: serve un organo di governance

La Presidente Regionale di Confconsumatori: "Da Regione, Provincia e Comune cinque anni di spot e basta"



Roma, 10 dicembre 2012 - "C’è oggi una sorta di cortina di ferro tra consumatori/utenti e aziende/Stato, indegna di un paese europeo, è quindi estremamente opportuno che sia stato lanciato in questo momento il dibattito sulla necessità di costituire un organo di governance. I costi sociali sono vergognosi per un Paese civile e aggiungerei che la sottovalutazione della sicurezza stradale è un lusso che l’Italia non deve permettersi, anche alla luce del fatto che gli oltre 78 miliardi di gettito derivante dal settore autoveicoli rappresentano quasi il 20 % di tutte le entrate tributarie nazionali e aumentano di quasi 2 punti percentuali ogni anno.

Il Presidente Aranci ha ragione quando dice che occorre ridefinire le politiche della sicurezza stradale e che serve una figura tecnica perché oggi lo scenario affidato ad una, seppur utilissima, anarchia fattiva di associazioni, imprese ed enti locali non è più in grado di produrre i risultati necessari.

Le associazioni di consumatori e utenti si candidano ad essere non solo paladini della difesa degli automobilisti consumatori, ma devono anche porsi al servizio di tutti gli utenti della strada perché questa deve essere la nostra vocazione. Ecco perché chiediamo anche noi un organo di governance che metta ordine e che avvii la collaborazione con soggetti qualificati dettando linee guida precise e togliendo l’improvvisazione diffusa di millantatori e opportunisti. Assistiamo, specie nella politica locale ad un livello di incompetenza e di malafede che toglie la speranza nel futuro. In cinque anni non ci sono atti politici significativi né da parte dell’Amministrazione Comunale, né da quella Provinciale, né Regionale, e purtroppo lo testimoniano i dati. Solo spot e qualche occasionale azione della magistratura che a prescindere dalla colpevolezza o meno degli imputati, è già significativa testimonianza di incapacità e di sciatteria. La sicurezza stradale non è un vezzo di poche assennate associazioni ma un esigenza e un diritto di tutti i cittadini a cui la politica deve dare risposte e questo può essere il momento giusto per lanciare un segnale di discontinuità e di attenzione alla qualità della vita delle persone. Le Istituzioni si trovano davanti alla  necessità di un’azione collegiale e coordinata  ormai irrinunciabile, per le ragioni economiche, sociali, etiche e morali. Infine, vorrei ricordare che la “sfida” lanciata dalle Nazioni Unite di dimezzare la mortalità del nostro Paese entro 2020, non dovrebbe servire a inviarci i caschi blu per ridurre le vittime di questa guerra che consumiamo sulle nostre strade ma a cogliere l’opportunità di un futuro migliore".

Barbara D’agostino, presidente Confconsumatori Lazio

 

INTERNET

Furti sul conto online: la Banca deve risarcire

Nuova pronuncia dell’ABF: a Fondi un correntista ha recuperato i 4000 euro sottratti fraudolentemente che la Banca non voleva risarcire



Latina, 23 novembre 2012Ben 4000 euro sottratti a un correntista di Fondi a seguito di una frode informatica: ora la Banca dovrà risarcirlo. A deciderlo è stato il Collegio di Roma dell’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF), un organismo indipendente che si occupa delle controversie tra i clienti e le banche e gli altri intermediari finanziari.

 

Il correntista nell’effettuare la regolare operazione di controllo del proprio conto, mediante il servizio di Internet Banking, si era accorto di un ammanco di ben 4.072 € inviati in Portogallo tramite bonifico bancario estero mai effettuato dall’ignaro consumatore.

 

L’uomo aveva immediatamente segnalato alla Banca il prelievo fraudolento dal proprio conto corrente e aveva anche sporto denuncia per truffa presso il locale Commissariato della Polizia di Stato.

 

Rifiutandosi la Banca di restituire la somma rubata, il correntista di Fondi aveva deciso di rivolgersi alla Confconsumatori di Minturno, per tutelare i propri diritti. L’ABF, sulla scorta del ricorso presentato dall’Avv. Barbara Romano, legale dell’associazione, rilevava che “qualora l’utilizzatore di servizi di pagamento neghi di aver autorizzato un’operazione di pagamento già eseguita è onere del prestatore di servizi di pagamento provare che l’operazione di pagamento sia stata autenticata.

 

Pertanto, l’ABF ha riconosciuto la responsabilità della Banca nei confronti del Cliente per i danni derivanti dall’operazione fraudolenta con la condanna al riaccredito sul conto corrente dell’importo complessivo oggetto della truffa.

 

Grande soddisfazione per la decisione dell’Arbitro Bancario e Finanziario è stata espressa dall’Avv. Romano e dall’Avv. Franco Conte, Presidente Provinciale della Confconsumatori Latina, i quali hanno sottolineato che «è importante far conoscere ai consumatori i propri diritti anche nel campo bancario-finanziario. Difatti, la legge impone alle banche o alle società emittenti oneri probatori gravosi, cioè sono le banche a dover sopportare i danni conseguenti alle truffe informatiche e non, come troppo spesso accade, i consumatori».

 

INTERNET

Pirateria informatica: nuova vittoria a Roma

L’sms di alert dalla Banca è arrivato giorni dopo il furto: dal conto erano già spariti 4000 euro. Risarcito un risparmiatore di Roma



Roma, 20 novembre 2012 – Un sms di allerta dalla Banca e poi la brutta sorpresa:tremila euro erano spariti dal conto. Confconsumatori di Roma ha ottenuto un’altra importante vittoria a tutela di un consumatore che aveva subito un furto dal proprio conto online.

 

L’Associato aveva denunciato un prelievo non autorizzato dal suo conto, scoperto perché, giorni dopo il prelievo, aveva ricevuto l’sms di alert, un messaggio che comunicava che era stato impartito un ordine di bonifico sul proprio conto corrente. L’Associato, disconoscendo l’operazione, aveva lamentato la tardiva ricezione del messaggio e la scarsa efficienza dei servizi di sicurezza apprestati da Webank.

 

A seguito dell’intervento della Confconsumatori Roma, e in particolare dell’avvocato Barbara D’Agostino che si è rivolta all’Arbitro Bancario Finanziario, l’uomo si è visto riconoscere il rimborso della somma di 3.900 euro fraudolentemente trafugata dal suo conto correte.

 

"Quella dell’Arbitro Bancario Finanziario – spiega l’avv. Barbara D’Agostino - è una decisione molto importante perché riconosce che il pericolo di frodi informatiche è un problema ormai notorio ed è obbligo degli intermediari adeguare gli standard esistenti per rendere sicure le transazioni online da tali attacchi di pirateria informatica”.

 

 


 


DAL LAZIO

Black out idrico nel sud pontino

Confconsumatori: "si accertino le responsabilità e si riconosca agli utenti un giusto risarcimento"



Latina, 5 novembre 2012 - Con riferimento al gravedisservizio verificatosi nei giorni 1, 2, e 3 novembre in conseguenza della interruzione della erogazione idrica per la cittadinanza di Formia e Gaeta, la Confconsumatori chiede con forza che, superata ormai la fase di crisi acuta dell’emergenza, si proceda all’accertamento delle responsabilità dell’accaduto.

 

"E’ assurdo - commenta il Responsabile di Confconsumatori Latina, Franco Conte - che un evento naturale e comunque previsto dalle Autorità, quale le piogge di qualche giorno possano comportare una interruzione di oltre 48 ore della erogazione del servizio idrico".

 

"I disagi subiti dalla popolazione - continua Conte - sono stati notevoli e pertanto laConfconsumatori provvederà nei prossimi giorni a sollecitare le Autorità al fine di accertare le responsabilità dell’accadutoNel contempo si ricorda a tutti gli utenti che è aperta una campagna di adesione per la proposizione di tutte le azioni necessarie per il risarcimento dei danni subiti nonché per il riconoscimento di un giusto indennizzo per tutti coloro che hanno dovuto sopportare i gravi disagi dei giorni scorsi".

 

 


 

 

 

 

DAL LAZIO

Fondi ai gruppi consiliari: servono chiarimenti

Confconsumatori Lazio chiede chiarimenti circa le somme erogate ai Gruppi Consiliari della Regione


 

Roma, 18 ottobre 2012 – A seguito di quanto è emerso in ordine ai fondi assegnati ai Gruppi Consiliari della Regione Lazio, nonché in seguito alle grave situazione economica nazionale (e quindi regionale), tale da ricadere su tutti i cittadini utenti che vengono gravati dall’ aumento della tassazione con corrispondenti tagli ai servizi pubblici – sanità, assistenza agli anziani e disabili, scuole pubbliche ecc..- ), il presidente dellaConfconsumatori Lazio, avv. D’Agostino Barbara, ha chiesto alla Regione Lazio di rendere pubblico l’esatto importo complessivo delle somme erogate ai Gruppi Consiliari dal 2010 sino ad oggi.

 

Confconsumatori Lazio, inoltre, ha chiesto un forte segnale politico invitando i Gruppi Consiliari a restituire tali somme alla Regione Lazio affinché possano essere impiegate nei capitoli di spesa relativi alla sanità ed ai servizi pubblici di assistenza proprio per garantire il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica.

 

Questo perché dall’allegato della deliberazione del 18/09/2012 è emerso che nel 2010 da 1 milione di Euro la somma stanziata per la attività regionale puramente di partito, era stata incrementata a 4,4 milioni, e solo per l’anno 2011 attraverso 3 variazioni di bilancio le risorse economiche destinate ai Gruppi di Partito erano state incrementate sino a 8,5 milioni di euro, rimanendo assolutamente non pubblico quanto stanziato per l’anno 2012.

 

«Sin da ora – afferma l’Avv. Barbara D’Agostino, Presidente di Confconsumatori Lazio –è importante che tutti gli utenti e contribuenti prendano coscienza dei loro diritti. Invito tutti i cittadini ad aderire alla richiesta della restituzione di tali somme da parte dei Gruppi Politici della Regione Lazio inviando loro stessi una e-mail agli indirizzi dei Gruppi Consiliari del Consiglio Regionale del Lazio così come pubblicati sul sito della Regione Lazio».

 

 

UTENZE

Acqualatina “dimentica” l’allaccio: quattro anni senz’acqua

Il titolare di un esercizio commerciale aveva richiesto l’allaccio nel 2008: lo ottiene solo grazie a Confconsumatori e il ricorso al Giudice



Latina, 12 ottobre 2012- Confconsumatori Latina è vicina agli utenti del servizio idrico pontino sin dal 2007 con azioni di sensibilizzazione e di assistenza dell'utenza. Tra queste, numerose, si inserisce una nuova sentenza, emessa dal Giudice di Pace di Minturno, Dott.ssa Sorrentino, che ha condannato il Gestore a risarcire i danni subiti da un utente per il mancato allaccio della fornitura.

 

Infatti, la regolare richiesta di allaccio presentata dal titolare di un esercizio commerciale nel lontano 2008 era stata “dimenticata” dal Gestore che aveva lasciato il malcapitato cittadino senza poter usufruire di un bene prezioso ed indispensabile quale l’acqua!

 

Nonostante gli ovvi e continui solleciti rivolti ad Acqualatina, solo grazie all’intervento del Magistrato si è potuta risolvere la situazione di assoluto disagio dovuta ad una scandalosa inerzia del Gestore.

 

«Il diritto all'acqua va considerato estensione del diritto alla vita affermato dallaDichiarazione Universale dei Diritti Umani - precisa l’Avv. Barbara Romano responsabile dell’Ufficio Legale della Confconsumatori che ha difeso in giudizio l’utente - l’acqua è un elemento fondamentale di sopravvivenza ed il fattore base per la prevenzione e il controllo di problemi sanitari; il potere di privazione dell’uso non può certo sussistere in capo ad un organo di gestione del servizio; una gestione dell’acqua come un prodotto industriale di impresa contrasta inevitabilmente con questo basilare principio etico»

 

In particolare, Acqualatina S.p.A. è stata condannata al risarcimento del  danno patrimoniale di 1000 euro oltre spese legali, in conseguenza del mancato rispetto degli impegni contrattualmente assunti in quanto la fornitura di acqua si inquadra nella fattispecie del contratto di somministrazione ex art 1559 cc.

 

«Non è possibile – ribadisce l'avv. Barbara Romano, - che a distanza di 4 anni una richiesta di allaccio dell’acqua rimanga inevasa per inerzia di Acqualatina. Ed è impensabile che un cittadino debba nel 2012 ricorrere alle Autorità giudiziarie per vedere sanciti i propri diritti alla vita».

 

La Confconsumatori, auspicando sempre e comunque la adozione di misure idonee a tutelare nel modo migliore il consumatore finale, chiede «il rispetto dei cittadini e delle regole più elementari della convivenza civile in una società ove il diritto all’acqua dovrebbe essere rispettato a spada tratta».

 

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TELEFONIA

Firma falsa sul contratto: sentenza esemplare

Dopo aver palesemente falsificato il contratto, TeleTu aveva ignorato la denuncia e il tentativo di conciliazione: sentenza “punitiva”



Latina, 27 settembre 2012 – Contratto modificato e firma falsa: a Gaeta Confconsumatori ha ottenuto una sentenza esemplare dal Giudice di Pace in materia di telefonia.

 

Un associato della Confconsumatori di Latina, assistito dall’avvocato Franco Conte, Presidente della Federazione Provinciale, ha ottenuto giustizia per una controversia nei confronti dell’operatore di telefonia TeleTu, condannato dal Giudice di Pace di Gaeta a risarcire 796 euro oltre spese legali.

 

Nel 2010 l’associato aveva firmato un contratto per cambiare il proprio gestore di telefonia fissa, convinto da un operatore telefonico di TeleTu che lo aveva rassicurato sulla possibilità di recedere nei termini di legge. Il giorno dopo la firma, dopo essersi consultato coi famigliari, il cittadino aveva deciso di esercitare il diritto di recesso, comunicando immediatamente la sua intenzione alla Società. Nonostante ciò, dopo qualche mese, l’associato si era visto recapitare la fattura del nuovo operatore e quindi si rivolgeva alla Confconsumatori.

 

A seguito del reclamo inoltrato per l’utente, la società di telefonia aveva trasmesso copia del presunto contratto, posto a fondamento del rapporto contrattuale, e qui la sorpresa. In pratica il contratto risultava essere stato modificato integralmente e la firma falsificata. Questa circostanza risultava evidente poiché l’utente aveva conservato la copia del contratto che aveva sottoscritto di suo pugno e riguardo al quale aveva prontamente esercitato il diritto di recesso.

 

«Il fatto grave che si è verificato in questa occasione – precisa l’avv. Franco Conte –è che la società di telefonia pur avendo avuto conoscenza della palese falsità del contratto a cui stava dando corso ha imperterrita continuato per la sua strada».

 

Dopo aver sporto denuncia il consumatore, assistito dal legale dell’associazione, ha avviato un’azione di risarcimento danni. Il Giudice di Pace ha accertato la responsabilità della società e l’ha condannata, ex art. 96 c.p.c., al pagamento della somma di 700 euro oltre spese legali.

 

«Questa sentenza – continua l’avv. Franco Conte – è importante poiché riconosce il cosiddetto danno “punitivo” allo scopo di scoraggiare l’abuso del processo e preservare la funzionalità del sistema giustizia. La Teletu infatti incurante della sua responsabilità e non tenendo conto della querela sporta, del tentativo di conciliazione espletato, ha ritenuto opportuno intasare la macchina della giustizia arrivando a definire la questione con una sentenza».

 

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COMUNICATI STAMPA

Fuga da "Alcatass": consumatori contro il carovita

Ieri la protesta davanti a Montecitorio: consegnate a Monti le richieste che consentirebbero un risparmio annuo di 2500 euro a famiglia



Parma, 20 settembre 2012 - Ieri, 19 settembre, le associazioni dei consumatori italiane che hanno indetto la Giornata nazionale contro il carovita (Associazione Consumatori Utenti, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, con la partecipazione di Coldiretti, Acli Terra e Comitas) sono scese in piazza alle ore 12 davanti Montecitorio per mettere in atto una clamorosa forma di protesta mai realizzata prima in Italia, per attirare l’attenzione sulle problematiche concrete dei consumatori.

Una delegazione costituita dai rappresentanti delle associazioni (vestiti da carcerati) ha marciato verso Montecitorio e ha chiesto di essere ricevuta da Mario Monti, al fine di consegnare al Premier le richieste dei consumatori italiani contro il carovita, misure che a regime porterebbero ad un risparmio di circa 2.500 euro annui a famiglia.

In particolare i consumatori hanno chiesto al Governo:

• Stop all'accanimento fiscale e riduzione del peso fiscale per le famiglie;

• creazione di un Dipartimento ad hoc dedicato ai consumatori, che abbia la possibilità di elevare sanzioni contro le speculazioni e che studi misure concrete contro il caro-vita;

• Spending review sugli sprechi della politica e introduzione del Rating del pubblico amministratore;

• Revisione dei meccanismi di riscossione tributaria con introduzione dellaPatrimoniale su tutti i redditi;

• Abolizione delle accise sui carburanti antecedenti al 2002;

• Revisione degli incentivi fiscali sulle fonti rinnovabili;

• Detraibilità di tutte le spese sostenute per il fabbisogno domestico (Casa, bollette, salute, formazione, mobilità, ecc...);

• Congelamento per 3 anni dei prezzi dei beni di prima necessità e delle tariffe energetiche;

• liberalizzazione dei saldi tutto l’anno, dando ai commercianti la possibilità di scegliere quando scontare la proprio merce;

• Reintroduzione del canone calmierato per le locazioni ad uso abitativo;

• Aumento dell’entità delle sanzioni elevabili dalle Autorità indipendenti (Agcom, Antitrust, ecc.).


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TRASPORTI

Carburante: continuare gli sconti fino a dicembre

Inviato oggi il telegramma da parte di 10 associazioni dei consumatori per richiedere la continuazione degli sconti sulle benzine



Parma, 27 agosto 2012 - Confconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Codacons, Assoutenti, Altroconsumo, Codici, ACU, Casa del Consumatore, Lega Consumatori, hanno inviato oggi un telegramma al Ministro dell'Economia Grilli, socio di riferimento ENI, e all'ad. della compagnia petrolifera di stato per chiedere che le promozioni sulla benzina non finiscano con il 2 settembre. 

 

L'effetto benefico dello scatenarsi della concorrenza delle altre compagnie, che hanno seguito tali promozioni, ha fatto risparmiare agli italiani una forte somma di danaro in questo sacrificato periodo di vacanza da crisi economica e ha dimostrato che le benzine possono costare di meno. 

 

Le associazioni che hanno per la prima volta tutte insieme dimostrato unità in un’iniziativa importante e significativa promettono a ENI, e alle altre compagnie che accetteranno di proseguire gli sconti, di invitare sui loro siti i consumatori a boicottare le altre compagnie. E intanto le più importanti e rappresentative associazioni di consumatori italiane si organizzano per far sentire la voce dei cittadini contro il carovita, il caro benzina e il caro tasse, il prossimo 19 settembre quando, ciascuna con le proprie parole d'ordine e modalità mobiliteranno i consumatori, ma anche le piccole imprese gli agricoltori e i commercianti, per una grande protesta civile.

 

«Non si tratta di chiedere benefici o sconti ma di consentire ai consumatori di continuare a risparmiare qualcosa sul carburante in un periodo di crisi come quello attuale. Ci auguriamo non solo che tale esperienza possa proseguire nei prossimi mesi, ma che possa essere presa ad esempio anche da altre aziende in altri settori, ad iniziare da quello alimentare» hanno dichiarato Mara Colla, PresidenteNazionale Confconsumatori e Carmelo Calì, responsabile nazionale del settore Turismo & Trasporti.

 

GUIDO SICURO

"Guido Sicuro": sicurezza e informazione per chi guida

è attivo il progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico



Parma, 28 agosto 2012 - E' attivo il nuovo progetto “Guido Sicuro” promosso daConfconsumatori, Altroconsumo, Acu, Codici e La Casa del Consumatore e realizzato grazie al contributo del Ministero dello Sviluppo Economico.

"Guido Sicuro" nasce con l’obiettivo di informare e formare tutti gli utenti della strada per cercare di raggiungere unlivello di sicurezza il più alto possibile. È, infatti, ancora troppo alto i numero di incidenti che avviene sulle strade italiane, e la maggior parte di questi sono dovuti alla distrazione dei guidatori o al mancato rispetto delle norme più basilari del codice della strada.

Oltre a sensibilizzare sul tema della sicurezza il progetto si propone di incrementare la conoscenza relativa al mondo assicurativo e sulla polizza RCAuto, a partire dal momento della stipula fino alla fase di utilizzo della stessa.

Confronta le polizze - Per sapere quale è la polizza assicurativa più conveniente per te, consulta il calcolatore semplificato messo a punto nell’ambito del progetto sul sitowww.altroconsumo.it/guidosicuro; oppure il Preventivatore Unico ISVAP disponibileQUI. E' disponibile anche il numero verde, gratuito anche per i cellulari, 800.600.233.

Scarica la Z-CARD - Nell'ambito del progetto sono state create le Z–CARD, delle vere e proprie mini-guide tascabili, che racchiudono in sé le più importanti pillole di conoscenza necessarie per tenere un comportamento corretto e consapevole alla guida! Scaricala gratuitamente cliccando QUI.

Contatta l'esperto - Per avere consulenza o assistenza è possibile scrivere a guidosicuro@confconsumatori.it:  i nostri esperti ti aiuteranno a chiarire qualsiasi dubbio.

 

 

            COMUNICATO STAMPA

LA CONFCONSUMATORI ROMA SI RIVOLGE ALLE MICROIMPRESE

Roma, 12/06/2012:  il Decreto Legge n. 1/2012, varato dal Governo Monti, ha apportato delle importanti modifiche al Codice del Consumo. In particolare ha ESTESO alle MICROIMPRESE gli strumenti di tutela nei confronti delle pratiche commerciali ingannevoli e aggressive, precedentemente previste a favore dei soli consumatori persone fisiche. La Confconsumatori, sede provinciale di Roma, offre da sempre servizi di assistenza e consulenza legale a coloro che si rivolgono ai nostri sportelli, risolvendo migliaia di questioni e orientando moltissimi utenti. Da oggi, a fronte di questa importante novità legislativa, la Confconsumatori di Roma può fornire assistenza e  informazioni, può  agire in difesa dei diritti e a tutela delle piccole imprese nei seguenti ambiti:

  • ·         Utenze (contratti, servizi e tariffe telefoniche, luce, acqua e gas); 
  • ·          Telecomunicazioni (internet, canone); 
  • ·         Servizi postali;
  • ·         Trasporti ( servizi ferroviari, autostradali, aerei, sicurezza stradale, patente a punti e multe);
  • ·         Cartelle esattoriali;
  • ·         Prodotti e servizi bancari, assicurativi e finanziari, conti correnti, tassi, mutui e tariffe RCA;
  • ·         Immobili ( compravendite e locazioni).

Chiunque volesse ricevere assistenza o informazioni circa i servizi prestati, può contattare la sede della Confconsumatori Lazio via Padova 41 – tel/fax 06/86326449- email. Confconsumatori.roma@tiscali.it, o visitare il sito http://confconsumatorilazio.jimdo.com/

 

COMUNICATO STAMPA

Il Giudice di Pace di Minturno con la sentenza n. 403/2012 riconosce la tutela dell’art. 130 del Codice del Consumo e condanna alla restituzione del prezzo pagato per l’acquisto di un divano

 

6 giugno 2012 – Il Giudice di Pace di Minturno ha riconosciuto l’inadempimento contrattuale del venditore per aver consegnato un bene, nel caso di specie divano letto, diverso da quello visionato presso l’esercizio commerciale ed acquistato.

I fatti: due consumatori di Minturno nell’anno 2010 si recavano presso un mobilificio per l’acquisto di un divano letto. Una volta sul posto visionavano il modello e provvedevano al suo acquisto anche mediante la sottoscrizione di un contratto di finanziamento. Al momento della consegna della merce l’ignara sorpresa: il divano letto risultava essere evidentemente diverso da quello scelto ed acquistato. Verificata la difformità dagli stessi operai del mobilificio e fatta la richiesta di sostituzione non vi si provvedeva rendendosi necessario l’intervento dei legali della Confconsumatori.

La Confconsumatori Latina ha assistito, gli sfortunati consumatori provvedendo alla citazione in giudizio del mobilificio per la risoluzione contrattuale e la restituzione del prezzo.

Il Giudice di Pace di Minturno, accertati i fatti, ha provveduto a dichiarare l’inadempimento contrattuale con la condanna alla restituzione del prezzo pagato di € 650,00 oltre le spese legali.

 “E’ importante ricordare a tutti i consumatori – affermano gli avv. Barbara Romano e Franco Conte, legali della Confconsumatori Latina – che esistono precisi obblighi a carico dei venditori i quali sono direttamente responsabili per tutti gli eventuali vizi delle cose vendute per un periodo di due anni dall’acquisto e nel caso in cui non provvedano alla sostituzione o riparazione del bene possono vedere dichiarato l’inadempimento contrattuale e essere condannati alla restituzione del prezzo pagato.

 In particolare è bene che i consumatori, se ne ricorre il caso, si rivolgano alle associazioni di consumatori tutte le volte in cui i venditori cerchino di sottrarsi ai propri obblighi di garanzia previsti dal Codice del Consumo”.

“Anche in questo specifico caso – continua l’avv. Romano – il Giudice ha stabilito che è preciso diritto del consumatore ottenere la sostituzione del bene che risulti essere difforme da quello visionato ed acquistato ed in caso di inadempimento del venditore questo non può che essere condannato per grave inadempimento contrattuale.”

Per informazioni ed assistenza:

Confconsumatori

Sede Minturno Scauri (LT) via Appia n. 542

Tel e fax 0771.681022 cell. 349.5000314

e-mail: contefr@tiscali.it

orari sportello Lunedì e mercoledì ore 17-19

 

 

                                                                                              Il Presidente Provinciale

                                                                            Avv. Franco Conte

 

COMUNICATO STAMPA

Campagnano, Maggio 2012

Apertura a Campagnano di un nuovo sportello Confconsumatori

 

La Confconsumatori, Confederazione Generale dei Consumatori, è presente anche ad Campagnano, in P.zza C. Leonelli 11, al fine di informare, difendere, rappresentare e organizzare i consumatori, gli utenti e i risparmiatori. Per info: 06/9041042.

 

Le problematiche di maggiore attualità sulle quali è possibile ricevere assistenza e consulenza sono:

  • ·         Utenze domestiche ( contratti, servizi e tariffe telefoniche, acqua, luce e gas);
  • ·         Telecomunicazioni (internet, canone, digitale terrestre);
  • ·         Servizi postali;
  • ·         Viaggi e turismo (disservizi e danni);
  • ·         Trasporti (servizi ferroviari, autostradali, aerei, sicurezza stradale, patente a punti e multe);
  • ·         Tutela dei dati personali;
  • ·         Accesso alla giustizia (ricorsi per eccessiva lunghezza dei processi, risoluzione alternativa delle controversie)
  • ·         Rapporti con la pubblica amministrazione;
  • ·         Prodotti e servizi bancari, assicurativi e finanziari ( conti correnti, tassi, mutui, tariffe RCA).

Presso lo sportello di Campagnano è possibile, inoltre, ricevere anche consulenza per tutte le problematiche inerenti ad Acea ATO2 e Acea Electrabel e la relativa modulistica, con la possibilità di esperire il tentativo di conciliazione usufruendo della assistenza di un conciliatore Confconsumatori.

Lo sportello di Campagnano è a disposizione degli utenti e consumatori per fornire assistenza e consulenza legale per le materie di cui sopra e per la tutela di ogni altro diritto del cittadino, per informazioni: 06/9041042.

 

 

 

Il Presidente  della Federazione Regionale del Lazio

Avv. Barbara D’Agostino

 

COMUNICATO STAMPA

Fermo amministrativo illegittimo

La Commissione Tributaria di Roma annulla l’atto emesso da Equitalia

22 maggio 2012 – La Commissione Tributaria di Roma ha dichiarato l'illegittimità del preavviso di fermo amministrativo emesso da Equitalia ed inflitto al ricorrente per il mancato pagamento delle tasse automobilistiche.

La Commissione con la recente sentenza n. 112 del 09.03.12 ha sottolineato che il provvedimento di preavviso di fermo costituisce una “miniprocedura” autonoma e suscettibile di vizi propri.

Nel caso in questione il preavviso di fermo è stato dichiarato nullo in quanto emesso senza aver mai comunicato l’avvio del procedimento all’ignaro cittadino che si è visto minacciare il fermo della propria automobile per la sola somma di € 222,44 con violazione del proprio diritto di difesa.

 “  Finalmente i contribuenti, stanchi del modus operandi di Equitalia,– dichiara l'avv. Barbara Romano legale della Confconsumatori Latina – possono vedere tutelati i propri diritti. Non è ammissibile in tempi di ristrettezze economiche intimidire i contribuenti con avvisi di ganasce fiscali quando esiste una sproporzionalità tra il quantum debeatur ed il fermo su automobili usate per recarsi a lavoro ledendo il diritto alla libera circolazione”.

“Questa sentenza – continua l'avv. Franco Conte Presidente della Confconsumatori Latina – si inserisce nel novero delle numerose pronunce che la nostra associazione, per il tramite dei propri legali, ha ottenuto in favore dei consumatori i quali hanno sempre il diritto di essere tutelati da abusi e forzature che sempre più vengono messe in atto dalle società di riscossione quale l'Equitalia a cui i vari Enti pubblici danno incarico di recuperare i propri crediti anche tutte le volte che tali crediti non sono supportati da tutta la documentazione richiesta”.

Per informazioni ed assistenza:

Confconsumatori

Sede Minturno Scauri (LT) via Appia n. 542

Tel e fax 0771.681022 cell. 349.5000314

e-mail: contefr@tiscali.it

orari sportello Lunedì e mercoledì ore 17-19

 

 

                                                                                              Il Presidente Provinciale

                                                                            Avv. Franco Conte

 

INTERNET

A Roma successo in un caso di phishing

Roma, 02 Maggio 2012 - Un caso di pirateria informatica si è risolto con un nuovo successo di Confconsumatori di Roma. Un consumatore, titolare di un conto corrente presso un intermediario finanziario, è stato oggetto di un attacco di phishing al seguito del quale gli sono state sottratte, in tre momenti diversi, tre cospicue somme di denaro. Il consumatore ha così bloccato la carte in questione e disconosciuto tali operazioni con le modalità indicate dal gestore. Quest’ultimo però ha rifiutato il rimborso eccependo che le operazioni contestate sono state eseguite regolarmente a seguito della digitazione della “Password 3D- Secure”. Così il titolare del conto corrente attraverso la Confconsumatori di Roma, si è rivolto dopo la risposta negativa dell’Istituto di credito, a riconoscere la responsabilità di quest’ultimo per non aver predisposto gli idonei sistemi di protezione contro le truffe perpetrate per via telematica. Sono state così riconosciute le ragioni del consumatore con il risarcimento richiesto e la vittoria delle spese di competenze ed onorari.

"Quella dell’Arbitro Bancario Finanziario - l’avv. Barbara D’Agostino della Confconsumatori Roma che ha assistito il consumatore - è una decisione molto importante perché riconosce, accanto al dovere dell’utente di prestare sempre la massima diligenza nell’utilizzo dei propri codici di accesso al servizio di home banking, anche l’altrettanto fondamentale dovere di diligenza dell’intermediario finanziario nell’adozione di tutte le cautele necessarie per proteggere adeguatamente la clientela dal rischio sempre più frequente di truffe informatiche".

La Confconsumatori di Roma è a disposizione di chiunque avesse avuto problemi similari di phishing presso la sua sede: Confconsumatori Lazio -  tel. 06.86326449 – e-mail.Confconsumatori.roma@tiscali.it. Sede: Via Padova n. 41– Roma.

 

DALLA TOSCANA

Publiacqua: "tre a zero" per Confconsumatori

Altre due sonore sconfitte per il colosso toscano della gestione dell'acqua: dopo tre vittorie a Prato e Pistoia Confconsumatori non si ferma.



Prato, 16 aprile 2012 - Dalle cause civili contro l'illegittimo aumento del deposito cauzionale sulle bollette Publiacqua esce ancora con le ossa rotte. "Lo scontro fra i consumatori vessati e il colosso della gestione dell'acqua ha un solo verdetto: tre a zero a favore di Confconsumatori", commenta soddifatto Marco Migliorati, Presidente di Confconsumatori Prato.

Dopo la sentenza del Tribunale di Prato dello scorso anno, nei giorni scorsi Publiacqua ha incassato altre due sonore sconfitte per mano dei Giudici di Pace di Prato e Pistoia. Tutto frutto del lavoro delle federazioni provinciali Confconsumatori delle due città toscane che, all'inizio del 2011, iniziarono la battaglia contro l'aumento del deposito cauzionale imposto da Publiacqua nelle bollette di centinaia di migliaia di utenti dell'ATO 3. "Tutti fra sindacati, partiti, associazioni, protestarono - racconta Migliorati - ma solo la Confconsumatori, che aveva consigliato di non pagare l'aumento, passò all'azione e con l'assistenza dei propri legali presentò due esposti presso le Procure di Prato e Pistoia e tre cause civili. Ora l'associazione raccoglie i frutti di quell'impegno e può vantare tre vittorie su tre".

L'ultima in ordine di tempo e' quella emessa dal Giudice di Pace di Prato che ha accolto le tesi della Confconsumatori - che rappresentava una decina di utenti - circa la illegittimità dell'aumento del deposito e ha condannato Publiacqua a pagare tutte le spese legali. Solo una settimana prima il Giudice di Pace di Pistoia era giunto alle medesime conclusioni ed aveva annullato tutte le fatture emesse da Publiacqua a carico di 15 utenti pistoiesi e che riportavano l'aumento del deposito cauzionale.Abbiamo dimostrato la serietà del nostro lavoro e l'assoluta indipendenza della nostra associazione da qualsiasi potere forte” afferma Migliorati.

Siamo particolarmente contenti - continua Stefano Ragionieri, presidente di Confconsumatori Pistoia - in quanto hanno trionfato lo stato di diritto e la Giustizia, che non tengono conto della forza economica e politica delle parti, bensì soltanto dell'equità”.

Desideriamo ringraziare - concludono Migliorati e Ragionieri - i veri artefici del successo, ovvero da una parte i legali che abbiamo incaricato di seguire l'intera vicenda, gli avvocati Alessandro Fagni, Marco Festelli, Daniele Nicolin e Barbara Valdiserra, senza i quali non vi sarebbe stata alcuna affermazione e dall’altra tutti quei  cittadini che hanno avuto a cuore la giustizia e che hanno preteso il rispetto della legge affrontando coraggiosamente la causa. Adesso, si potrà parlare di dimissioni della dirigenza di Publiacqua?”. Intanto la Confconsumatori non si ferma ed è già in cantiere l'ennesima e più importante causa contro Publiacqua che presto verrà presentata in Tribunale.

Scarica la sentenza ottenuta a Pistoia cliccando QUI.

 

TRASPORTI

Cancellazione volo e ritardata consegna bagagli: vittoria a Giarre

Due catanesi partiti per una vacanza in Piemonte risarciti in virtù del Regolamento comunitario e della Convenzione di Montreal



Catania, 27 aprile 2012 – Con una recente sentenza il Giudice di Pace di Giarre (CT), avv. Agostino Crisafulli, ha riconosciuto a due passeggeri i diritti a loro spettanti in virtù del regolamento comunitario n. 261/2004 in seguito alla cancellazione del volo ed in virtù della Convenzione di Montreal per la ritardata consegna del bagaglio. 

 

Due coniugi al fine di trascorrere una vacanza in Piemonte, nella città di Bra (CN), hanno acquistato un biglietto per un volo con partenza prevista da Catania alle ore 12,25 ed arrivo a Torino alle ore 14,20. Giunti regolarmente all’aeroporto è stato loro comunicato che il volo era stato cancellato e sarebbero partiti con volo di altra compagnia. Ma la disavventura non finiva qui in quanto all’arrivo all’aeroporto di Torino, hanno dovuto constatare la mancata consegna del bagaglio, che é stato consegnato solo dopo tre giorni pregiudicando in tal modo l’andamento della vacanza programmata per una settimana. 

 

Gli attori tenuto conto che il volo di riprotezione era giunto a destinazione entro due ore da quello previsto per il volo cancellato hanno chiesto la corresponsione del 50% della compensazione pecuniaria per come previsto dal regolamento comunitario. Il giudice ha riconosciuto la loro richiesta ed ha anche rigettato l'eccezione delle compagnie che sostenevano non si trattasse di cancellazione ma di volo effettuato in regime di code-sharing. Infatti il biglietto acquistato e prodotto in giudizio indicava espressamente una sola compagnia e non riportava nessuna indicazione che il volo sarebbe stato effettuato in virtù di un accordo tra i due vettori. 

 

Ma le richieste dei passeggeri hanno trovato accoglimento anche in relazione alla ritardata consegna del bagaglio. I vettori sono stati condannati innanzitutto alrimborso delle spese che i passeggeri hanno dovuto sostenere per acquistare nell'immediatezza quanto necessario a sopperire alla mancanza dei propri beni personali. Sono stati riconosciuti anche i danni subiti per la vacanza rovinata in quanto la ritardata consegna ha determinato una parziale fruizione del periodo di svago. 

 

Le compagnie sono state così condannate in solido a corrispondere la complessiva somma di euro 1.929,67 di cui euro 529,67 per le spese affrontate e provate con i relativi scontrini di acquisto, euro 600,00  ciascuno, determinati equitativamente per la vacanza rovinata ed euro 100,00 ciascuno per la compensazione pecuniaria. 

 

«Ogni disservizio ha la sua particolarità - ha dichiarato l'avv. Carmelo Calì, responsabile nazionale trasporti e turismo di Confconsumatori che ha assistito in giudizio i passeggeri - e questa sentenza, che ne esamina e risolve diversi, rappresenta indubbiamente un ulteriore elemento di novità. Significativo, inoltre, il concorrere nel riconoscimento dei diritti dei passeggeri l'applicazione delle due discipline del regolamento comunitario n. 261/2004 e della Convenzione di Montreal a conferma del fatto che i consumatori non devono aver timore nel richiedere tutto quanto a loro spettante».

 

Scarica la sentenza cliccando QUI.

 

 

 

 

 

 
 

 


 

CIRIO

Restituiti quasi 25 mila euro a Parma

I titoli Cirio erano già pericolosissimi nel 2001: risarcita una risparmiatrice, purtroppo deceduta nel corso del giudizio



Parma, 20 aprile 2012 – Ancora una vittoria di Confconsumatori relativa ad un acquisto di bond Cirio effettuato nel febbraio 2001. Questa volta è stato il Tribunale di Parmacon sentenza n. 225/12 a condannare un Istituto di credito al risarcimento dei danni (€ 24.743,18) derivanti dall’acquisto di titoli Cirio e quantificati nella somma investita, detratte le cedole incassate, oltre interessi e spese di lite. 

 

Per il Tribunale l’Istituto di credito non aveva tenuto conto dell’inadeguatezza dell’operazione per l’investitrice, inadeguatezza derivante dal fatto che la stessa, in sede di assunzione del profilo di rischio, aveva dichiarato una bassa propensione ad esso. Si legge ancora nella sentenza che l’inadeguatezza era stata comunicata proprio dalla banca all’investitrice nell’ordine di acquisto. Il che imponeva ex art. 29 Reg. Consob n. 11522/98 che a quest’ultima venisse richiesta in forma scritta la manifestazione di voler comunque procedere all’investimento. Di qui per il Tribunale la violazione di tale disposizione e l’obbligo a carico della banca di risarcire il pregiudizio arrecato alla risparmiatrice, purtroppo deceduta nel corso del giudizio. 

 

«Ancora una sentenza importante - dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale Confconsumatori, che ha difeso in giudizio l’investitrice senza comunicare il suo decesso, così da affrettare la decisione – perché il Tribunale di Parma, come già era stato fatto dalla Corte d’appello di Bologna in un caso analogo, ha affermato che le obbligazioni Cirio già nel 2001 erano titoli pericolosissimi, talmente pericolosi da rendere indispensabile l’informativa prescritta dall’art. 29 Reg. Consob n. 11526/98 e la specifica accettazione del cliente. 

 

«È soprattutto importante - aggiunge l’avv. Giovanni Franchi – che si sia tenuto conto della dichiarazione espressa dall’investitore in sede di assunzione del profilo di rischio, nel senso che se un risparmiatore non è disposto ad rischiare il proprio denaro, non gli si può consigliare l’acquisto di titoli pericolosi, come già al tempo erano i bond Cirio. Se ne deve tenere conto quando si valuta il comportamento della banca. Ed era forse il caso, come purtroppo non sempre è accaduto, che la magistratura tenesse conto della pericolosità e del profilo di rischio dell’investitore anche in diverse cause intraprese da molti acquirenti di titoli Parmalat e Argentina finite con la soccombenza dell’investitore».

 

Scarica la sentenza cliccando QUI.

 


TRASPORTI

Morte sulla A20: condanna per i dirigenti del CAS

Riconosciuta la responsabilità del CAS nell’incidente mortale del 2005: risarcimento per la famiglia della vittima e per Confconsumatori in rappresentanza degli utenti della strada



Messina, 20 aprile 2012 – Si è concluso nei giorni scorsi, innanzi al Giudice monocratico del Tribunale di Messina, Dott.ssa M. Militello, il procedimento penale che ha visto imputati due dirigenti del Consorzio Autostrade Siciliane per il reato di omicidio colposo relativo alla morte di un giovane di 24 anni, deceduto nel 2005 a seguito di un incidente autonomo che ha coinvolto l’autoveicolo a bordo del quale viaggiava come passeggero. 

 

I dirigenti del Cas sono stati ritenuti penalmente responsabili per la morte del giovane, avendo omesso di garantire le condizioni di sicurezza stradale dei luoghi in cui si è verificato il sinistro e precisamente l’autostrada A20 ME-PA, teatro, negli ultimi anni, di numerosi incidenti stradali mortali provocati dalle precarie condizioni di manutenzione in cui versa il tratto in questione, di proprietà dell’ANAS ma affidato in concessione al CAS. 

 

La sentenza, emessa dal Giudice Dott.ssa Militello, dispone la condanna dei due funzionari ad un anno di carcere, oltre al risarcimento dei danni patiti dai familiari del giovane deceduto (con attribuzione di una provvisionale) nonché al risarcimento dei danni (nella misura che sarà determinata a seguito del deposito della motivazione della sentenza) patiti dagli utenti della strada, rappresentati da Confconsumatori. L’associazione, infatti, si era costituita parte civile nel processo dopo anni di denunce della scarsa manutenzione del tratto ME-PA. 

 

“La condanna dei due funzionari appare estremamente significativa – afferma il legale dell’Associazione Avv. Carmen Agnello – riconoscendo una responsabilità penale in capo a chi aveva, per il CAS, il compito di verificare la corretta collocazione e la manutenzione di adeguate barriere autostradali ed ha, invece, omesso di adempiere a tale obbligo. Non resta che augurarsi che ciò spinga il Consorzio Autostrade Siciliane ad una maggiore cura delle condizioni del tratto autostradale Me-Paaffinché vengano garantite agli utenti della strada le dovute condizioni di sicurezza”. 

 

Si tratta per la nostra associazione di una importante vittoria – dichiara il Presidente della Federazione Provinciale di Messina Avv. Fulvio Capria - non soltanto perché riconosce agli utenti della strada il diritto ad usufruire di strade sicure ma anche perché attribuisce a Confconsumatori piena legittimazione alla rappresentanza e tutela degli interessi collettivi.

 

TRASPORTI

Ritardi per la neve: come ottenere i risarcimenti da Trenitalia

Trenitalia, anche su proposta delle Associazioni dei consumatori, offre indennizzi a chi ha subito disagi in viaggio agli inizi di febbraio



Parma, 27 marzo 2012 - Per i passeggeri dei treni Intercity 615, Frecciabianca 9823 e Frecciabianca 9829, che hanno subito i ritardi più consistenti durante l’eccezionale nevicata del 1° febbraio, Trenitalia, su proposta delle Associazioni dei Consumatori, si è dichiarata disponibile ad offrire un indennizzo speciale.

Ai viaggiatori di questi tre treni sarà corrisposto un risarcimento di 150 euro, che andrà ad aggiungersi al rimborso integrale del biglietto. I clienti che hanno già ottenuto l’indennizzo per ritardo dovranno allegare, al posto del titolo di viaggio, la documentazione che certifica l’avvenuto rimborso.

La richiesta, indirizzata a Trenitalia SpA – Conciliazioni (Piazza della Croce Rossa 1, Roma), dovrà essere inviata entro il 31 gennaio 2013 con raccomandata postale oppure consegnata negli uffici dell’assistenza clienti in stazione.  

Allo speciale modulo, disponibile negli uffici assistenza clienti, andrà allegato il biglietto di viaggio, oltre alla copia di un documento di identità e del codice fiscale.

Scarica il modulo cliccando QUI.

 


 

I clienti che, nel periodo dell’emergenza neve dall’ 1 al 13 Febbraio, hanno rinunciato al viaggio potranno richiedere, fino al 31 marzo 2012, il rimborso integrale del biglietto non utilizzato, con le seguenti modalità.

Per i biglietti cartacei le richieste di rimborso potranno essere avanzate presso qualsiasi biglietteria di Trenitalia o presso l’agenzia di viaggio che ha emesso il biglietto. La stessa modalità è prevista i biglietti ticketless emessi da un’agenzia di viaggio, se la richiesta è presentata prima della partenza del treno. 

Per i biglietti acquistati on-line (inclusi i biglietti con ritiro self service non ancora stampati), le richieste possono essere avanzate telefonando al Call Center 892021 (numero a pagamento) o inviando una email all’indirizzo di posta elettronicarimborsi@trenitalia.it indicando il codice PNR dei biglietti da rimborsare o allegando la ricevuta di pagamento. Allo stesso modo per i biglietti ticketless acquistati in agenzia di viaggio se la richiesta è presentata dopo la partenza del treno.

Oltre a rilasciare il rimborso totale del biglietto a chi ha deciso di non mettersi in viaggio Trenitalia concede le indennità per i ritardi, adottando un’iniziativa di attenzione commerciale che va al di là di quanto previsto dalla normativa UE.

Per i ritardi tra i 60 ed i 119 minuti si avrà diritto al 25% del prezzo del biglietto; per ritardi tra i 120 ed i 239 minuti si avrà diritto al 50%, mentre chi ha viaggiato con più di 240 minuti di ritardo riceverà un’indennità pari al 100% di quanto pagato. L’indennizzo potrà essere richiesto trascorsi 20 giorni dalla data del viaggio e fino a 12 mesi successivi, presso le biglietterie di stazione, l'agenzia di viaggio emittente o per i biglietti acquistati on line direttamente su questo sito.

[dal sito www.trenitalia.com]

 

 

"ENERGIA: DIRITTI A VIVA VOCE"

In 7 mesi 500 reclami dall'Emilia Romagna e 4.500 da tutta Italia

Il bilancio delle attività svolte da settembre nell'ambito del progetto



31 marzo 2012 – Giovedì mattina, a Modena, si è tenuta presso il Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione di Federconsumatori la conferenza stampa dedicata al progetto nazionale “Energia: Diritti a Viva Voce”, attivo dal primo settembre 2011, promosso da 17 associazioni dei consumatori(Federconsumatori, capofila, ACU, ADOC, Adiconsum, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela consumatori e utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) efinanziato dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. 

 

Dopo i primi sette mesi di attività i dati parlano chiaro: sono tantissimi gli italiani che faticano a “decifrare” la propria bolletta o hanno difficoltà con i contratti di fornitura dell’energia elettrica e il gas. Solo nei 5 sportelli del progetto “Energia: diritti a viva voce” attivati in Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Modena, Parma e Rimini) sono pervenute da settembre a marzo oltre 500 segnalazioni, mentre a livello nazionale il dato è di oltre 4500 segnalazioni pervenute al call center (800 82 12 12) e ai 45 sportelli dislocati nelle diverse regioni italiane. 

 

L’apertura di sportelli specializzati nelle consulenze in materia di energia e gas si è resa necessaria dopo la liberalizzazione del gas metano (nel gennaio 2003) e del mercato energetico (dal primo luglio 2007). Malgrado, infatti, gli aspetti positivi del passaggio al mercato libero, vi sono alcune criticità che la liberalizzazione ha portato con sé. Ecco i problemi più frequenti emersi dai dati presentati durante la conferenza stampa: 

 

Problematiche rilevate

 

In Emilia Romagna

 

In Italia

 

FATTURAZIONE: errori nel calcolo dei consumi o consumi anomali, ritardi nell’invio delle bollette o nella fatturazione, difficoltà nel pagamento, rateizzazione, lettura della bolletta, ecc.

 

217

 

1887

 

OPERAZIONI COMMERCIALI SCORRETTE: contratti non richiesti, doppia fatturazione, firma falsa sul contratto, informazioni ingannevoli o insufficienti, ecc.

 

129

 

1043

 

CONTRATTI: morosità, recesso o cessazione della fornitura, caratteristiche della fornitura, mancato riscontro ai reclami, ecc.

 

122

 

714

 

ALLACCIAMENTO E MISURAZIONE: costi, tempi e modalità dell’allacciamento o malfunzionamenti nella misurazione dei consumi.

 

27

 

215

 

PREZZI E TARIFFE: valutazione prezzi, fasce biorarie, conguagli tariffari, prezzi residenti-non residenti, ecc.

 

25

 

472

 

BONUS ENERGIA E QUALITÀ: problemi relativi all’erogazione del Bonus Energia, sicurezza e qualità tecnica nella fornitura, qualità commerciale del gestore, risparmio ed efficienza energetica.

 

13

 

266

 

TOTALE

 

533 

 

4597 

 

 

 

 

I dati presentati, raccolti nei 45 sportelli nazionali e tramite il call center, rappresentano un campione della domanda, altissima, esistente in Italia su questi temi. «Il 14 % degli italiani che, ad oggi, hanno deciso di passare dal mercato “di maggior tutela” a quello libero, - commenta Mauro Zanini, vice presidente di Federconsumatori - a fronte di un risparmio contenuto (non oltre il 10 % sulla bolletta finale, secondo gli ultimi dati) i problemi si sono moltiplicati tra volture, fatturazioni, interruzione di servizi, truffe e pratiche commerciali scorrette o aggressive. Per questo cercheremo di dare continuità al progetto, che per la prima volta riunisce quasi tutte le associazioni dei consumatori, cercando di operare nella promozione della trasparenza, della tutela a e della corretta informazione dei consumatori».

 

 

 

Secondo Mara Colla, Presidente di Confconsumatori: «i dati che emergono dagli sportelli danno prova della quotidiana attività d’informazione dei consumatori perché siano in grado di azionare i diritti e ottenere i vantaggi che le norme di liberalizzazione, da sole, non possono garantire (ieri della telefonia, oggi dell’energia). Solo i consumatori-utenti informati possono migliorare il mercato, adottando comportamenti utili a combattere le prassi scorrette delle aziende».

 

 

 

«Firme false, contratti non richiesti: sono pratiche scorrette che devono allarmare,– commenta Ermanno Rossi di Federconsumatori – sono comportamenti che non possono essere tollerati».

 

Per Francesco Greco di Unione Nazionale dei Consumatori e Loris Fabrizi di Adoc il progetto dovrebbe avere maggiore visibilità per fare conoscere ai cittadini l’opportunità della consulenza gratuita: «spesso sono le fasce più deboli, soprattutto anziani o famiglie in difficoltà economica, ad essere colpiti dai problemi che trattiamo ogni giorno allo sportello – commenta Fabrizi – e tante volte la consulenza, oltre all’utilità in sé, ha anche un valore umano: le persone tornano a casa più serene».

 

 

 

 

 

 

I cittadini possono dunque:

 

-          contattare 45 sportelli sul territorio nazionale, che garantiscono la copertura di tutte le 20 regioni;

 

-          rivolgersi al call center attivo al numero verde, 800 82 12 12 per chiamate da rete fissa;

 

-          scaricare l’applicazione (APP) per i-Phone dedicata a fornire assistenza, informazioni ed aiuto ai Consumatori sulle forniture di Energia e Gas.

 

 

 

Le informazioni e gli aggiornamenti sul progetto sono disponibili in tutti i siti internet delle associazioni aderenti.

 
 

 

UTENZE

Iva sui rifiuti: necessario l’intervento del Premier Mario Monti

La Cassazione ha riconosciuto l’illegittimità dell’Iva: Confconsumatori chiede un intervento normativo per evitare valanghe di ricorsi 
Scarica il fac simile per richiedere il rimborso



Parma, 15 marzo 2012 – Lo scorso 9 marzo la Corte di Cassazione ha emesso un’importante sentenza a favore dei consumatori in materia di restituzione dell’Iva applicata alla Tia sui rifiuti. In sostanza la Corte ha ribadito che la Tia è un’ entrata tributaria e di conseguenza non è soggetta a Iva. 

 

Confconsumatori ha già ottenuto diverse pronunce vittoriose sul tema, sia da parte dei Giudici di Pace sia dalla Commissione Tributaria, e ha fornito gratuitamente a migliaia di persone il fac-simile della lettera con cui gli utenti hanno messo in mora i gestori, chiedendo sia di non applicare l’Iva per il futuro, sia il rimborso di quella versata. 

 

Lo scenario che si apre oggi, però, alla luce della sentenza della Cassazione, rendenecessario e urgente un intervento politico che, nel chiarire una volta per tutte la normativa, eviti la valanga di ricorsi che i cittadini sarebbero costretti a depositare presso il Giudice di Pace per ottenere il giusto rimborso, sostenendo spese e intasandone l’Ufficio, fino a bloccarne il funzionamento. 

 

“Chiediamo al Premier Mario Monti, anche in qualità di Ministro dell’Economia – dichiara Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori - di emanare una normache, da un lato, disponga la non applicabilità dell’Iva sulla Tia e, dall’altro, dia immediata attuazione alla sentenza della Cassazione obbligando i gestori a riaccreditare l’importo pagato indebitamente dai cittadini a partire dalla data in cui è stato richiesto e pagato». 

 

Confconsumatori non si limita, tuttavia, a chiedere al Presidente Monti l’indispensabile e doveroso intervento politico, ma terrà alta l’attenzione sul tema anche promuovendo giudizi presso il Giudice di Pace.

 

 

Per scaricare il modello di fac simile della raccomandata di messa in mora per richiedere il rimborso dell'Iva clicca QUI.

 

 

 

 

 
 

 


INTERNET

Italia-Programmi.net: come difendersi dalle nuove minacce

La Estesa Limited torna all'attacco minacciando gli utenti di avviare cause presso autorità inesistenti o non competenti. Ecco come difendersi.



Parma, 22 marzo 2012 - Il sito "Italia-Programmi.net" torna a colpire. "In caso di ulteriore ritardo nel pagamento, saremo costretti ad incaricare il nostro studio legale per il recupero del suo credito tramite azione giudiziale presso il Giudice Tributario". Con affermazioni di questo genere, riferite anche a un presunto (e inesistente) Tribunale giudiziario regionale,  tantissimi cittadini si sono visti, ancora una volta, sollecitare il pagamento dell'ormai noto abbonamento sottoscritto inconsapevolmente navigando nel sito-trappola. Il coordinamento istituito tra Confconsumatori Brindisi e l’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore torna ad occuparsi del caso.

"Nei giorni scorsi - commenta l'avvocato Emilio Graziuso di Confconsumatori - abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di persone che hanno ricevuto e-mail della Estesa Limited, società che gestisce il sito www.italia-programmi.it, con le quali - oltre a richiedere il pagamento della somma di € 96,00, all’anno, per due anni, in virtù di un contratto mai stipulato dagli utenti – quest’ultima preannunziava azioni legali dinnanzi al “tribunale giudiziario regionale” ed al “giudice tributario. Al riguardo  è bene sgombrare il campo da ogni equivoco – afferma l’avv. Graziuso – il tribunale giudiziario regionale non esiste e il “giudice tributario” non è competente a decidere in materia non avendo la vicenda ad oggetto tasse e tributi.

"Ci troviamo, insomma, - continua l'avvocato Graziuso -di fronte all’ennesimo tentativo della Estesa Limited di ottenere il pagamento di somme non dovute, nonostante la sanzione alla stessa irrogata, in data 14 dicembre 2011, dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per  comportamento lesivo dei diritti dei consumatori”.

Confconsumatori consiglia, quindi, a tutti i consumatori che ricevano la richiesta di pagamento, senza essere stati resi edotti correttamente ed in modo trasparente che lo “scaricare” il programma non era una attività gratuita, di  diffidare la Estesa Ltd. attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno (Gateway 2478 Rue de la Perle Providence Mahe Republic of Seychelles).

Consigliamo, inoltre, di segnalare la diffida, per opportuna conoscenza, anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato compilando il modulo online (http://www.agcm.it/invia-segnalazione-online.html), oppure per posta all'indirizzo Piazza Verdi, 6/a 00198 Roma.

 

VIAGGI & PACCHETTI TURISTICI Il treno ritarda e la vacanza sfuma: Trenitalia deve risarcire Vittoria a Sulmona per una coppia che aveva perso la coincidenza col traghetto per la vacanza in Grecia a causa di un ritardo del treno Sulmona, 21 marzo 2012 - Il treno accumula un ritardo di un'ora e mezza e la vacanza in Grecia, pagata in anticipo e attesa da un anno, va in fumo. Una brutta avventura, quella di due associati di Sulmona, che ha avuto, però, il suo lieto fine: tramite Confconsumatori i due hanno fatto causa a Trenitalia, che dovrà ora risarcirli del danno da vacanza rovinata per un totale di 1.435 euro. Il giudice di pace di Pescara, Emilia Maria Della Fazia , a cui si è rivolta l' avvocato di Confconsumatori Laila Coccovilli , ha dato ragione ai due turisti che si erano visti costretti a rinunciare alle ferie. La coppia aveva prenotato una vacanza in Grecia, tramite un' agenzia viaggi, ma alla partenza il treno che da Sulmona avrebbe dovuto portarli a Bari per permettere loro di imbarcarsi verso la Grecia, accumula un ritardo di ben 87 minuti e causa la perdita della coincidenza con il traghetto. I due non demordono e cercano alternative per imbarcarsi il giorno successivo ma, dopo aver trascorso la notte a Bari, non intravedendo possibilità di partire, decidono di tornare a Sulmona e di appoggiarsi alla Confconsumatori per ottenere un risarcimento. Domenico Taglieri , Presidente di Confconsumatori Abruzzo, commenta: «è una vittoria importante: l'acquisto del biglietto equivale alla sottoscrizione di un contratto con cui Trenitalia, dietro pagamento di un corrispettivo, si impegna a trasportare le persone in un dato luogo e in un dato tempo e diventa pertanto responsabile per i danni causati dalla non corretta esecuzione». «Inoltre - continua Taglieri - il giudice ha ritenuto di condannare l' azienda anche per i danni non patrimoniali per il mancato godimento della villeggiatura: danno da vacanza rovinata». Complessivamente il Giudice ha riconosciuto un danno di 1.435 euro: 935 euro per la vacanza persa e pagata in anticipo, più 500 euro per il danno morale «conseguente alla sofferenza e allo stress per lo stravolgimento delle aspettative» è quanto scritto nella sentenza. «Visto l' approssimarsi della stagione estiva» conclude Taglieri «invitiamo tutti coloro che dovessero subire disservizi nei trasporti pubblici e non a rivolgersi alle sedi di Confconsumatori per ricevere un'adeguata assistenza». Per scaricare la sentenza clicca QUI.


 

COSTA CONCORDIA

Nuovo incidente Costa: 
qualcuno ci spieghi

Confconsumatori tutelerà i danneggiati come per la Costa Concordia, ma avverte: “servono criteri generali per i risarcimenti”



Parma, 28 febbraio 2012 – Confconsumatori è a disposizione di tutte le persone danneggiate da questa nuova avaria e le assisterà con le stesse modalità con cui sta assistendo i naufraghi della Costa Concordia, favorendo un risarcimento pieno ed effettivo a tutti i danneggiati. 

 

Perché, anche in questo caso, che potremmo definire di minore gravità rispetto al precedente, ai passeggeri spetta comunque un risarcimento.

 

Senza nessuna dietrologia e senza nessun allarmismo é doveroso da parte di tutti interrogarsi su questo secondo incidente a distanza di pochissimo tempo. Ai passeggeri, passati, presente ed eventualmente futuri spetta una informazione chiara e trasparente. Ed é quella che ci aspettiamo arrivi al più presto da parte di Costa, visto che tra i diritti fondamentali dei consumatori vi é quello all'informazione. 

 

Ma tra i diritti fondamentali dei consumatori vi sono anche quelli relativi alla sicurezza ed alla qualità dei servizi ed alla tutela della salute. Ed é su questi temi che aspettiamo risposte ed intendiamo aprire un confronto. Nessuna “caccia alle streghe”, ma non possiamo ritenere esaustive le presuntivamente rassicuranti “pacche sulle spalle” ai consumatori che abbiamo registrato sino ad oggi. 

 

I due incidenti, così ravvicinati nel tempo, confermano la convinzione di Confconsumatori che occorra non tanto proporre soluzioni “ad hoc”, come nel caso della Concordia, ma convocare un tavolo conciliativo aperto a tutte le associazioni di consumatori, o soggetti comunque rappresentativi delle vittime del naufragio, di tutti paesi di provenienza dei danneggiati. Un tavolo di conciliazione specifico, con la definizione di criteri di rimborso e di indennizzo dei naufraghi generali, chiari, equi, trasparenti ed oggettivi.  E ciò per garantire in via stragiudiziale e in tempi brevi la prontezza dei rimborsi e l'equità dei risarcimenti, lasciando alla valutazione della Magistratura i casi che, per la loro gravità e/o specificità non possono essere oggetto di conciliazione o i casi in cui il consumatorenon si dichiari soddisfatto dell'offerta ricevuta.

 

GUARDA CHE TI RIGUARDA!

Da nord a sud si viaggia sicuri con Confconsumatori

Successo per il weekend dedicato a chi viaggia: oltre mille guide distribuite negli aeroporti di Milano Linate e Trapani e un incontro a Sinagra (ME) per scoprire i diritti di turisti e passeggeri



 

 

 

 

Parma, 27 febbraio 2012 – Confconsumatori è impegnata da alcuni mesi nella campagna di informazione dei turisti e dei passeggeri, che troppo spesso intraprendono una vacanza o un viaggio, anche di lavoro, senza conoscere quali sono le tutele che la legge prevede per loro. Per questo l’associazione ha deciso ditrascorrere con i passeggeri/turisti l’ultimo weekend di febbraio, che conclude il progetto “Guarda che ti riguarda!” finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. 

 

 

IN AEROPORTO A LINATE E A TRAPANI - I collaboratori dell’associazione hanno trascorso due giornate in aeroporto a Milano Linate(24 febbraio) e a Trapani (26 febbraio) per offrire ai viaggiatori assistenza e consulenza gratuite. Nelle due giornate sono state distribuite oltre un migliaio di guide sui servizi turistici e sui diritti del passeggero, realizzate nell’ambito del progetto “Guarda che ti riguarda!” e aggiornate al recente Codice del Turismo.Tra le domande più frequenti la tutela del passeggero in caso di ritardo o cancellazione del volo e, soprattutto, le compensazioni pecuniarie e i rimborsi previsti per i danneggiati. La guida di Confconsumatori è disponibile gratuitamente anche online sul sitowww.confconsumatori.com/servizituristiciinsieme a tanto materiale utile per chi ha prenotato una vacanza o viaggia abitualmente in aereo o in treno.

 

  

 

A MESSINA UN INCONTRO SUL TURISMO Grande affluenza anche per l’incontro organizzato sabato scorso, 25 febbraio, da Confconsumatori presso la Cameradel Lavoro di Sinagra (ME), durante il quale i volontari dell’associazione, oltre a distribuire le guide, hanno risposto alle tante domande e curiosità del pubblico sulle novità introdotte dal Codice del Turismo.

 

 

  

 

«Siamo davvero soddisfatti della riuscita del nostro Weekend dedicato ai passeggeri/turisti, che chiude “in bellezza” le attività realizzate da Confconsumatori nell’ambito del progetto  “Guarda che ti riguarda!” –commenta Mara Colla, presidente di Confconsumatori – vogliamo ribadire, anche con queste iniziative che la prima tutela del consumatore è l'informazione. È necessario che chi si sposta per lavoro o per piacere si metta nelle condizioni di sapere come “reagire” alle sorprese sgradevoli. In questo modo non solo si è più protetti, ma si innescare nel mercato meccanismi e comportamenti virtuosi che portano a prevenire efficacemente i problemi, purtroppo ancora frequenti, nel settore».

  

Confconsumatori è a disposizione per qualsiasi informazione o consulenza in materia di servizi turistici: 0521/231846 oppure turismo@guardachetiriguarda.it. Per approfondire visita il sitowww.confconsumatori.com/servizituristici.

 

 

 

 

 

 
 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Confconsumatori

 

 

IL TRIBUNALE FRANCESE ORDINA A COSTA DI CAMBIARE ROTTA

 

Censurato il termine troppo breve per aderire alla transazione.

Confconsumatori: “ora riapriamo la trattativa

 

 

Parma, 14 febbraio 2012 - Il Tribunale di Nanterre ha imposto a Costa Crociere di prorogare il termine di accettazione dell’offerta d’indennizzo formulata dalla stessa, dal 14 febbraio al 14 maggio.

 

Secondo il giudice francese le vittime non dispongono ancora degli elementi necessari e sufficienti per apprezzare e valutare la congruità dell’offerta che è stata loro rivolta, anche in considerazione del fatto che il loro danno biologico e morale non è ancora consolidato ed essi sono tutt’ora segnati dallo stress psicologico provocato da quella catastrofe marittima.

 

Le riserve manifestate fin da subito da Confconsumatori sulla transazione trovano conforto nell’ordinanza emessa ieri in Francia.

 

Per il Tribunale francese le vittime sono semplici consumatori, resi più fragili dalle circostanze eccezionali dell’evento, e potrebbero esser tentati di accettare l’offerta loro rivolta ignorando l’ampiezza dei loro diritti, per la paura di non poter più esser indennizzati.

 

Confconsumatori, che come è noto, non ha aderito alla proposta transattiva cui si riferisce il Tribunale francese, chiede a Costa di prorogare quanto meno al 14 maggio 2012, spontaneamente ed immediatamente, la facoltà di aderire per tutti i danneggiati di qualunque nazionalità.

 

Confconsumatori, - dichiara la presidente nazionale Mara Colla - insiste affinché Costa Crociere convochi un tavolo conciliativo aperto a tutte le associazioni di consumatori, o soggetti comunque rappresentativi delle vittime del naufragio, di tutti paesi di provenienza dei danneggiati”.

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

Apertura “Sportello del Consumatore” presso il Comune di Itri
Itri, 02 febbraio 2012 – Venerdi 3 febbraio alle ore 11.00 sarà inaugurato e presentato alla stampa presso il Comune di Itri lo “Sportello del Consumatore”, sito al piano terzo della Casa comunale.Alla cerimonia presenzieranno il Sindaco Giuseppe De Santis, l’Assessore alle Attività produttive Elena Palazzo, l’Assessore provinciale alla Tutela dei consumatori Silvio D’Arco, l'Avvocato  Franco Conte – Presidente della Federazione Provinciale della Confconsumatori, associazione che gestirà lo sportello.L’iniziativa è stata possibile grazie all’assessorato alla tutela dei consumatori della Regione Lazio e all’assessorato alla tutela dei consumatori della Provincia di Latina in collaborazione con il Comune di Itri.Lo Sportello – sarà attivo tre giorni alla settimana osservando il seguente orario: Lunedì e giovedi dalle ore 9.00 alle 13.30; Martedì dalle ore 15.30 alle 18.30, per complessive 12 ore settimanali – renderà disponibili gratuitamente tutte le iniziative dell’Assessorato Regionale alla Tutela dei Consumatori e Semplificazione Amministrativa che abbiano un rilievo per la cittadinanza, avrà il compito di raccogliere le istanze dei cittadini e sarà competente a fornire informazioni, svolgere attività di guida degli utenti e di monitoraggio relativamente ai servizi erogati dalla pubblica amministrazione - Enti locali e da Enti o aziende che erogano servizi di primaria importanza (sanità, trasporti, utenze), ai rapporti tra consumatori e soggetti privati (artigiani, commercianti, operatori professionali, ditte, banche, assicurazioni, etc.) e al coordinamento con gli altri istituti preposti alla tutela del consumatore.Lo sportello sarà gestito da operatori della Confconsumatori specializzati nella risoluzione delle varie problematiche che possono insorgere tra gli utenti e i fornitori dei servizi quali Telecom, Tim, Enel, Eni, Acqualatina ecc.La Confconsumatori effettuerà, laddove si ravviserà la necessità, conciliazioni stragiudiziali con gli operatori di telefonia, di energia elettrica, gas e con Acqualatina ed inoltre sarà presente anche un legale dell’associazione per fornire chiarimenti inerenti a problematiche più tecniche.L’iniziativa si inserisce nelle finalità primarie della Provincia di Latina che, riconoscendo il fondamentale ruolo economico e sociale del cittadino/consumatore, ha istituito l’Assessorato alla Tutela del consumatore con l’obiettivo di promuovere iniziative che favoriscano il confronto fra tutti i soggetti interessati alla salvaguardia dei fondamentali diritti dei cittadini: tutela della salute, sicurezza e qualità dei prodotti e dei servizi, adeguata informazione e corretta pubblicità, educazione al consumo, correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali, promozione e sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli enti, erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza. Per maggiori informazioni:Confconsumatori-LatinaVia Appia n. 542 - 04028 Minturno Scauri (LT)tel e fax 0771681022 cell. 3495000314e-mail: contefr@tiscali.it Il Presidente della Federazione Provinciale                        Avv. Franco Conte

 

ALLARME PROTESI PIP: IN ITALIA QUASI 5.000 IMPIANTI

 

 

Roma, 18 gennaio 2012 - Le protesi, fabbricate dal 2001 dall'azienda francese Poly implant prothese (Pip) ed oggi fuori dal mercato, sono finite sotto accusa poiché fabbricate con silicone diverso da quello dichiarato alle autorità sanitarie e destinato invece ad usi industriali. Possono perciò lacerarsi provocando infiammazioni, ma anche, secondo vari esperti, forme tumorali. "Secondo una stima generale - spiega il chirurgo plastico Giulio Basoccu, dell'Università La Sapienza di Roma - le protesi Pip arrivate e utilizzate in Italia sono all'incirca il 10-15% di quelle prodotte e utilizzate in Francia”.

Dunque, si stima che le Pip impiantate a donne in Italia siano circa 4-5.000". Il problema, avverte l'esperto, è che molte pazienti italiane ''potrebbero non essere a conoscenza del tipo di protesi che è stata loro impiantata, e dunque potrebbero non sapere di avere un impianto Pip". 

Per questi motivi, la Confconsumatori Lazio, e in particolare il suo Presidente, l’avv. Barbara D’Agostino, terranno sotto controllo lo sviluppo della vicenda e si metteranno a disposizione di tutte quelle donne che vogliono essere tutelate.

 

La sede regionale (tel. 06/86326449) e tutte le sedi territoriali i cui indirizzi sono reperibili sul sito www.confconsumatori.it è a disposizione di tutti per fornire informazioni utili sui loro diritti.

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

BPM: CONFCONSUMATORI LAZIO PRONTI AD AGIRE

 

Roma, 11 gennaio 2012 - Confconsumatori Lazio ribadisce la decisione di agire, a tutela dei risparmiatori che hanno acquistato i bond “convertendo” della Banca Popolare di Milano, mediante un’azione collettiva risarcitoria (cosiddetta “class action”) davanti alla magistratura ordinaria.

L’azione legale collettiva è già in preparazione a seguito dell’adesione di molti risparmiatori, che nei giorni scorsi hanno contattato la Confconsumatori Lazio per raccontare la loro rabbia e chiedere all'Associazione di aiutarli a recuperare la forte perdita subita, nell’ordine del 90% del capitale investito.

 

Ma la “class action” non è la sola iniziativa portata avanti da Confconsumatori Lazio: da subito, in ragione della gravità delle decisioni assunte da BPM, prima con il collocamento dei bond, poi con la decisione di anticiparne la scadenza di conversione in azioni, si è deciso di inviare preliminarmente le lettere di reclamo e successivamente attivare la procedura per accedere alla Camera di Conciliazione ed Arbitrato presso la CONSOB, competente nelle controversie insorte tra risparmiatori ed intermediari finanziari.

 

Si ricorda che la CONSOB, che ha già sanzionato alcuni dirigenti, continua a tenere sotto controllo BPM.

Confconsumatori Lazio rinnova a tutti i risparmiatori caduti nella trappola di BPM l'invito  di consultare il sito www.confconsumatori.it, e di rivolgersi alle sedi dell'Associazione per avere assistenza e consulenza.

 

 

 


SERVIZI & SOCIETA'

Furto sul conto postale: vittoria a Prato

Si era trovato sul conto postale dei prelievi e delle ricariche a carte postepay mai effettuati: Poste Italiane deve rimborsare



Prato, 21 dicembre 2012 - Si era trovato sul conto postale dei prelievi e delle ricariche a carte postepay mai effettuati. Ora, grazie a Confconsumatori, ha ottenuto la restituzione dei propri risparmi. 

E' questa l'ultima delle vittorie ottenute a Prato in materia di risparmio: un cittadino, L.M.C., ha ottenuto grazie ai legali dell'associazione la restituzione dei soldi sottratti dal proprio conto corrente postale per prelievi e ricariche postepay effettuate dalla città di Torino, in cui l'associato non era mai stato.

Nonostante il cittadino avesse sporto querela ai Carabinieri ed avesse inviato un reclamo direttamente alle Poste,  l'intervento di Confconsumatori si è reso necessario in quanto Poste Italiane, con lettera di risposta, aveva ribadito la regolarità  e la corretta funzionalità del sistema di protezione e quindi, di conseguenza, gli aveva negato la restituzione dei soldi.

Il socio, assistito dagli avvocati Elisabetta Renier e Rosanna Merlicco di Confconsumatori Prato, è riuscito invece in brevissimo tempo a riottenere indietro i risparmi persi. ”Sono molto soddisfatto della restituzione così rapida delle somme dovute da parte di Poste Italiane che, alla fine, ha riconosciuto l’evidenza dei fatti accaduti - spiega il presidente provinciale della Confconsumatori di Prato, Marco Migliorati – e  conferma ancora una volta l'ottimo lavoro svolto dai nostri legali. Un'ulteriore soddisfazione è stata quella di vedere arrivare in sede il socio L.M.C. che mi ringraziava e mi informava che sul suo conto corrente erano stati restituiti  i soldi indebitamente prelevati".

 


TRASPORTI

Smistamento bagagli Fiumicino: "litigano sui pagamenti e a pagare saranno i passeggeri!"

Confconsumatori invita ADR a revocare la sospensione dal 1 gennaio del nuovo servizio di smistamento bagagli Net 6000



Parma, 21 Dicembre 2011 – “Società di gestione degli aeroporti e compagnie aeree ci avevamo sempre dichiarato e promesso che l'obiettivo primario era fornire una qualità sempre più elevata del servizio di riconsegna dei bagagli. Adesso litigano sul pagamento delle tariffe paventando interruzioni del servizio  nel periodo delle festività e, pagare veramente, rischiano di essere i soli passeggeri”. E' quanto dichiarato dall'avv. Carmelo Calì, rappresentante del CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso ENAC e responsabile nazionale trasporti di Confconsumatori, in relazione all'annuncio da parte di ADR di sospendere dal 1 gennaio il nuovo servizio di smistamento bagagli Net 6000.

"E' il caso - continua Calì - di ricordare a chi, evidentemente, lo ha dimenticato che si tratta di un servizio pubblico da rendere ai cittadini. E' questa la priorità del trasporto aereo. Forse l'aumento delle entrate e dei servizi non avio negli aeroporti sta portando ad una eccessiva visione “commerciale” dell'attività, relegando ad un ruolo secondario quella che é, e resta, la primaria finalità: il trasporto delle persone e dei bagagli".

Per il momento Confconsumatori non vuole entrare ulteriormente nel merito del dissidio apertosi tra la ADR e le compagnie aeree, soprattutto Alitalia, ma non può non evidenziare che il dissidio non può avere come soluzione la sospensione del servizio. Se ADR vuole recuperare somme che ritiene le siano dovute può attivare tutti gli strumenti che l'ordinamento giuridico le mette a disposizione, ma non può disporre una interruzione del servizio, peraltro in un periodo da bollino rosso come quello natalizio. E, da questo punto di vista, l'Associazione si chiese se in tale paventata decisione si possano configurare anche ipotesi di inadempimento rispetto agli obblighi assunti nel momento in cui é stata concessa la gestione dell'aeroporto di Roma.

"Invitiamo ADR a revocare tale illegittima decisione - riprende Calì - e chiediamo all’Enac, di cui condividiamo la posizione assunta in queste ore, di intervenire in virtù di tutti i poteri di cui dispone, al fine di evitare l'interruzione del servizio".

"Infine, in ossequio alla trasparenza, invitiamo ADR a spiegare ai cittadini come tecnicamente é arrivata a determinare le tariffe che le vengono contestate e le compagnie aeree a spiegare per quali altrettanti motivi tecnici ritengono di non doverle corrispondere".

 

 


CIRIO

Restituiti oltre 50 mila euro a una famiglia di Milano

Una delle rare occasioni in cui il Giudice ha riconosciuto il conflitto d'interesse della Banca nella vendita dei titoli obbligazionari



Milano, 14 dicembre 2011 - Oltre 50 mila euro, andati in fumo con il Crack Cirio, sono tornati nelle tasche di una famiglia di associati Confconsumatori di Milano.

Il Tribunale di Milano, in accoglimento della domanda di risoluzione per inadempimento dell’atto di compravendita di obbligazioni Cirio del Monte avvenuta nella fase del gray market, avanzata da Confconsumatori, ha condannato la banca alla restituzione della somma investita, al netto delle somme già percepite a titolo di parziale rimborso, riconoscendo l’inadempimento agli obblighi di cui all’art 21 TUF da parte della Banca, che non ha riferito il proprio "interesse indiretto" nella vendita del titolo alla propria clientela, dal momento che all'epoca si stava facendo carico del collocamento  una banca del suo stesso Gruppo. Inoltre il Tribunale ha ravvisato la violazione dell’art 28 Reg Consob 11522/98 per la mancata informazione al cliente di esaurienti notizie circa le caratteristiche del titolo negoziato.

In particolare il Tribunale ha deciso che “l’inadempimento della banca viene piuttosto colto con riferimento alla situazione di conflitto d’interesse, quale delineatosi nel momento in cui la banca vendeva, ancor prima della sua emissione, un titolo del cui collocamento si stava facendo carico una banca del suo stesso Gruppo, con ciò configgendo l’interesse del cliente a ricevere notizie trasparenti e imparziali sulle caratteristiche del prodotto, con l’interesse indiretto della banca alla diffusione presso la sua clientela di quel prodotto, ancora integralmente in carico al suo Gruppo per non essersi ancora esaurita la fase del collocamento”.

"Una sentenza importante per i risparmiatori - dichiara Sabrina Contino, legale di Confconsumatori Milano che ha difeso gli associati in giudizio - perchè è una delle rare occasioni in cui il giudice ha riconosciuto il conflitto d'interesse delle banchenella vendita di titoli obbligazionari".

Per leggere la sentenza clicca QUI.

 


COMUNICATO STAMPA

 

“Cofanetti turistici” e “Voucher aerei”:

attenzione alle fregature

 

In molti a Natale regaleranno i cofanetti con vacanze, viaggi o trattamenti; Confconsumatori allerta: “numerose le difformità

 

Parma, 6 dicembre 2011 – Il Natale si avvicina e tra i regali più gettonati quest’anno ci sono i cofanetti turistici ed esperienziali, Smartbox, Regalbox, Wonderbox, We Box, Emozione3, Boscolo Gift, RegalOne, ecc. Si tratta di pacchetti tematici, acquistabili sia on line che nei vari punti vendita (agenzie viaggio, centri commerciali, librerie ecc), che danno diritto ad usufruire di soggiorni e prestazioni in strutture alberghiere, centri benessere, ristoranti, centri sportivi ecc. Numerose sono, però, le segnalazioni pervenute alla Confconsumatori in relazione ad alcune difformità riscontrate nell’utilizzo dei cofanetti o dei “Voucher aerei”.

 

Tra i problemi più frequenti c’è quello della prenotazione dell’albergo: spesso non è possibile usufruire della giornata di sabato, nonostante il cofanetto esplicitamente estenda a 365 giorni l’anno il periodo di validità. Anche il pernottamento per soggiorni di due o più notti, ove espressamente previsto nel cofanetto, a volte non è applicato dalle strutture prescelte che, invece, scontano ai consumatori solo la prima notte e addebitano i costi dei pernottamenti successivi. Si sono verificate, infine, difformità tra il contenuto del cofanetto ed i servizi effettivamente resi dalle strutture alberghiere, sportive ecc.

 

IL CASO - Una coppia di consumatori alla quale era stato regalato un cofanetto a tema “degustazioni”, ad esempio, ha lamentato recentemente come all’interno del ristorante prescelto, dopo un primo invito a degustare tutto ciò che era previsto dall’offerta, con la precisazione che soltanto le ordinazioni extra avrebbero formato oggetto di un costo aggiuntivo, si è vista in realtà recapitare un conto rilevante, con uno sconto minimo, di circa 17€, corrispondente, a detta del ristorante, al valore del cofanetto.

 

La coppia, dopo aver verificato che il costo del prodotto in realtà era ben superiore rispetto allo sconto praticato dal ristoratore, si è rivolta alla Confconsumatori che ha avviato le trattative con la società di gestione della Smartbox, la quale, rilevata la divergenza, ha accettato di rimborsare la coppia di consumatori, offrendo loro un nuovo cofanetto tematico.

Ciò è stato possibile però grazie al fatto che i consumatori avevano richiesto la fattura del ristorante, attraverso la quale è stato possibile dimostrare il costo aggiuntivo indebitamente addebitato.

 

I CONSIGLI DI CONFCONSUMATORI - Al fine di evitare di incorrere in inconvenienti come quelli sopra indicati, è importante che il consumatore:

- conservi il cofanetto e la relativa guida illustrativa, consegnando al gestore della struttura prescelta unicamente il talloncino del buono

- si faccia rilasciare la fattura/ricevuta nel caso in cui venga chiesto il pagamento di costi aggiuntivi

Come per l’acquisto di ogni prodotto, inoltre, anche per i cofanetti tematici è importante leggere sempre bene le condizioni del servizio prescelto, che sono vincolanti per le società che gestiscono i cofanetti regalo.

 

I VOUCHER AEREI - Sempre in tema di regali natalizi, alcune compagnie aeree stanno promuovendo la vendita di “voucher aerei”, quasi sempre acquistabili on line attraverso il sito internet della singola compagnia che permette in questo modo di acquistare una sorta di “credito” su futuri biglietti aerei che verranno emessi a favore di altrettanti passeggeri in possesso del sopraindicato voucher. Anche in questo caso è bene leggere bene le condizioni contrattuali presenti sul sito della compagnia aerea, tenendo presente che di regola, tali voucher possono:

- essere non rimborsabili

- non permettere di modificare il nominativo del passeggero sul biglietto

- avere una scadenza precisa, al termine della quale perdono validità, non essendo prevista alcuna proroga

- se utilizzati solo parzialmente non contenere la previsione di restituzione del credito rimanente

- essere non cumulabili, se non entro i limiti previsti dalla singola compagnia aerea, al momento dell’acquisto di un biglietto aereo

 


COMUNICATO STAMPA

 

Fastweb condannata a risarcire 5 mila euro

 

A Grosseto affermato un principio importante: il tentativo di conciliazione è valido non solo presso il Corecom, ma anche nelle Camere di Commercio

 

 

Grosseto, 13 dicembre 2011 - Una vittoria importante soprattutto per il principio che viene affermato: il tentativo di conciliazione è valido non solo presso il Corecom, ma anche nelle Camere di Commercio e presso tutti gli enti di conciliazione riconosciuti dall’articolo 141 Codice del Consumo. Con la sentenza 1084/2011 il Tribunale di Grosseto ha affrontato una particolare fattispecie, ovvero gli organismi di conciliazione abilitati a dirimere le liti tra utenti e società telefoniche.

 

Secondo la tesi di Fastweb il tentativo di conciliazione andava e va espletato esclusivamente dinanzi al Corecom toscano, mentre era da escludersi che gli utenti potessero rivolgere le loro istanze alle Camere di Commercio ed altri organismi come quelli concordati tra associazioni dei consumatori e società telefoniche. Il Tribunale di Grosseto ha respinto tale tesi rilevando come, ai sensi dell’articolo 13 del regolamento emanato dall’Agcom, in alternativa al Corecom il tentativo di conciliazione può essere validamente esperito dinanzi agli organismi paritetici creati dalle associazioni di consumatori, ovvero presso tutti gli enti di conciliazione riconosciuti dall’articolo 141 codice del consumo, tra i quali appunto le Camere di Commercio.

 

Il Giudice, quindi, ha dichiarato valido il tentativo svolto dinanzi alla Camera di Commercio di Grosseto, tentativo fallito per la mancata comparizione di Fastweb.

 

La sentenza ha riconosciuto un risarcimento di 5.000 euro per un’azienda che nel periodo maggio-agosto 2008 ha visto funzionare la propria linea telefonica a singhiozzo, perché in tale lasso di tempo per 35 giorni il servizio telefonico è risultato inutilizzabile. Per il Tribunale l’ammontare del risarcimento va determinato sia pure equitativamente anche sulla base dei minori incassi, se accertati, risultanti dalla contabilità dell’azienda rispetto agli anni pregressi. Non solo quindi i privati cittadini ma anche le aziende, utenti di servizi di telecomunicazioni, possono ottenere equi risarcimenti del danno a fronti di disservizi reiterati delle compagnie telefoniche. Lo sportello Confconsumatori  di Grosseto segue da anni una media di oltre 200 pratiche all’anno di reclamo di utenti telefonici.

 

 

Comunicati Stampa


TRASPORTI

Volo cancellato e danno da ritardo a Catania risarcimento da 1700 €

Riconosciuta alla passeggera, che si era rivolta a Confconsumatori, la compensazione pecuniaria ed il risarcimento per il ritardo



Catania, 5 Dicembre 2011 – Il volo salta senza preavviso e inizia l’odissea per unadonna rientrata da Londra a Catania con oltre 5 ore di ritardo: per lei un risarcimento da 1700 €.

 

 Con una recentissima sentenza il Giudice di Pace di Giarre (CT), ha riconosciuto ad una passeggera il diritto previsto dal regolamento comunitario n. 261/2004. La consumatrice aveva vissuto una vera e propria odissea: doveva imbarcarsi sul volo in partenza alle 9,25 dall'aeroporto di London City e diretto a Milano Linate. Giunta in aeroporto le veniva comunicato che il volo era stato cancellato, senza alcun preavviso; veniva così trasferita all’aeroporto di London LHR ed inserita in lista d'attesa sul volo in partenza alle 11,40 per Roma Fiumicino. 

 

A causa di questi disguidi, la passeggera perdeva il volo delle 13,20, che doveva portarla da Milano a Catania, dove giungeva solo alle ore 20,30, con un ritardo di oltre 5 ore rispetto a quello programmato. In tutto questo periodo di tempo alla passeggera non veniva prestata nessuna assistenza. 

 

La compagnia aerea è stata condannata al pagamento di 950 €, oltre alle spese del giudizio, che superano i 700 €. L’importo di 950 € è stato determinato nella misura di 400 € per la compensazione pecuniaria conseguente alla cancellazione del volo prevista per tratte fino a 3.500 km, e di 500 € a titolo di risarcimento danni per il ritardo in virtù della Convenzione di Montreal, più 50 € per la mancata assistenza.

 

Nel corso del giudizio la compagnia aerea era arrivata a sostenere che non vi era stata nessuna cancellazione del volo. Circostanza smentita anche grazie alla testimonianza di altre due passeggere, che avevano subito lo stesso disservizio ed alle quali era stata corrisposta la sola compensazione pecuniaria. 

 

“Ancora una sentenza, tra le poche che riconoscono il diritto del passeggero alla compensazione pecuniaria in seguito alla cancellazione del volo – ha dichiarato l’avv. Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia e responsabile nazionale trasporti dell’associazione, che ha assistito in giudizio la passeggera - La sentenza è poi importante perché, oltre alla compensazione, sancita dal regolamento comunitario n. 261/2004 riconosce anche il diritto del passeggero al risarcimento del danno per il ritardo, come previsto dalla Convenzione di Montreal, a conferma che le due normative concorrono e non si escludono”. 

 

Info: 348-5152184, e-mail disservizi.aerei@confconsumatori.it oturismo@guardachetiriguarda.it.

 

Scarica la sentenza cliccando QUI.

 


RISPARMIO

Polizze collegate a titoli Lehman: risarciti 60 mila 

A Parma in soli 4 mesi vittoria flash sulle "index linked". "Se le polizze non garantiscono il rimborso, sono prodotti finanziari"



Parma, 30 novembre 2011 – Altra recentissima e importantissima vittoria della Confconsumatori per un'associata, il cui padre aveva investito in una polizza assicurativa collegata con obbligazioni Lehman Brothers. Il Tribunale di Parma,  con ordinanza del 4 novembre 2011, ha condannato la banca all’integrale risarcimento del danno pari al capitale investito (oltre 43 mila €), più la rivalutazione monetaria, interessi e spese, così da arrivare a oltre  60 mila €.

Il caso è quello di un investimento effettuato tramite una polizza assicurativa cosiddetta "index linked" connessa a bond Lehman. Il fatto che una polizza vita sia garantita da una obbligazione (nella specie Lehaman Brothers), al cui andamento sia anche legata la rivalutazione del premio, comporta, secondo il Tribunale di Parma, la ricorrenza non di un contratto assicurativo, più in particolare di un’assicurazione sulla vita, ma di una vera e propria operazioni finanziaria, analoga agli investimenti in azioni o obbligazioni. Di qui per il Tribunale la necessità di applicare le norme del TUF (d.lgs. n. 58/98) e del Regolamento Consob (n. 11522/98) attuativo del medesimo, più in particolare l’art. 28 dello stesso. Nel caso di specie èrisultato che l’istituto di credito non avesse assunto dall’investitore alcuna informazione sulla sua esperienza in materia, nonché sulla sua propensione al rischio, con l’effetto che avrebbe dovuto proporre solo investimenti a bassissimo rischio, non, come è invece accaduto, un prodotto collegato a titoli Lehman. Da qui l’inadempimento dell’istituto di credito e il suo obbligo di risarcire il danno

Ma la novità del provvedimento sta soprattutto nella circostanza che la condanna sia contenuta non in una sentenza, come normalmente avviene, ma in un’ordinanza ottenuta in pochissimo tempo – circa quattro mesi - alla fine del procedimento sommario di cognizione, introdotto con la riforma del codice di procedura civile contenuta nella legge 18 giugno 2009 n. 69.

Una decisione importantissima - dichiara l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio la figlia dell’investitore – La stessa conferma, in primo luogo, che, se non vi è bisogno di una lunga istruttoria, si possono avere provvedimenti in breve tempo, anche quando con gli stessi si chieda non una declaratoria di nullità, ma una condanna al risarcimento del danno. Costituisce, inoltre, un’ulteriore conferma di un  orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, per il quale queste polizze vita c.d. index linked sono vere e proprie forme assicurative solo quando garantiscono la restituzione del capitale. Quando invece il rimborso è subordinato all’andamento del titolo siamo al cospetto di veri e propri investimenti finanziari soggetti, come tali, alle disposizioni in materia”.

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IMPIANTI & ENERGIA

A Massa Carrara Enel condannata a risarcire oltre 2.500 euro di danni

Il gestore non aveva informato correttamente e per tempo la cliente che chiedeva l'istallazione di un contatore: comportamento fuorviante



Massa Carrara, 21 novembre 2011 - Il gestore non aveva informato correttamente e per tempo la cliente che chiedeva l'istallazione di un contatore: ora dovrà risarcirla di oltre 2.500 euro. Un'importante vittoria di Confconsumatori di Massa-Carrara nei confronti di Enel Energia spa, condannata dal Giudice di Pace di Massa a risarcire l’utente dei danni subiti a causa di un comportamento commercialmente contrario alle regole di correttezza, buona fede e diligenza.

Un'associata aveva richiesto al gestore l'apposizione di un nuovo contatore del gas per il proprio appartamento, che ne era privo. A fronte delle fuorvianti e sempre diverse motivazioni verbali fornite dalla società, la donna si è rivolta allaConfconsumatori che ha provveduto a contestare il comportamento della società e a richiedere la motivazione ufficiale del rifiuto.

Enel Energia spa ha risposto, tramite raccomandata, che mancavano le misuredi lunghezza, larghezza e altezza del vano ove il contatore doveva essere allocato. Il legale di Confconsumatori allora, stante l’infondatezza di tale motivazione, ha proposto un ricorso d’urgenza in Tribunale e solo in giudizio, per la prima volta, Enel Energia spa ha fornito la reale motivazione determinata dalla mancanza dei requisiti di sicurezza in loco.

Il Giudice pertanto ha rigettato la richiesta del provvedimento d’urgenza, non potendo ovviamente ordinare all’Enel di apporre un contatore in carenza di misure di sicurezza, ma ha ritenuto che il comportamento della società non fosse corretto nei confronti della cliente, in quanto “quest’ultima non è stata posta in condizione di comprendere i reali motivi del rifiuto ad adempiere e quindi è stata costretta ad azionare lo strumento del ricorso d’urgenza”. Era infatti evidente che se l’Enel avesse fin da subito fornito la reale motivazione del proprio rifiuto, la signora avrebbe potuto realizzare quei lavori necessari per la messa in sicurezza dei luoghi, intervento che ha richiesto un'ulteriore attesa di diversi mesi.

Per questo motivo l'associata ha deciso di chiedere i danni dinnanzi al Giudice di Pace che ha condannato Enel Energia al risarcimento dei danni subiti, quantificati in 2.500 €, oltre alle spese di lite.

Secondo il Giudice il comportamento di Enel Energia era “non solo omissivo, ma addirittura fuorviante”  in quanto “colpevolmente, tace sui veri motivi del proprio rifiuto impedendo così all’attrice di ottenere subito la fornitura di gas”.Comportamento - prosegue la sentenza - sicuramente contrario a quanto imposto dagli artt. 1175, 1337 e 1375 c.c. e non vi è dubbio che detto comportamento abbia causato dei danni all’attrice e che gli stessi vadano risarciti”.

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BOND ARGENTINA

Tra un mese scatta la prescrizione e a Prato ancora una vittoria

Il 24 dicembre 2011 scade il termine per fare valere i propri diritti; Franchi: "per chi non ha inviato lettere interruttive della prescrizione, è ora di farlo"



Prato, 17 novembre 2011 - Il 24 dicembre 2011 scadrà il termine prescrizionale entro il quale gli acquirenti di bond argentini potranno fare valere i propri diritti. L'ennesimo successo ottenuto nei mesi scorsi dalla Confconsumatori di Prato, potrebbe essere, infatti, tra gli ultimi sul fronte dei titoli Argentini: a dieci anni dal default si prescriveranno tutti i diritti nei confronti delle banche per quei risparmiatori che avevano acquistato i "tango bond".

Nell'ultimo caso risolto da Confconsumatori l'acquisto era avvenuto, tra l'altro, nell'agosto 2001, cioè pochissimi mesi prima del fallimento dell'Argentino, avvenuto a dicembre dello stesso anno. Il Tribunale di Prato ha condannato l'Istituto Bancario a risarcire del capitale perduto due giovani risparmiatori residenti a Prato, assistiti dagli avvocati Alessandro Fagni e Daniele Nicolin. La banca dovrà dunque restituire i 10 mila euro investiti, più gli interessi e le spese legali.

La vicenda risulta particolarmente importante anche per i tempi brevissimi con cui i risparmiatori hanno ottenuto giustizia: grazie al procedimento sommario, la sentenza è stata emessa in soli 5 mesi, confermando anche la nota organizzazione ed efficienza del Tribunale pratese.

I risparmiatori devono sapere – commentano gli avvocati Nicolin e Fagni – che i loro risparmi perduti possono essere recuperati e ciò è anche possibile in tempi brevi. Purchè si agisca contro le banche prima che i tempi di prescrizione siano decorsi, ovvero entro novembre 2011”.

La condanna della banca è avvenuta in virtù della violazione degli obblighi imposti dalla normativa vigente ed in particolare dal regolamento Consob n. 11522/1998: la banca, cioè, non non ha fornito al risparmiatore tutte le informazioni necessarie a consentire di fare una scelta consapevole in ordine alla natura ed ai rischi dell'investimento in un titolo che, come quello argentino, era già indicato dalle agenzie, con un rating progressivamente sempre più basso.

Si tratta di una vittoria importante – afferma il presidente Confconsumatori  Marco Migliorati – perchè conferma la bontà della battaglia intrapresa anni fa dalla nostra associazione per difendere i risparmiatori traditi”. 

Chi fosse in possesso di Bond Argentina può contattare la sede Confconsumatori più vicina (http://www.confconsumatori.com/doveSiamo.asp) per ricevere assistenza e consulenza.

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PATTICHIARI

Successo a Parma per i due incontri sull'Educazione Finanziaria

molto spazio è stato dedicato alle domande del pubblico: tanta la preoccupazione per la custodia e la tutela dei propri risparmi



Parma, 14 novembre 2011 - Risparmio, economia, cosa è uno spread, come scegliere il mutuo: queste sono alcune delle domande più comuni da parte dei cittadini alle quali gli esperti di Confconsumatori, Banca popolare dell’Emilia Romagna, e Cariparma hanno risposto durante i due incontri di venerdì scorso, 11 novembre. Hanno fatto tappa anche a Parma, infatti, le lezioni gratuite di educazione finanziaria del progetto “Mettiamo in comune l’educazione finanziaria”, promosso da 12 associazioni dei consumatori insieme a PattiChiari e ANCI, con la collaborazione delle banche aderenti: Banca popolare dell’Emilia Romagna e Cariparma. Gli incontri, interattivi e dinamici, avevano l'obiettivo di aiutare il cittadino a  migliorare la gestione del proprio patrimonio, aumentando la consapevolezza nelle decisioni, la capacità di risparmiare e di prendersi cura del proprio denaro.

IL PROGETTO - Dal 2006 il Consorzio PattiChiari, che riunisce 98 tra le principali banche d’Italia, collabora con le Associazioni dei Consumatori per diffondere l’educazione finanziaria tra i cittadini. Il progetto di quest’anno, “Mettiamo in comune l’educazione finanziaria” ha l’obiettivo difavorire la divulgazione di tematiche di educazione finanziaria e stimolare nei cittadini una maggiore consapevolezza rispetto alla gestione delle proprie risorse economiche.

Confconsumatori, tra le 12 associazioni partner nel progetto, ha scelto la giornata dell’11 novembre per proporre quattro incontri, rivolti ad un pubblico adulto, in tre diverse città: Parma, Milano e Grosseto.  A Parma gli incontri erano due: alle 17 a Parma Lirica  con la collaborazione di Banca popolare dell’Emilia Romagna e del Circolo Sandro Pertini, e alle 18,30 all’Università Popolare con la collaborazione di Cariparma e dell’Università Popolare di Parma.

Il pubblico di Parma ha avuto, così, l’opportunità di scegliere a quale incontro partecipare e ha aderito numeroso ad entrambi gli eventi, trovandointerlocutori preparati e pronti a fornire informazioni semplici e chiare sulle nozioni e sugli strumenti come il mutuo, il conto corrente o gli investimenti, aspetti che fanno parte della nostra vita quotidiana e che, a seconda del livello di consapevolezza con cui vengono gestiti, possono rappresentare una risorsa per la gestione economica familiare.

La conduzione degli incontri è stata a cura dell’avvocatoEmilio Graziuso, responsabile del settore Servizi bancari e finanziari per Confconsumatori, con il supporto di Mara Colla, presidente dell'Associazione e degli esponenti delle filiali bancarie aderenti: Enrico Barone per Banca popolare dell'Emilia Romagna e Adolfo Periti per Cariparma.

I relatori hanno illustrato i contenuti informativi dellostrumento multimediale, “L’impronta economica Plus”, realizzato appositamente per il progetto. Ma molto spazio è stato dedicato alle domande del pubblico, dalle quali è emersa un'unanime preoccupazione per la custodia e la tutela dei propri risparmi in tempi incerti come quelli che il nostro Paese sta attraversando.

"Come associazione, - commenta Emilio Graziuso - speriamo di essere riusciti a fornire a tutti coloro che hanno partecipati agli incontri informativi degli utili strumenti da utilizzare per prendersi cura del proprio denaro in un momento contrassegnato da una congiuntura economica negativa e da un calo verticale del potere di acquisto delle famiglie".

 


CASA & UTENZE

Canone depurazione: non è una tassa, se il depuratore non c'è non è dovuto

Confconsumatori Viterbo vince contro la società Talete che a Civita Castellana riscuoteva le quote senza un depuratore attivo



Viterbo, 15 novembre 2011 - "Se nel Comune di residenza non sono attivi depuratori per le acque reflue, la quota della bolletta destinata alla depurazione non dev'essere pagata dai cittadini". Confconsumatori Viterbo ha ottenuto un'importante vittoria che sancisce il diritto inalienabile dei cittadini a non pagare un servizio quando esso non viene effettivamente erogato.

La società viterbese Talete, infatti, riscuoteva indebitamente le quote di depurazione nel territorio di Civita Castellana, senza che fosse funzionante alcun impianto per la depurazione delle acque reflue.

La Confconsumatori di Viterbo ha quindi provveduto a richiedere la restituzione di quanto indebitamente corrisposto da un proprio iscritto a titolo di quote depurazione, in adempimento della nota sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008, la quale asserisce che il pagamento per la depurazione è un corrispettivo di prestazione contrattuale e non un tributo, quindi è irragionevole che sia dovuto in assenza del servizio.

"La richiesta - spiega Antonio Nobili, responsabile di Confconsumatori Viterbo - è stata formulata nonostante la pendenza del nuovo dettato normativo, ovvero la legge n. 13/2009, la quale era stata posta in essere dal legislatore con l’unico scopo di superare la sentenza della Corte Costituzionale. In detta legge, infatti, si stabiliva sommariamente che alla somma da restituire ed alle somme che si sarebbero richieste agli utenti successivamente al 2009 si sarebbero comunque dovute detrarre le somme anticipate e/o anticipabili dall’ente e/o dalla società gestrice per la messa in opera di un eventuale futuro depuratore (il tutto comunque sarebbe dovuto essere documentato). La legge stessa, inoltre, - continua Nobili - stabiliva che l’ente che gestisce le acque pubbliche avrebbe dovuto rimborsare le somme indebitamente riscosse (in assenza di deputarore o di eventuale messa in opera), entro il termine di cinque anni, a decorrere dal 1 ottobre 2009. Ciò ha fatto si che apparentemente gli enti preposti per la riscossione non fossero comunque inadempienti sino alla data della scadenza dei 5 anni previsti dalla legge 13/2009: quindi sino ad ottobre 2014 vi è la possibilità di restituire quanto indebitamente incassato".

Anche in ordine alla eventuale restituzione, però, sarebbe stato comunque necessario da parte dell’ente e/o società gestrice fornire i parametri in adempimento della legge in ordine alla restituzione dell’indebito, le modalità e gli importi indebitamente riscossi e da restituire. Parametri che la società Talete non ha saputo fornire davanti alle richieste di Confconsumatori.

Per questo il giudice di Pace di Civita Castellana ha stabilito che le somme richieste risultavano esigibili dall’utente e ha condannato la società Talete al pagamento delle stesse in favore dell’associato che si è visto restituire così oltre 600 euro.

Scarica la nota del legale cliccando QUI.

Vedi un'altra vittoria simile ottenuta a Viterbo contro il Consorzio di Bonifica cliccandoQUI.

 


TELEFONIA

Attende invano 175 giorni l'Adsl pagata: avrà 4 mila € di danni

Un associato di Minturno (LT), esasperato, aveva inviato il recesso e si era trovato con altre bollette e senza linea telefonica. Telecom condannata.



Latina, 14 novembre 2011 – Ha atteso invano per 175 giorni l'attivazione dell'Adsl, già pagataEsasperato ha inviato il recesso ma si è trovato senza linea e con altre fatture da pagare. La storia di un associato Confconsumatori di Minturno (LT) si è conclusa davanti al Giudice di Pace, che con sentenza n. 174/11, ha condannato la Telecom Italia S.p.A. al risarcimento dell'utente che aveva regolarmente richiesto l’attivazione della linea ADSL, mai attivata nonostante il pagamento del contributo di attivazione e dei canoni mensili.

L’inadempimento contrattuale del Gestore si è protratto per ben 175 giorni ignorando le continue e incessanti lamentele dell’utente che nel frattempo veniva costretto illecitamente al pagamento di un servizio mai reso.

L’utente, esasperato, alla luce del prolungato inadempimento contrattuale, ha deciso di inviare una raccomandata a./r. per recedere dal contratto ADSL provvedendo anche al successivo invio a proprie spese del modem. A seguito della comunicazione di recesso, la Telecom Italia S.p.A. ha emesso un'ulteriore fattura comprensiva ancora una volta del canone abbonamento e del costo di noleggio router ed addirittura a sospendere la linea telefonica senza alcun preavviso scritto.

Solo a seguito dell’intervento della Confconsumatori-Latina, la Telecom Italia S.p.A. provvedeva finalmente ad ammettere il problema, riconoscendo il disservizio, le problematiche segnalate, scusandosi per l’accaduto e riconoscendo il rimborso dei canoni ADSL, dei canoni di noleggio router e del contributo di disattivazione oltre alle spese di restituzione del prodotto. Tuttavia il Giudice di Pace di Minturno ha stabilito che la Telecom “con la restituzione delle somme relative ai canoni indebitamente incassati, non ha minimamente indennizzato il pregiudizio patito” dal consumatore e pertanto condannava la Telecom al pagamento dell'indennizzo dovuto nella misura di  3.937,50 € oltre spese legali.

L'utente ha visto così tutelata la sua posizione  – dichiara l'avv. Barbara Romano legale della Confconsumatori Latina -  in quanto a ristoro del pregiudizio subito dall’utente derivante dai vari disservizi trova applicazione, in materia di garanzie offerte al cliente, quanto stabilito nelle Condizioni Generali di Abbonamento Telecom Italia S.p.A”.

Questa sentenza – continua l'avv. Franco Conte Presidente della Confconsumatori Latina – si inserisce nel novero delle numerose pronunce che la nostra associazione, per il tramite dei propri legali, ha ottenuto in favore dei consumatori i quali hanno sempre il diritto di essere tutelati da abusi e forzature”.

Scarica la sentenza cliccando QUI.

Per informazioni ed assistenza: Confconsumatori Sede Minturno Scauri (LT) via Appia n. 542 Tel e fax 0771.681022 cell. 349.5000314 e-mail: contefr@tiscali.it orari sportello Lunedì e mercoledì ore 17-19

 

 


DAL LAZIO

Il degrado della metropolitana di Roma è al massimo storico

Confconsumatori Lazio fa appello ai cittadini perchè segnalino i casi di disservizi o gli stati di degrado del trasporto pubblico



Roma, 15 novembre 2011 - Confconsumatori si fa portavoce dei cittadini di Roma riguardo i disservizi e i disagi per chi viaggi in metropolitana. "Ciò che è accaduto lo scorso mercoledì alla stazione Termini di Roma  - denuncia la Presidente di Confconsumatori Lazio Barbara D'Agostino - è solo l’ultima di una lunga serie di disagi che i cittadini romani subiscono durante i solo spostamenti quotidiani".

Secondo le numerose segnalazioni degli associati della Confconsumatori Lazio, si documenta che mercoledì 9 novembre centinaia di passeggeri si sono affollati sulle banchine, con i treni che oltrepassavano la stazione senza fermarsi e con pesanti ripercussioni in tutte le altre stazioni. Tutto questo a causa di uno sciopero momentaneo e non autorizzato dei macchinisti e degli operai di manutenzione. La momentanea chiusura della fermata della stazione termini ha provocato notevoli disservizi agli utenti del trasporto pubblico, costretti a subire fortissimi disagi e a vedere violato il loro diritto a una mobilità efficiente e sostenibile.

"L'episodio sulla Metro A di Roma - commenta Barbara D'Agostino - si ripete tutte le mattine, rallentamenti interruzione di servizio, vagoni stracolmi al punto da costringere i passeggeri ad aspettare sulla banchina la corsa successiva. Il degrado della metropolitane di Roma ha raggiunto il massimo storico. Ogni giorno i passeggeri rischiano malori, la metropolitana della capitale è una vera vergogna".

Confconsumatori Lazio s’impegna a monitorare costantemente i servizi della metropolitana e delle linee urbane ed extraurbane dei trasporti di Roma, affinchè si possano continuare a denunciare condizioni di degrado nei trasporti di Roma. Chiunque volesse apportare la propria testimonianza o fare una segnalazione può contattare la sede della Confconsumatori Lazio -  tel. 06.86326449 – e-mail.Confconsumatori.roma@tiscali.it. Sede: Via Padova n. 41 – Roma.


Conti dormienti: istruzioni per l'uso

 

Quando e come è possibile recuperare risparmi dimenticati dai parenti in un cassetto: se il conto è intestato bisogna agire entro luglio 2012

 

Parma, 10 novembre 2011 - Confconsumatori riceve tantissime richieste riguardanti i cosiddetti “conti dormienti”. Si tratta di depositi, contratti finanziari, libretti postali su cui per anni nonni, genitori e zii avevano versato risparmi e che, per varie ragioni, sono finiti nel dimenticatoio. Quei fondi sono persi per sempre? In alcuni casi è possibile recuperare qualcosa, ma bisogna che ci siano due requisiti fondamentali.

 

I conti “dormienti” : - non devono essere stati movimentati per almeno 10 anni; - devono avere un valore non inferiore a 100 euro. Il valore si calcola applicando alla cifra depositata in lire, maggiorata degli interessi legali di anno in anno maturati, il cambio attuale (es: 200.000 lire = 103 euro).

 

Una volta appurato che il proprio conto, dimenticato in un cassetto, può a tutti gli effetti dirsi “dormiente”, la prima domanda da porsi riguarda il tipo di credito da far valere. Occorre stabilire, infatti, se il conto è intestato a sé o a qualche progenitore, magari defunto, oppure se fa riferimento a un soggetto indeterminato come un generico portatore (libretti al portatore).

 

Nel primo caso (conto intestato) bisogna vedere se l’intermediario ha effettuato, tramite raccomandata a/r la comunicazione dell’estinzione del conto 180 giorni prima di procedere. Se ciò non è avvenuto l’avente diritto, nel termine prescrizionale di 5 anni decorrenti dal 17 agosto 2007 (quindi entro luglio 2012) potrà richiedere l’importo del credito, maggiorato degli interessi nel frattempo maturati e della rivalutazione monetaria.

 

Qualora il titolare abbia ricevuto la comunicazione dell’Istituto di credito per tempo, oppure se il credito spetta a un generico “portatore”, non resta che rivolgere la domanda alla la Consap s.p.a., società a socio unico con sede a Roma (via Yser n. 14). Sul sito della medesima, http://www.consap.it, si trovano le istruzioni su come compilare la lettera e quali documenti devono essere allegati. Itempi, in tale ipotesi, saranno piuttosto lunghi e l’importo di cui ci si deve attendere il rimborso sarà costituito soltanto dalla somma investita con gli interessi maturati da ciascun versamento al saldo.

 

Presso le sedi di Confconsumatori sono disponibili dei modelli di lettera; i titolari di conti dormienti interessati possono rivolgersi telefonicamente o via e-mail alla sede a loro più vicina (www.confconsumatori.com/dovesiamo).

 


RC AUTO

La fedeltà non conviene, meglio cambiare spesso compagnia

Guarda la video intervista al legale Domenico Panarelli, esperto di RC Auto: "Per risparmiare non temete di passare da una compagnia all'altra"



Parma, 2 novembre 2011 - La fedeltà non conviene: meglio cambiare spesso, negli anni. Almeno è questo il consiglio degli esperti per quanto riguarda assicurazione auto. Per risparmiare bisogna fare le pulci alle offerte e non temere di passare da una compagnia all'altra. Perché di solito le tariffe migliori si fanno ai clienti nuovi. Lo spiega Domenico Panarelli, avvocato, che collabora con l'associazione Confconsumatori per quanto riguarda la tematica Rc Auto.

Confconsumatori aiuta anche chi ha problemi con la polizza Rc Auto. I casi più ricorrenti? Difficoltà ad abbandonare una compagnia per un'altra, ad esempio con ritardi nell'accettazione della disdetta del contratto. Ci si rivolge all'associazione anche per la liquidazione dei danni (ritardi o contestazioni di responsabilità non giustificate) e aumenti ingiustificati del premio assicurativo. Si riscontrano problemi anche con l'indennizzo diretto.

Nell'intervista, Panarelli spiega perché a Parma le tariffe medie sono meno alte che nel resto della regione. L'esperto entra nel merito del sistema bonus-malus, che è sostanzialmente bloccato: molti automobilisti subiscono soltanto aumenti ma non vedono mai diminuzioni. Per i più virtuosi, che sono in classe 1, riduzioni del premio non ci saranno. Risparmiare è comunque possibile: bisogna essere molto attenti, informarsi e abbandonare la propria compagnia per una che offre prezzi migliori, sfruttando le possibilità del mercato.

[a cura di Andrea Violi, Gazzetta di Parma]

 


DALL'EMILIA ROMAGNA

"Sei sicuro che CE": via alla campagna sulla sicurezza dei prodotti non alimentari

La Camera di Commercio di Reggio Emilia insieme a Confconsumatori, Adiconsum e Federconsumatori per fare conoscere il marchio CE



Reggio Emilia, 2 novembre 2011 - Una campagna di sensibilizzazione per fare conoscere il marchio CE nei prodotti non alimentari, per riconoscere i beni garantiti e che presentano i requisiti di sicurezza dettati dall'Unione Europea.

La Camera di Commercio di Reggio Emilia, a braccetto con tre associazioni dei consumatori (Adiconsum, Confconsumatori e Federconsumatori), ha promosso un percorso di "in-formazione" che coinvolge tutti gli utenti, dai bambini agli anziani, attraverso iniziative e materiali finalizzati a favorire la sicurezza dei prodotti di consumeo non alimentari.

"Da alcuni anni - commenta Secondo Malaguti, Presidente di Confconsumatori Reggio Emilia - in collaborazione con la Camera di Commercio di Reggio Emilia Confconsumatori unitamente ad Adiconsum e a Federconsumatori sono impegnate a promuovere e a presentare progetti finalizzati ad una maggiore tutela dei cittadini-consumatori e utenti. In questo caso abbiamo presentato un progetto che ha lo scopo dicreare maggiore sensibilità riguardo le truffe che vengono perpetrate a danno dei cittadini nel campo dei prodotti non alimentari. L'iniziativa che si articola con la stampa di un libretto informativo e con l'organizzazione di banchetti in vari comuni della provincia di Reggio, con interventi presso le scuole, e con una pubblicità mirata attraverso le televisioni locali, tende a coinvolgere l'intero territorio reggiano. Il libretto, stampato in migliaia di copie, sarà distribuito insieme a una t-shirt in cotone con il logo del progetto, che ha come soggetto principe il marchio CE. Il marchio sta a significare che i prodotti non alimentari (elettrodomestici, vestiti, occhiali, ecc.) sono stati fabbricati in Europa. Attenti, però, alle truffe perchè esitono anche marchi contraffatti!".

Scarica il libretto sulla sicurezza dei prodotti non alimentari cliccando QUI.



 

Apertura “Sportello del Consumatore” presso il Comune di Fondi

Fondi, 6 ottobre 2011 –Questa mattina alle ore 10.00 è stato inaugurato presso il Comune di Fondi lo “Sportello del Consumatore”, sito al pianterreno della Casa comunale.

Alla cerimonia hanno presenziato il Sindaco Salvatore De Meo, l’Assessore alle Attività produttive Onorato De Santis, l’Assessore provinciale alla Tutela dei consumatori Silvio D’Arco, l'Avvocato Maria Rosaria Di Bernardo e l'Avvocato Franco Conte – Presidente della Federazione Provinciale della Confconsumatori, associazione che gestirà lo sportello.

Lo Sportello – sarà attivo quattro giorni alla settimana osservando il seguente orario: Lunedì e Venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00; Martedì e Giovedì dalle ore 15.30 alle 17.30, per complessive 12 ore settimanali – renderà disponibili gratuitamente tutte le iniziative dell’Assessorato Regionale alla Tutela dei Consumatori e Semplificazione Amministrativa che abbiano un rilievo per la cittadinanza, avrà il compito di raccogliere le istanze dei cittadini e sarà competente a fornire informazioni, svolgere attività di guida degli utenti e di monitoraggio relativamente ai servizi erogati dalla pubblica amministrazione - Enti locali e da Enti o aziende che erogano servizi di primaria importanza (sanità, trasporti, utenze), ai rapporti tra consumatori e soggetti privati (artigiani, commercianti, operatori professionali, ditte, banche, assicurazioni, etc.) e al coordinamento con gli altri istituti preposti alla tutela del consumatore.

L’iniziativa si inserisce nelle finalità primarie della Provincia di Latina che, riconoscendo il fondamentale ruolo economico e sociale del cittadino/consumatore, ha istituito l’Assessorato alla Tutela del consumatore con l’obiettivo di promuovere iniziative che favoriscano il confronto fra tutti i soggetti interessati alla salvaguardia dei fondamentali diritti dei cittadini: tutela della salute, sicurezza e qualità dei prodotti e dei servizi, adeguata informazione e corretta pubblicità, educazione al consumo, correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali, promozione e sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli enti, erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza.

 

Per maggiori informazioni: 

Confconsumatori-Latina

Via Appia n. 542 - 04028 Minturno Scauri (LT)

tel e fax 0771681022 cell. 3495000314

e-mail: contefr@tiscali.it


ASSICURAZIONI

No all'assicurazione obbligatoria sulla casa per calamità naturali

l'obbligatorietà, probabilmente inserita nel decreto sviluppo, è "un regalo incredibile e ingiustificato alla Compagnie di assicurazione"



Parma, 26 ottobre 2011 - Secondo alcune autorevoli fonti di stampa, il prossimo decreto sviluppo propone un’assicurazione obbligatoria per gli immobili residenziali. Le nuove polizze per l’assicurazione dei fabbricati privati dovrebbero contenere una copertura assicurativa obbligatoria contro incendi e calamità naturali.

Rientrerebbero nei rischi coperti dall’assicurazione, secondo caratteristiche di danno stabilite dalla Protezione Civile, terremoti, maremoti, frane, alluvioni e inondazioni. Secondo il testo in bozza, i premi assicurativi dovrebbero essere differenziati in base agli indici di rischio delle diverse aree geografiche.

Secondo il Presidente di Confconsumatori, Mara Colla, si tratterebbe di "un regalo incredibile e ingiustificato alla Compagnie di assicurazione e di una nuova sorta di tassa occulta che andrà ulteriormente a gravare sulle tasche dei cittadini: in sintesi, una sorta di piccola ICI reintrodotta a favore degli assicuratori. Infatti, mentre l’obbligatorietà dell’assicurazione per la Responsabilità Civile Auto ha una piena giustificazione, attese le statistiche legate agli incidenti stradali, l’obbligo di assicurare la casa da rischi statisticamente insignificanti costituisce solo un enorme quanto ingiustificato regalo alle Compagnie assicurative".

Secondo l’avv. Antonio Pinto di Confconsumatori "se proprio si vuole introdurre un obbligo a contrarre che potrebbe servire per davvero ai cittadini, si introduca a carico delle Compagnie un obbligo di stipulare le polizze sulla malpractice dei medici, per evitare condotte illegittime di varie Compagnie assicurative, che ormai si rifiutano di assicurare gli ospedali e i medici per i rischi collegati agli errori clinici. Ai cittadini lesi da un reale errore medico deve esser infatti garantito il diritto ad un ristoro sicuro dei danni subiti, così come ai medici, che tutti i giorni lottano seriamente per tutelare la salute dei loro pazienti, deve essere garantito il diritto ad operare con serenità".


 

Caso tubercolosi al Policlinico Gemelli: Confconsumatori pronta a costituirsi parte civile

 

Roma, 5 settembre 2011 – Alla luce dei recenti eventi che hanno riguardato i piccoli nati al Policlinico Gemelli di Roma, Confconsumatori manifesta il proprio rammarico per quanti siano stati colpiti direttamente o indirettamente dalle note vicende e denuncia a viva voce la carenza di controlli che dovevano essere posti in essere dalle autorità competenti al fine di evitare prima il verificarsi della vicenda e l'aggravarsi poi della stessa dovuto al protrarsi nel tempo delle omissioni operate nei dovuti controlli.

Di fronte a questi gravi fatti che hanno visto coinvolti i più piccoli ed indifesi, Confconsumatori ribadisce il proprio impegno per la tutela dei cittadini e ricorda, a tutti coloro che siano stati vittime di questi fatti, la possibilità di segnalarlo presso le sedi dell’associazione.

L'Avv. Barbara D'Agostino, Presidente Regionale di Confconsumatori Lazio, dichiara che sono necessari accertamenti urgenti che possano fare chiarezza su le eventuali responsabilità relative alle omissioni in merito ai controlli che dovevano essere operati dai diversi organi coinvolti nella vicenda e - continua l'avv. D'Agostino - che l’associazione sarà a disposizione di tutti coloro che volessero costituirsi parte civile nel procedimento penale contro i responsabili dei reati che saranno accertati fornendo la dovuta assistenza e consulenza legale con esperti presenti nelle sedi.

Per ogni segnalazione ed informazione: Confconsumatori Lazio – tel. 06.86326449 – e-mail. Confconsumatori.roma@tiscali.it

Sede: Via Padova n. 41 – Roma


CIRIO

A Prato recuperati in pochi mesi 26 mila euro

Oltre 26 mila euro di risparmi andati in fumo sono tornati nelle tasche di due pratesi che avevano investito in obbligazioni Cirio



Prato, 28 settembre 2011 - Oltre 26 mila euro di risparmi andati in fumo sono tornati nelle tasche di due pratesi che avevano investito in obbligazioni Cirio. Con una recentissima pronuncia del giudice Raffaella Brogi emessa nel mese di agosto, una giovane coppia, assistita da Confconsumatori di Prato e dai suoi legali, e' riuscita a recuperare l'intero capitale investito nel 2002 in obbligazioni Cirioemberg emesse da società estera collegata alla ex azienda di Cragnotti.

Marito e moglie avevano visto andare in fumo, dopo il crack finanziario della Cirio avvenuto nel novembre 2001, oltre 26mila euro di risparmi accantonati anche attraverso una parte della liquidazione. I titoli erano stati venduti da un promotore finanziario della ex Rasbank, ora Allianz Bank che si era recato, a collocare le stesse obbligazioni, addirittura a casa dei ricorrenti.

La coppia, come tanti altri risparmiatori pratesi, circa un anno fa si era pero' rivolta alla Confconsumatori di Prato e, assistita dagli avvocati Daniele Nicolin e Alessandro Fagni, si è rivolta al Tribunale di Prato che, in pochissimi mesi, ha condannato la banca al risarcimento del danno subito pari al capitale investito, oltre agli interessi legali ed oltre al rimborso di tutte le spese legali.

L'ordinanza, oltretutto, e' stata rapidissima in quanto la causa e' stata introdotta dai legali della coppia con un procedimento sommario molto più veloce delle cause ordinarie.

Siamo davvero molto soddisfatti di questa sentenza - spiega il presidente provinciale dell'associazione di via Umberto Giordano, Marco Migliorati - perche' conferma ancora una volta l'ottimo lavoro svolto dai nostri legali in materia di risparmio e di acquisti bancari.  Ed anche perche' i casi di risparmiatori truffati con i titoli Cirio sono ancora moltissimi ed e' bene che sappiano attraverso i giornali che con noi possono ottenere giustizia”.

Alla Confconsumatori di Prato le pratiche relative ai titoli ”spazzatura” che i legali stanno studiando, sono tantissime e finora quelle concluse hanno avuto tutte esito positivo. La sede in via Umberto Giordano 12 a Prato è aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16 alle 19 e può essere contattata in tale orario anche al numero 380/4640227.

Scarica l'ordinanza cliccando QUI.



ASSICURAZIONI

Garanzia assicurativa su auto usata: la spunta il consumatore

se l'auto usata ha una garanzia assicurativa, i pezzi assicurati vanno sostituiti, anche se alcuni componenti non sono coperti da garanzia



Grosseto, 30 settembre 2011 - Il Giudice di Pace di Grosseto con la sentenza  n. 1022/2011 ha sancito il diritto del consumatore alla restituzione del prezzo pagato per la sostituzione del componente elettrico non funzionante, nel caso di specie, l’alzacristalli elettrico.

La vicenda, ha origine dalla sottoscrizione di un contratto di polizza per la riparazione e/o sostituzione di componenti dell’autovettura, motivo per il quale il consumatore ha richiesto la sostituzione di un componente elettrico, alzacristalli non più funzionante.

La richiesta di riparazione era stata negata dall’assicurazione che riteneva tale componente non coperto da garanzia, nonostante un analogo intervento alla parte destra dell’auto fosse stato già realizzato in garanzia dalla predetta compagnia assicurativa. L’Assicurazione sosteneva che, benché si trattasse di un componente elettrico incluso nella garanzia, la rottura dello stesso era dovuta al mancato funzionamento di un diverso componente non coperto dalla garanzia assicurativa.

Il Giudice di Pace di Grosseto, accogliendo le argomentazioni sostenute dal consumatore, assistito dall’Avvocato Sara Serritiello di Confconsumatori Grosseto, ha riconosciuto il diritto del consumatore alla sostituzione dell’alzacristalli elettrico in quanto tale componente richiede la sostituzione di tutto il componente alzavetro, compreso quindi il meccanismo che parte convenuta non considerava in garanzia, condannando la compagnia anche alla refusione delle spese processuali.

Scarica la sentenza cliccando QUI.



TELEFONIA

A Grosseto una condanna esemplare per Tele tù

dopo una telefonata del call center un associato si era visto cambiare gestore senza averlo richiesto e riceveva bollette per un Adsl mai attivata. "Non è un caso isolato"



Grosseto, 23 settembre 2011 - Un associato della Confconsumatori di Grosseto, assistito dall’avvocato Sara Serritiello del Foro di Grosseto, ha ottenuto  giustizia per una controversia con Tele tù, condannata dal Giudice a risarcire 800 euro di danno esistenziale più le spese legali, per un totale di oltre 2 mila euro. Una condanna esemplare.

Il malcapitato cittadino si era visto fraudolentemente  cambiare gestore di telefonia senza aver avuto la possibilità di poter scegliere se aderire o meno all’offerta proposta, con conseguente impossibilità di utilizzare il servizio ADSL per quasi nove mesi: sono numerosi  i casi di pratiche commerciali simili non solo in Toscana.

Per il mancato invio del contratto di abbonamento per il passaggio a nuova utenza e per l’impossibilità di poter utilizzare la linea ADSL, il gestore ora dovrà risarcire anche il danno esistenziale. Infatti perchè il contratto sia valido non non è sufficiente la semplice telefonata ma occorre l’invio delle informazioni sulle generalità della società, sulle condizioni del professionista e sul diritto di recesso in forma scritta secondo quanto disposto dall’articolo 53 del codice del consumo. Questa è la massima espressa dal Giudice di Pace di Grosseto con la sentenza 1045/2011 che ha condannato Tele Tù al risarcimento del danno esistenziale in favore di un malcapitato utente.

"La vicenda, - commenta l'avvocato Serritiello - purtroppo non isolata, ha origine dalle continue telefonate da parte dei call center dei gestori di telefonia, nel caso di specie di Tele Tù, aventi ad oggetto proposte di abbonamento per passaggio a nuovo gestore. L’utente nel giugno 2010 acconsentiva all’invio del contratto cartaceo onde poter visionare tutte le condizioni economiche e di prestazione del servizio onde poter decidere o meno di aderire. L’utente non solo non ha ricevuto il predetto contratto, in linea a quanto prescrive il Codice del Consumo nei contratti a distanza, ma dopo poco si accorgeva del passaggio al nuovo gestore di telefonia; gestore che nel frattempo cominciava ad emettere fatture di pagamento contenenti l’utilizzo anche del servizio ADSL mai attivato".

Lo sportello grossetano della Confconsumatori è da anni in prima linea in queste situazioni che nonostante le sanzioni delle autorità di garanzia e dei Tribunali si manifestano di frequente in capo a tutti i gestori di telefonia.

Coloro che necessitano di assistenza possono rivolgersi alla Confconsumatori di Grosseto, Via ronchi 24 tel. 0564,418276.

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RISPARMIO

Titoli Lehman venduti a domicilio: Confconsumatori vince ancora

una recente vittoria per un associato di Modena che aveva acquistato 140 euro in obbligazioni Lehman apre alla prospettiva di nuovi risarcimenti



Parma, 19 settembre 2010 – Un’altra importantissima vittoria di Confconsumatori in materia di “risparmio tradito”. Nel giugno 2008 un promotore finanziario si era recato a casa di un associato di Modena e lo aveva convinto ad acquistare obbligazioni Lehman Brother’s per oltre 140 mila euro.   Il Tribunale di Modena si è uniformato ad un precedente della Corte d’appello di Bologna, la quale in un caso analogo aveva ritenuto la nullità dell’acquisto a norma  a norma dell’art. 30, comma 7, d.lgs. n. 58/98, perché l’ordine non prevedeva, secondo quanto prescritto dalla legge, la facoltà di recedere entro il termine di 7 giorni. Il Tribunale di Modena è andato così contro il suo consolidato orientamento sfavorevole agli acquirenti di titoli Lehman Brother’s, ha dichiarato la nullità dell’ordine e condannato l’istituto di credito alla restituzione della somma di quasi 130 mila €, oltre agli interessi dalla domanda al saldo.

Una  decisione fondamentale- dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che insieme all’avv. Giulio Gaiani di Modena ha tutelato in giudizio il risparmiatore – che dimostra che la giurisprudenza di merito è ormai dell’opinione che, come del resto è stato specificato dalla legge attuativa della direttiva Mifid, che l’art. 30 TUF, quando si parla di collocamento, va interpretato in senso lato, riferendosi la disposizione anche alla semplice vendita di titoli. Il che costituisce un fondamentale precedente per tutte le analoghe controversie pendenti avanti i Tribunali dell’Emilia Romagna. Questo non senza dimenticare relativamente ai bond Lehman – aggiunge  l’avv. Franchi - che vi è stata un’altra sentenza del Tribunale di Torino (del  21 dicembre 2010 n. 7674), per la quale tutte le banche del gruppo Patti Chiari avevano l’obbligo di comunicare ai clienti le variazioni del presso di quei titoli (€ 91,6373 l’11 settembre 2008, mentre il giorno successivo  venerdì 12 settembre 2008  82,667). Tali  oscillazioni, riferite a titolo che è sempre stato a basso rischio, costituivano infatti “indici di significativa variazione del livello di rischio!”. Se vi fosse stata tale comunicazione, la stessa avrebbe consentito ai possessori di vendere e di diminuire il danno. Vi sono, insomma, per i legali di Confconsumatori diverse ragioni per ritenere ancora possibile il recupero dei soldi investiti nei titoli Lehman”.

Per leggere la sentenza clicca QUI.


SERVIZI & SOCIETA'

Disservizi Poste: al via la conciliazione

Avviato un protocollo semplice e veloce per risarcire chi ha subito danni nella prima settimana di giugno 2011



Parma, 7 luglio 2011 - Chi si è recato in uno sportello postale nella prima settimana di giugno avrà certamente subito una lunga serie di disagi provocati da un blocco del sistema informatico di Poste Italiane. Gli utenti, a causa di un guasto informatico, si sono trovati ad affrontare lunghe code e nell’impossibilità di effettuare pagamenti, ritirare contante o spedire pacchi e corrispondenza.

Grazie ad un accordo tra Poste Italiane e le principali associazioni dei consumatori dal 1° luglio e fino al 31 dicembre 2011 chi è rimasto vittima di uno di questi disservizi potrà accedere gratuitamente alla procedura di conciliazione per ottenere il ristoro dei danni subiti in quei giorni.

Gli utenti potranno presentare la domanda di conciliazione, scaricabile dal sito internet di Poste o da quelli delle associazioni dei consumatori, direttamente presso gli uffici postali o presso le sedi delle Associazioni dei consumatori firmatarie dell’accordo.

Le richieste saranno poi valutate caso per caso al tavolo di conciliazione che sarà composto da un rappresentante dell’Azienda e dal rappresentante dell’Associazione scelta dal consumatore. Al termine del procedimento, i componenti della commissione formuleranno una proposta di accordo che il consumatore potrà decidere di accettare oppure no. In caso affermativo il procedimento si concluderà con un verbale di conciliazione che avrà efficacia di atto transattivo. Con il verbale di conciliazione Poste Italiane s’impegna a liquidare quanto pattuito entro 60 giorni. In caso di esito negativo del tentativo di conciliazione l’ipotesi di conciliazione si intende rifiutata e la commissione redigerà un verbale di mancato accordo.

Il termine per l’esperimento della procedura di conciliazione è fissato in 120 giorni dal ricevimento della domanda da parte di Poste Italiane.

Scarica il materiale per la conciliazione cliccando QUI.



MULTIPROPRIETA'

Time sharing: Confconsumatori vince ancora

il contratto di vendita e di finanziamento sono collegati ed entrambi nulli: ecco come la legislazione ha recepito, in ritardo, la direttiva comunitaria



Milano, 21 giugno 2011 - La nullità del contratto di time sharing produce la nullità del connesso contratto di finanziamento. Un'altra vittoria di Confconsumatori che consolida l'orientamento della giurisprudenza in materia di multiproprietà time sharing, e non solo.

Il Tribunale di Busto Arsizio, Sezione di Saronno, con sentenza  del 17 maggio 2011, ha dichiarato la nullità per mancata individuazione dell’oggetto del contratto e, contestualmente ha dichiarato nullo anche il contratto di finanziamento che due associati di Confconsumatori avevano stipulato con una società finanziaria collegata alla società che vendeva loro il cd. “certificato di associazione in time share”.

"Questa - commenta Wanda Zurlo, legale di Confconsumatori che ha difeso gli associati in giudizio - è una delle tante e ormai diffuse truffe perpetrate ai danni di cittadini, forse in po’ ingenui, ma effettuate da veri e propri esperti dell’arte della persuasione con metodi suggestivi e fraudolenti, che fanno leva sul desiderio legittimo di concedersi una possibilità di viaggiare a bassi costi. Purtroppo, tale desiderio rimane frustrato e resta il peso di un impegno economico pesante".

Molti Tribunali ormai si pronunciano a favore dei consumatori dichiarando la nullità dei suddetti contratti. Importante è soprattutto l’affermarsi della giurisprudenza che, sottolineando lo stretto collegamento tra i due contratti, dichiara la nullità di entrambi, esonerando il consumatore dall’obbligazione assunta con il contratto di finanziamento (per lo più rate mensili per almeno 5 anni o più). Nella sentenza in oggetto, il Giudice fa ricorso all’istituto del “mutuo di scopo”.

"Va detto - continua la Zurlo - che la legislazione sul punto, seppure in ritardo anche rispetto alla giurisprudenza (che al fine di colmare un vuoto normativo, doveva ricorrere alle categorie del mutuo di scopo o a quella del “contratto unico complesso”), si è finalmente adeguata a partire da una normativa comunitaria,  producendo risultati favorevoli per i consumatori, in tutti i casi in cui (e quindi non solo nel caso del time share) si acquista un bene mediante finanziamento".

Scarica la sentenza cliccando QUI.

Confconsumatori ricorda che per ogni problema riguardante viaggi e servizi turistici è attivato, nell'ambito del progetto "Guarda che ti riguarda!" un indirizzo e-mail tramite il quale l'associazione offre consulenza e assistenza ai turisti: turismo@guardachetiriguarda.it .

 


 

Per approfondire: DALLA DIRETTIVA 2008/48/CE AL D.LGS 141 DEL 13/08/2010

avv. Wanda Zurlo

Ripercorriamo l’iter normativo che ha portato all’emanazione della direttiva 2008/48/CE, recentemente  recepita con D.Lgs n. 141 del 13.08.2010.

Con la direttiva 87/102/CEE il legislatore comunitario introduceva il principio della sussistenza dell’ “accordo di esclusiva” tra fornitore e finanziatore quale presupposto essenziale per consentire al consumatore il diritto di eccepire, anche nei confronti del finanziatore, le eventuali inadempienze del fornitore.

Tale principio, successivamente suggellato nell’art. 42 del Cod. del Consumo costituiva, da subito, oggetto di contrastanti interpretazioni  nella giurisprudenza di merito  in quanto consentiva di ritenere non collegati i due contratti, di fornitura e di finanziamento, semplicemente mediante l’apposizione di una clausola, nel contratto di finanziamento,  che stabiliva che “in assenza di accordo di esclusiva con il convenzionato, non possono essere opposte alla finanziaria eccezioni relative al rapporto di compravendita intervenuto tra il convenzionato e il cliente…”.

Interveniva successivamente  la nota sentenza del 23 aprile 2009 della Corte di Giustizia CE che, riferendosi a contratti stipulati nel lontano 2003, e quindi sotto il vigore della normativa 87/102/CEE, stabiliva che “l’esistenza di un accordo di esclusiva tra il finanziatore-creditore ed il fornitore, non è un presupposto necessario del diritto  dei clienti-consumatori di procedere contro il creditore in caso di inadempimento delle obbligazioni che incombono al fornitore al fine di ottenere la risoluzione del contratto di credito e la conseguente restituzione delle somme”.

In sostanza, nonostante il dettato comunitario e nonostante l’art. 42 Cod. Consumo, la giurisprudenza sia europea che italiana si andava  uniformemente orientando nel senso di consentire al giudicante la facoltà di indagare sulla reale sussistenza del rapporto di collegamento tra il contratto di fornitura e quello di finanziamento, a prescindere dall’esistenza della clausola e/o dall’accordo sul rapporto di esclusiva.

Con  l’emanazione  della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, il concetto di “esclusiva” veniva totalmente abbandonato e il legislatore interveniva finalmente a definire  il “contratto di credito collegato”, qualificandolo come “un contratto di credito finalizzato esclusivamente a finanziare la fornitura di un bene o la prestazione di un servizio specifici”.

Nel vigore di tale direttiva, recepita integralmente dall’art. 121 del D.Lgs n. 141 del 13.08.2010,  perchè sussista la qualità di contratto collegato, è necessario che ricorra almeno una delle seguenti condizioni:

1) il finanziatore si avvale del fornitore del bene o del servizio per promuovere o concludere il contratto di credito;

2) il bene o il servizio specifici sono esplicitamente individuati nel contratto di credito”;

Nella quasi totalità dei casi, sono presenti entrambe le condizioni richieste dalla normativa indicata.

Si tratta di una importante possibilità di tutela per tutti quei casi in cui si acquista un bene che  presenta poi dei vizi: con la normativa attuale si possono contestare al fornitore sino a chiedere la nullità e/o la risoluzione del contratto  di acquisto o di fornitura poiché la nullità e/o risoluzione si estende anche  al contratto di finanziamento.

Avv. Wanda Zurlo, legale Confconsumatori Milano

 

PATENTE & MULTE

ZTL: contravvenzioni a raffica annullate

A Pistoia il giudice di pace ha riconosciuto la buona fede dei cittadini ribaltando il precedente orientamento



Pistoia, 20 giugno 2011 - Confconsumatori Pistoia ha ottenuto un interessante risultato in tema di multe per transito in zona a traffico limitato.

Il caso affrontato e risolto dai legali Confconsumatori dinanzi al Giudice di Pace di Pistoia ha riguardato un associato che, tra la fine dell'anno 2010 ed i primi mesi dell'anno 2011, si era visto recapitare ben 15 contravvenzioni per violazione dell'art. 7 del Nuovo Codice della Strada - ovvero per il transito in corsia “senza autorizzazione” - tutte elevate  in riferimento al passaggio nel medesimo tratto stradale di Corso Gramsci con direttrice di marcia ovest-est tra via Volta del Pesce e via Della Madonna.

L'associato pistoiese, ripetutamente sanzionato, tramite i legali di Confconsumatori, Daniele Nicolin e Barbara Valdiserra, ha presentato ricorso al Giudice di Pace di Pistoia chiedendo l'annullamento dei verbali in questione.

Il Giudice Dott.ssa Bagnoli, riconoscendo che il ricorrente è soggetto munito di autorizzazione temporanea per transito in ZTL rilasciata dalla Polizia Municipale di Pistoia (con la sola esclusione e limitazione per l'area pedonale ed il comparto Sala) e che comunque la cartellonistica apposta al varco di Corso Gramsci non contiene chiare e visibili indicazioni circa quelli che sono i soggetti autorizzati al transito e quelli per i quali invece vi è divieto, annullava nel merito tutti i verbali impugnati.

Confconsumatori Pistoia attende ottimista l'esito di una vicenda analoga, come afferma il legale dell'Associazione Avv. Barbara Valdiserra: "anche per un altro nostro associato (al quale sono state notificate 64 multe per il transito nel suddetto tratto stradale!) siamo in attesa del provvedimento del Giudice di Pace di Pistoia, Dott.ssa Guazzelli, che però per casi del tutto identici si è pronunciata accogliendo i ricorsi presentati. Si tratta di pronunce emblematiche  posto che il Giudice di Pace di Pistoia, “ribaltando” il precedente orientamento in tema di violazioni al codice della strada riguardanti le ZTL, ha riconosciuto la buona fede dei cittadini pistoiesi i quali si sono trovati ad essere ingiustamente, ripetutamente e pesantemente sanzionati”.



TURISMO & TRASPORTI

Vacanza rovinata: risarciti due pistoiesi

Per due volte si erano visti annullare il volo per l'Havana: Confconsumatori ha ottenuto il rimborso integrale più il danno "da vacanza rovinata"



Pistoia, 20 giugno 2011 - Con una recentissima sentenza, il Giudice di Pace di Pistoia ha riconosciuto il rimborso integrale più il risarcimento dei danni a due giovani pistoiesi che si erano visti annullare ben due voli aerei a causa del maltempo.

Nel dicembre del 2010 i due giovani avevano acquistato due biglietti aerei da Bologna a L'Havana. Portatisi a Bologna, tuttavia, l'aereo non era potuto partire per mancanza di liquido antigelo. La coppia era stata allora trasferita in pulmann all'aeroporto di Milano Malpensa dove, dopo una notte intera in aeroporto, avrebbero dovuto partire per Cuba. A Milano, però, il volo era stato ancora una volta annullato per il maltempo.

I due giovani si erano quindi rivolti alla Confconsumatori e successivamente, assistiti dall'Avv. Alessandro Fagni e dalla Dott.ssa Ilaria Valentini, avevano fatto causa al tour operator e alla compagnia aerea. Recentemente il Giudice di Pace, dopo una veloce istruttoria, ha condannato entrambe al risarcimento dei danni subiti dai viaggiatori per non aver offerto ai turisti una immediata alternativa.

"Ai nostri assistiti - precisa la Dott.ssa Valentini - è stato riconosciuto l'integrale rimborso non solo delle spese dei biglietti aerei e del pernottamento a L'Havana, ma anche di quelle di vitto e alloggio per il tempo passato negli aeroporti di Bologna e Malpensa".

L'importanza della sentenza del Giudice di Pace si misura anche in base sulla condanna al risarcimento per la vacanza rovinata. "Avevamo chiesto - conclude la Dott.ssa Valentini - il ristoro del danno non patrimoniale fondato anche sulle norme del codice del Consumo ed il Giudice ce l'ha riconosciuto quantificandolo in 500€, per non aver potuto godere di un'occasione di svago e riposo da tempo programmata. Si tratta di un'importante precedente per tutti coloro che subiscono ingiustamente una cancellazione del volo".

Scarica la sentenza cliccando QUI.

Confconsumatori ricorda che per ogni problema riguardante viaggi e servizi turistici è attivato, nell'ambito del progetto "Guarda che ti riguarda!" un indirizzo e-mail tramite il quale l'associazione offre consulenza e assistenza ai turisti: turismo@guardachetiriguarda.it .

Poste Italiane: domande di conciliazione dal 1° luglio al 31 dicembre

Incontro decisivo con le Associazioni dei Consumatori per definire le modalità del rimborso

ai clienti che hanno subito danni per i problemi informatici negli uffici postali

 

 

Roma 17 giugno 2011 - Al via il Tavolo di Conciliazione. Nell’incontro odierno, Poste Italiane ha definito d’intesa con le Associazioni dei consumatori modalità e tempi per la presentazione delle domande di conciliazione per il rimborso a favore dei cittadini che hanno subito danni a causa dei problemi informatici avvenuti nei giorni scorsi negli uffici postali. La procedura di conciliazione sarà gratuita. L’azienda ha confermato ai rappresentanti dei consumatori la propria volontà di riconoscere un rimborso a tutti coloro che abbiano subito un danno documentabile tra il 1° e il 10 giugno.

 

Poste Italiane e le Associazioni hanno fissato i termini di presentazione delle domande di conciliazione: i cittadini potranno richiedere il rimborso a partire dal 1° luglio fino al 31 dicembre prossimi consegnando le domande direttamente negli uffici postali o presso le Associazioni dei consumatori. I moduli saranno a disposizione negli uffici postali, presso le sedi delle associazioni e potranno essere scaricati dal sito www.poste.it. e da quelli delle stesse associazioni. Le richieste saranno poi valutate caso per caso al tavolo di Conciliazione che sarà composto da un rappresentante dell’azienda e dal rappresentante dell’Associazioni scelta dal cliente.

 

Al termine del dibattito, Poste Italiane ha preso atto delle richieste presentate dalle Associazioni dei consumatori e si è offerta di formulare una serie di proposte da riservare ai pensionati come ulteriore gesto di attenzione dell’azienda verso questa fascia di clientela.

 

Le associazioni che hanno siglato l’accordo sono:

Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Arco, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

 


PARMALAT

Restituiti 80 mila euro a La Spezia

La banca doveva informare i due clienti che acquistavano non i titoli della Parmalat “italiana” ma di una società estera



Massa Carrara, 17 giugno 2011 - La Confconsumatori di Massa Carrara ha ottenuto un’importante vittoria in una causa promossa  contro una Banca di La Spezia  riguardante l'acquisto di titoli Parmalat. Il Tribunale di La Spezia ha infatti condannato la Banca a restituire a due associati  gli 80 mila euro investiti, con rivalutazione ed interessi, oltre alle spese legali.

Nel 2003 i due associati, coniugi, avevano effettuato un investimento di 80.000 € di titoli Parmalat ma di lì a poco, con il crack, scoprono di aver perso tutto. Convinti che vi fosse la responsabilità dell’Istituto di credito, i due si erano rivolti al legale della Confconsumatori di Massa Carrara, l'avvocato Francesca Galloni, la quale aveva deciso di intentare la causa sul presupposto, appunto, della violazione da parte della Banca della normativa in materia degli obblighi a carico degli intermediari finanziari.

Il Tribunale, in accoglimento della domanda, ha in definitiva riconosciuto diversi profili di irregolarità nel comportamento della Banca. Innanzitutto  ha riconosciuto la violazione dell’obbligo di diligenza nei rapporti con i clienti avendo la Banca omesso di assumere tutte le informazioni necessarie per operare in modo che i clienti fossero adeguatamente informati. Inoltre il giudice ha riconosciuto la violazione dell’obbligo di informazione su un punto essenziale, ossia che l’acquisto effettuato aveva ad oggetto non i titoli della Parmalat per così dire “italiana” ma della Parmalat Finance corporation bv, società diversa, con sede all’estero, circostanza questa scoperta per la prima volta dai risparmiatori in epoca successiva all’acquisto dei titoli.

Il tribunale, infatti, ha stabilito che: “Nessuno può mettere in dubbio che non sia un elemento trascurabile (nell’investimento di €. 80.000) il sapere l’esatta natura, situazione finanziaria e nazionalità della società in cui si investe”.

Infine la sentenza riconosce, circostanza anche questa di estrema rilevanza, che gli operatori intermediari qualificati avrebbero dovuto riconoscere anche all’epoca dell’acquisto la “reale situazione economico-finanziaria della Parmalat” , grazie agli elementi ed informazioni in loro possesso e non conosciuti dai comuni risparmiatori.

Nel comportamento – conclude la sentenza- è dunque ravvisabile un grave inadempimento della banca la quale, procedendo all’acquisto dei titoli esteri in base a generici colloqui con uno solo degli attori, senza darsi carico di spiegare come l’operazione non si attagliasse minimamente al profilo di rischio di comuni risparmiatori, apparentemente dichiarato con la semplice compilazione e apposizione di crocette su un modulo prestampato dalla Banca stessa, ha violato gli obblighi di informazione e correttezza imposti dall’art. 21 TUF”.

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CARRIER 1

Risarciti più di un milione di euro per quasi 100 associati

conflitto di interessi e mancata informazione inchiodano definitivamente una banca italiana e una grande società americana, ricorse in appello, a risarcire 97 risparmiatori



Milano, 15 giugno 2011 - Più di un milione di euro di risarcimento per ben 97 risparmiatori. Con sentenza n. 1193/11 del 27 aprile 2011 la Corte d’appello di Milano ha confermato quella  del Tribunale di Milano (n. 8699/07  in data 2.5.07) che aveva accolto la domanda proposta da 97 consumatori, tutelati dalla Confconsumatori e dai suoi avvocati Giovanni Franchi e Massimiliano Valcada, i quali nel 2001 avevano acquistato titoli Carrier1, società americana del nuovo mercato (Nasdaq), finita in dissesto poco tempo dopo. Era accaduto, più in particolare, che di quei bond fosse proprietaria una finanziaria statunitense che possedeva anche il 15% del capitale sociale della banca che, tramite i propri promotori o per telefono, aveva alienato quei bond.    La Corte ha respinto l’appello della società americana e dell’istituto di credito italiano, confermando, in primo luogo, la decisione del  Tribunale che aveva dichiarato la nullità di dieci contratti d’investimento, perché privi della forma scritta prescritta dall’art. 23 TUF, e condannato la banca al rimborso della somma corrisposta. Gli ordini erano stati, infatti, impartiti per telefono, senza che il contratto generale d’investimento contemplasse tale possibilità.

Ha, inoltre, condannato i due istituti di credito, quindi anche quello americano, per tutti gli altri investimenti per i quali non è stata ravvisata l’invalidità, al risarcimento dei danni patiti dai risparmiatori, danni liquidati in primo grado  con l’intervento di un consulente tecnico ed ammontanti a più di un milione di euro.

La Corte d’appello, al pari del Tribunale, ha ritenuto che costituisca violazione del divieto di agire in conflitto d’interessi, sancito dagli artt. 21 TUF e 97 reg. Consob, alienare titoli di cui è proprietaria una propria socia, ed ancora che la banca italiana avrebbe dovuto informare gli acquirenti che trattavasi di bond speculativi a rischio.

Per quanta riguarda il comportamento della società americana, per il Tribunale fu gravissimo ed illecito indurre i promotori finanziari del collegato istituto italiano ad alienare quei “titoli spazzatura”. Il che, sempre per la Corte, come per il Tribunale, dà luogo a responsabilità aquiliana a norma dell’art. 2043 c.c., con conseguente obbligo di risarcire il pregiudizio arrecato.   È questa, secondo l’avv. Franchi, una sentenza importantissima: "in primo luogo, perché ha riconosciuto agli investitori la possibilità di agire in giudizio congiuntamente, come se si fosse al cospetto di una vera e propria class action; di poi per il fatto che è stato stabilito ancora una volta che il requisito della forma scritta è imposto anche per i singoli ordini e non solo per il c.d. contratto-quadro, ossia quello generale; infine è stato altresì affermato che non si possono alienare ai risparmiatori obbligazioni di società ormai prossime al default e che, se ci si comporta così, si incorre in responsabilità risarcitoria".

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TELEFONIA

Il cellulare non può sostituirsi al telefono fisso

Un caso incredibile risolto dalla Confconsumatori di Pisa: al primo ricorso per la linea staccata il giudice aveva proposto all'associata di utilizzare il cellulare



Pisa, 3 giugno 2011 - La compagnia stacca la linea telefonica e, alle proteste dell'utente, il giudice del cautelare risponde che può usufruire del proprio telefono cellulare o appoggiarsi ad altri gestori. Un caso davvero incredibile quello risolto dalla Confconsumatori di Pisa, che ha ottenuto per la propria associata il ripristino della linea telefonica fissa e il rimborso delle spese di lite.

«Il telefono cellulare - commenta Giovanni Longo, responsabile dello sportello di Confconsumatori Pisa - non può sostituire il collegamento telefonico fisso, sia per la minor stabilità del segnale, sia perché non esistendo un elenco telefonico dei numeri dei cellulari non è possibile rintracciare il titolare. Inoltre il cliente può non voler divulgare il suo numero di telefono cellulare, riservando questo numero soltanto per pochi “intimi”».

L'associata era da diversi anni cliente della compagnia telefonica e aveva sempre pagato con puntualità le fatture ricevute, anche perchè, oltre che per motivi di lavoro, il telefono fisso era per lei di vitale importanza al fine di essere contattata.

Eppure la compagnia telefonica aveva sospeso il servizio, costringendo l'associata a procedere con un ricorso d’urgenza (ex art. 700 c.p.c.) per richiedere l'immediata riattivazione.

«All’udienza - spiega Longo - il giudice del cautelare aveva chiesto semplicemente alla ricorrente se possedeva un telefono cellulare, e questa candidamente aveva risposto affermativamente. Il giudice allora, in modo del tutto inaspettato, aveva respinto la richiesta pur riconoscendo il fumus boni iuris, in quanto dalle fatture sembravano evincersi indizi gravi relativamente alla conclusione del contratto di somministrazione del servizio telefonico e relativamente al regolare adempimento, da parte della ricorrente, delle proprie obbligazioni».

Quindi il giudice di prime cure non ha ravvisato gli estremi di un pregiudizio grave ed irreparabile (c.d. periculum in mora), e ha rigettato la richiesta della ricorrente sulla base del fatto che la ricorrente avrebbe dichiarato all’udienza di disporre di un telefono mobile, che la ricorrente aveva effettuato poche telefonate in uscita e, infine, che l’attuale regime di mercato, non più caratterizzato da monopolio, dava la possibilità di rivolgersi ad un nuovo gestore per usufruire di un servizio telefonico fisso.

La Confconsumatori è allora intervenuta nuovamente per presentare un reclamo avverso l’ordinanza. L'associata ha fatto presente che vivendo sola il telefono fisso era l’unico strumento che poteva garantirle stabilità e certezza nel segnale; che utilizzava il telefono cellulare soltanto per uso privato; che non voleva essere costretta a comunicare il numero del suo telefono cellulare privato al datore di lavoro ed ai colleghi, e, infine, che non esiste un elenco telefonico da cui poter attingere ai numeri di telefonia mobile. A sostegno della tesi è stata allegata anche l’ordinanza del Tribunale di Napoli, sez. civile di Pozzuoli, del 06.06.2007,

Il Collegio, questa volta, a parziale riforma dell’ordinanza impugnata ha accolto il reclamo, ordinando alla compagnia telefonica l’immediato riallaccio. Secondo il Collegio, il possesso di un telefono mobile non esclude il periculum in mora in quanto la ricorrente utilizza da diversi anni l’utenza telefonica fissa per motivi di lavoro e di reperibilità, e da anni viene identificata da una molteplicità di persone con il numero di telefono fisso. Pertanto l’eventuale nuovo contratto di utenza telefonica con altro gestore comporterebbe la perdita del numero con evidente irreparabile danno.

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COMPRAVENDITA E LOCAZIONE

A Milano Confconsumatori ottiene una importante vittoria

Se in una proposta d’acquisto di immobile viene inserita una condizione che non si verifica l’agenzia immobiliare non ha diritto alla provvigione



Milano, 1 giugno 2011 - Se in una proposta d’acquisto di immobile viene inserita una condizione che non si verifica (l’ottenimento di un mutuo), l’agenzia immobiliare non ha diritto alla provvigione. E' questa la conclusione del Giudice che ha sancito la recente vittoria di Confconsumatori Milano che rappresentava un associato.

L'associato aveva sottoscritto una proposta di acquisto di immobile, condizionando la validità della proposta all’erogazione di un mutuo  e alla vendita della casa di abitazione attuale. Contestualmente l'associato aveva sottoscritto su foglio separato l’impegno a pagare la provvigione all’agenzia immobiliare e aveva consegnato, inoltre, all’agente un assegno di 5.000 € a titolo di caparra, intestato al venditore.

La proposta era stata accettata dal venditore ma, nonostante le richieste ad istituti bancari, il mutuo non era stato erogato, cosicchè il proponente compratore aveva chiesto che fosse dichiarata l'inefficacia della suddetta proposta  contrattuale  a causa del mancato avverarsi della condizione sospensiva.

A questo punto, l’agenzia immobiliare si rifiutava di restituire l’assegno intestato al venditore e chiedeva il pagamento della provvigione,  ritenendo di aver adempiuto alla sua obbligazione relativa alla conclusione dell’affare, mettendo in relazione venditore ed acquirente.

L'agenzia si è rivolta pertanto al Tribunale, il quale ha deciso di respingere tale domanda sostenendo la validità dell’apposizione della condizione sospensiva, in presenza della quale nessun obbligo scaturisce dalla scrittura denominata proposta d’acquisto. Il giudice non ha ritenuto valida la tesi della difesa dell’agenzia secondo cui l’aver fatto sottoscrivere l’impegno a pagare la provvigione su foglio separato fa scaturire l’obbligazione di pagamento a prescindere dall’esito e dalla conclusione dell’affare.

"La sentenza - commenta l'avvocato Wanda Zurlo di Confconsumatori Milano che ha difeso in giudizio l'associato - è meritevole di attenzione per la puntuale motivazione in tema di mediazione immobiliare, considerata anche la giurisprudenza sul punto che può dare adito a conclusioni sfavorevoli per il consumatore-utente dei servizi degli agenti immobiliari".

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COMUNICATO STAMPA

 

         DENUNCIA SICUREZZA PER I MEZZI PUBBLICI.

 

Roma, 13 Maggio. “L'episodio segnalato da tutti quotidiani purtroppo non possiamo considerarlo solo un episodio. In realtà ci troviamo di fronte a gesti che si ripetono quotidianamente che mettono a repentaglio la vita dei cittadini. 

Il tema centrale resta il fatto che gli utenti non hanno alcun modo per segnalarli se non la denuncia alla stampa. I dati forniti dalla Consulta per la Sicurezza Stradale della Provincia di Roma devono far riflettere, su quanto sia importante la sicurezza per i mezzi pubblici.

Lasciare la denuncia alla stampa come unica modalità significa aver privato i consumatori di qualsiasi possibilità di dialogo con la azienda, rinunciando di fatto alla possibilità di migliorare il servizio. Per questo accogliamo con favore la proposta del Presidente della Consulta Marcello Aranci di rivedere un sistema di Customer Care sul modello Statunitense che sia una interfaccia immediata tra  servizio pubblico e utenti. Rilanciamo in questo caso anche chiedendo l'estensione di una interfaccia moderna anche per quanto riguarda i taxi e non solo per gli autobus".

Così in una nota l'Avvocato Barbara D'agostino Presidente di Confconsumatori Lazio.

 

 

 

DAL LAZIO

I ragazzi imparano a "consumare bene"

Confconsumatori Lazio ha partecipato alla realizzazione di corsi nelle scuole per formare i ragazzi a produrre meno rifiuti e a nutrirsi meglio



Roma, 11 maggio 2011 - Confconsumatori Lazio, in partenariato con le Associazioni Adiconsum e Lega dei Consumatori, ha realizzato per gli studenti studenti dagli 11 ai 15 dei “Corsi di formazione per l’educazione al consumo- RIDUZIONE DEI RIFIUTI, RICICLO E RIUSO E QUALITA’ ALIMENTARE” nell'ambito di un progetto finanziato  dalla Regione Lazio, con il contributo della Provincia di Roma.

I RIFIUTI - Grazie a questa importante iniziativa le associazioni dei consumatori hanno potuto sensibilizzare i ragazzi delle scuole pubbliche medie e  secondarie sulle tematiche relative alla salvaguardia della qualità ambientale attraverso un percorso formativo che ha fornito in primo luogo le informazioni fondamentali per la conoscenza dell'impatto dei comportamenti quotidiani sull'ecosistema, mirando a renderli consapevoli della necessità di avviare un percorso virtuoso di riduzione dei rifiuti, di riuso ove possibile e di riciclo attraverso la prassi della raccolta differenziata.

In particolare l’attenzione è stata posta sull’importanza della diminuzione del volume dei rifiuti prodotti quale primo passo da compiere in un’ottica di rispetto ambientale, salvaguardia della salute, eticità ed economicità.

IL CONSUMO ALIMENTARE - Per quanto riguarda, invece, il consumo alimentare, i giovani, invece hanno ricevuto una specifica formazione in campo alimentare in modo da imparare a nutrirsi bene, a saper riconoscere i cibi di qualità e le loro caratteristiche nutrizionali nonché benefiche, a scegliere i cibi più adatti alle esigenze di ognuno e dell’ecosistema.

Proprio in relazione a quest’ultimo punto i ragazzi sono stati istruiti su cosa sono i prodotti biologici, biodinamici. Sono stati guidati in un percorso gastronomico locale che li ha portati a conoscere i sapori e le tradizioni locali e i cibi di stagione e a preferirli rispetto a quelli di importazione e di coltivazione in serra. Con la realizzazione del presente intervento la Confconsumatori Lazio, in collaborazione con la Provincia di Roma, ha voluto  favorire la consapevolezza su scelte e abitudini alimentari.

IL METODO - In particolare, i formatori e tecnici della Confconsumatori Lazio, sono stati presenti in alcune scuole di Roma, del comune di San Cesareo e di Gallicano. Rispetto alla loro esperienza, hanno potuto rilevare come i ragazzi incontrati durante le lezioni sono stati tutti particolarmente attenti e partecipativi alla materia in questione. Gli alunni sono stati spronati a intervenire e fare domande, e sono stati messi nelle condizioni di interagire costantemente con i formatori, dato che il fine ultimo era proprio spronare il ragionamento e le riflessioni dei ragazzi.

Il modulo formativo, svolto dagli operatori della Confconsumatori Lazio, si è concluso con la soddisfazione generale di alunni e insegnanti, con la speranza che i giovani uomini e donne incontrati possano, da questo momento in poi, mettere in pratica gli insegnamenti appresi, per il loro bene e per il bene del mondo a cui appartengono.

DAL LAZIO

Minturno (LT): no ai parcheggi a pagamento

I commercianti protestano ma l'introduzione di un ulteriore balzello non può incrementare i consumi soprattutto in tempi di recessione economica



Latina, 15 aprile 2011 - Appare quanto mai singolare la notizia apparsa sulla stampa locale in merito ad una richiesta avanzata dalle associazioni dei commercianti che operano sul tratto della via Appia nella frazione Scauri di Minturno tesa ad ottenere il ripristino della sosta a pagamento su entrambe i sensi di marcia della detta via.

Si individuano quali giustificazioni al ripristino della sosta a pagamento il fatto che vi sarebbe una difficoltà del Comune a far rispettare il parcheggio a disco orario e pertanto ciò sarebbe causa del mancato rilancio economico commerciale della zona.

Confconsumatori manifesta apertamente la propria perplessità in merito a tale richiesta e, rappresentando appieno quelle che sono le esigenze dei consumatori, ribadisce che la previsione della sosta gratuita, seppur a tempo, è la migliore soluzione affinché si possano incentivare i consumatori a sostare nella zona di Scauri e, quindi, ad utilizzare le attività commerciali presenti.

E' impensabile ritenere che l'introduzione di un ulteriore balzello possa di fatto incrementare i consumi soprattutto in tempi di recessione economica quali quelli che stiamo vivendo.

Si ricorda, inoltre, che il Comune ha l’obbligo di legge di istituire zone di parcheggio libero accanto a quelle di parcheggio a pagamento ed una  presunta difficoltà dello stesso a gestire e/o regolamentare la sosta a tempo non può certo essere la giustificazione per il ripristino della sosta a pagamento.

Pertanto, Confconsumatori nel ribadire la propria posizione auspica un maggiore coinvolgimento delle associazioni e quindi anche dei consumatori che hanno la necessità di dire la propria su queste specifiche problematiche mediante la istituzione di un tavolo tecnico tra Comune, società di gestione ed associazioni per l'adozione delle soluzioni più idonee a garantire i diritti di tutti i soggetti coinvolti.

Il Presidente della Federazione Provinciale
Avv. Franco Conte


INTERNET

Misura la tua connessione con Agcom

l'Agcom mette a disposizione gratuitamente "Misura Internet"un sistema per valutare la tua connessione



Parma, 14 aprile 2011 - Scaricando gratuitamente un programma dal sito www.misurainternet.it oggi è possibile valutare in modo professionale e attendibile la qualità della propria connessione ad Internet. Se i valori non sono quelli promessi dall'operatore è possibile richiedere il ripristino degli standard minimi garantiti o, se impossibile, recedere dal contratto senza penali.

Nel 2008 l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con l’approvazione della Delibera n. 244/08/CSP ha avviato il progetto italiano di monitoraggio della qualità degli accessi ad internet da postazione fissa. Gli obiettivi che l’Autorità attraverso questo progetto intende perseguire sono due: effettuare misure certificate al fine di comparare la qualità delle prestazioni offerte da ogni operatore, relativamente ai profili/piani tariffari ADSL più venduti; mettere in condizione l’utente/consumatore attraverso uno specifico software gratuito di valutare autonomamente la qualità del proprio accesso ad Internet dalla propria postazione fissa.

Le misure delle prestazioni delle reti dei singoli operatori, rilevate dal progetto su tutto il territorio nazionale e pubblicate sui siti web di ciascun operatore, costituiscono i valori di riferimento su cui confrontare le diverse offerte presenti sul mercato.

Il software Ne.Me.Sys. (Network Measurement System) invece consente di verificare che i valori misurati sulla singola linea telefonica siano rispondenti a quelli dichiarati e promessi dagli operatori nell’offerta contrattuale da loro sottoscritta.

Nel caso in cui l’utente rilevi valori peggiori rispetto a quanto garantito dall’operatore, il risultato di tale misura costituisce prova di inadempienza contrattuale e può essere utilizzato, come strumento di tutela al fine proporre un reclamo per richiedere il ripristino degli standard minimi garantiti e ove non vengano ristabiliti i livelli di qualità contrattuali, il recesso senza penali.

Per saperne di più visita il sito www.misurainternet.it



DAL LAZIO

Acqualatina: Confconsumatori vuole vederci chiaro

Protocollata una richiesta ufficiale di chiarimento sull'accordo tra Acqualatina e il Comune di Minturno. Conte: "Comune indifferente: doveva consultarci"



11 aprile 2011 - Dopo le recenti vicende, Confconsumatori Latina ha protocollato una richiesta ufficiale sia al Comune di Minturno che al Gestore del Servizio Idrico in merito alle procedure di regolarizzazione che si stanno attuando sul territorio.

Facendo seguito ai numerosi comunicati stampa ed articoli pubblicati sulla stampa locale, in merito alla procedura di regolarizzazione delle utenze Acqualatina e alla esistenza di un presunto accordo sottoscritto tra il Comune di Minturno e il Gestore Idrico, la Confconsumatori chiede che i soggetti coinvolti forniscano informazioni chiare agli utenti e alle associazioni di consumatori che presenti sul territorio hanno la necessità di dare informazioni precise e non discordanti con quanto eventualmente concordato tra il Gestore e gli enti territoriali e quanto stabilito dal regolamento del servizio idrico integrato.

Confconsumatori ha chiesto ufficialmente di avere informazioni circa l'eventuale esistenza dell'accordo, ai termini e modalità di attuazione dello stesso e alle motivazioni che hanno giustificato la esclusione delle associazioni dei consumatori presenti nella provincia di Latina nelle consultazioni che avrebbero portato alla conclusione dell'accordo.

L'associazione, inoltre, ha più volte fatto presente anche al Comune di Minturno che vi è la necessità di essere convocati e notiziati in qualità di associazione di categoria per tutte le iniziative ed attività che interessino le problematiche di pertinenza dell'Associazione, nonché le materie relative alle azioni dei consumatori e contratti di servizi, ai sensi e per gli effetti dell'art. 2 Legge Finanziaria 2008. Infatti Confconsumatori ha partecipato e partecipa continuamente agli incontri periodici che vengono svolti tra le associazioni dei consumatori e il Gestore in merito alla risoluzione di tutte le problematiche  inerenti la risorsa idrica e pertanto appare del tutto ingiustificato il mancato coinvolgimento da parte del Gestore idrico. 

"Se accordo c'è stato – ribadisce l'avv. Franco Conte responsabile provinciale della Confconsumatori – la cosa grave è aver del tutto escluso le associazioni dei consumatori dalle consultazioni necessarie per lo stesso e il non aver previsto la sua estensione a tutti gli utenti della provincia. Ma mi preme evidenziare ancora una volta l'assoluta indifferenza del Comune di Minturno in merito alla necessaria esigenza di coinvolgimento delle associazioni di categoria tutte le volte in cui si debba discutere di problematiche come quelle relative al Gestore idrico, particolarmente sentite dalla collettività".

Roma: stravolta viabilità nel quartiere "africano"

 

Confconsumatori lancia l'allarme: coi lavori per la metro strade più strette e meno parcheggi; ignorate le norme di sicurezza e nessuna campagna d’informazione per i cittadini

 

 

Roma, 5 aprile 2011 - Confconsumatori Lazio lancia l'allarme sulla pianificazione dei lavori della linea metropolitana nella zona del quartiere “africano” (Via di S. Costanza – P.zza Annibaliano), che stravolgeranno la situazione della viabilità e dei parcheggi.

 

"Pur ammirando le presenze del Sindaco Alemanno al cantiere della metropolitana di P.zza Annibaliano, - dichiara Barbara D'agostino,  responsabile di Confconsumaroti Lazio - il quale in data 02/04/2011 assieme ai bambini ha dipinto i muri di recinzione del cantiere stesso, si denuncia contestualmente il grave disagio, affatto valutato dalle autorità competenti, per la chiusura di interi tratti stradali, nonché la eliminazione totale di parcheggi a strisce blu, che si stima siano almeno 700". 

 

Confconsumatori Lazio, quindi, oltre a rilevare che nessuna campagna di informazione è stata realizzata per i residenti, ha riscontrato lo stravolgimento della viabilità, regolarmente denunciato agli assessorati competenti ed al Sindaco anche dai comitati dei residenti, ma nessuna risposta è mai pervenuta.

 

"La pubblica amministrazione ha elaborato e concepito un progetto finale di viabilità  totalmente avulso dalla realtà e da concrete logiche di viabilità, in pieno spregio dei residenti e di chi dovrà percorrere le strade".

 

"A fronte del problema principale di Roma, ovvero la larghezza ridotta delle strade, - continua la D'Agostino - invece di ottenere un miglioramento ed una ottimizzazione degli spazi, con i progetti approvati si renderà necessario un restringimento delle strade, una drastica riduzione di parcheggi, con evidenti successive problematiche di fluidità della viabilità, nonché di vivibilità dei residenti (verrà meno anche la possibilità della sosta dell'ambulanza o dei Vigili del fuoco). Roma metropolitane S.p.A. ha affermato di non poter modificare  nulla dei progetti, pur essendo ancora solo sulla carta. Inoltre è mancato il controllo da parte delle autorità competenti e il rispetto delle normative vigenti, sulle uscite di sicurezza dei garage e dei grandi magazzini". 

 

Per informazioni rivolgersi a Avv. Barbara D’Agostino: 347/9027388.

 


PARMALAT

Confconsumatori lancia l’associazione di piccoli azionisti della nuova Parmalat

Preso atto del rinvio dell’assemblea dei soci Parmalat, Confconsumatori propone un’associazione degli azionisti per dar voce ai risparmiatori


 Parma, 1 aprile 2011 Un’associazione composta da tanti piccoli azionisti della nuova Parmalat, per dar voce ai risparmiatori e, insieme, incidere nelle decisioni dell’azienda con un voto efficace. È questa l’idea, del tutto innovativa, presentata da Confconsumatori in occasione dell’incontro con i piccoli azionisti, tenutasi questa mattina a Parma.

 

 La Presidente Mara Colla ha ricordato che Confconsumatori sta fornendo assistenza a più di 2000 ex obbligazionisti (oggi titolari anche di azioni ricevute in concambio) della Parmalat nei processi penali e civili. E ha i numeri e i requisiti di legge per creare l’associazione degli azionisti.

 

 L’avvocato Antonio Pinto, legale di Confconsumatori, ha chiarito che l’associazione degli azionisti attiverà il procedimento di legge previsto per la raccolta di deleghe di voto: in concreto, sarà messa a disposizione degli associati la documentazione predisposta dalla Parmalat in vista della prossima assemblea e le informazioni sulle proposte di voto atte a consentire ai soci di assumere una decisione consapevole. In questa maniera il socio, preso atto di quale sia l’oggetto dell’assemblea e soprattutto di quale sia la raccomandazione di voto dell’associazione, potrà conferire la delega. In tal modo il rappresentante dell’associazione degli azionisti potrà esprimere un voto quantitativamente ben più incisivo.

 

Infine, Confconsumatori sconsiglia di conferire deleghe di voto in bianco, ovvero deleghe a soggetti che non chiariscano preventivamente come intendono votare effettivamente nel corso dell’assemblea.

 

Nella foto: da sinistra l'avvocato Luca Baj, la presidente Mara Colla e l'avvocato Antonio Pinto, relatori alla conferenza stampa di questa mattina.

 

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BOND ARGENTINA

Due nuove vittorie a Parma

le due sentenze ottenute da Confconsumatori dimostrano come già alla fine del 2000 i titoli argentini non potessero considerarsi sicuri



Parma, 4 aprile 2011 - Ancora due vittorie di Confconsumatori a tutela dei risparmiatori acquirenti di obbligazioni argentine.

In entrambe è stato il Tribunale di Parma con sentenze n. 294/11 e 297/11 a condannare una banca al risarcimento dei danni (pari nella prima alla complessiva somma € 37.913,75, nella seconda a € 7.579,30 con la deduzione dell’attuale valore dei titoli, oltre interessi) patiti da due risparmiatori per avere acquistato titoli argentini in data 10.12.00 e 9.4.01.

Secondo il Tribunale sarebbe evidente, nei due casi, l’inadempimento dell’istituto per avere consentito al risparmiatore di acquistare quei titoli senza avvertirlo dell’inadeguatezza dell’operazione ai sensi dell’art. 29 Reg. Consob n. 11522/98. Le due operazioni dovevano, infatti, ritenersi inadeguate perché, mentre  i due investitori avevano dichiarato una scarsa propensione al rischio, per il Tribunale è dalla fine del 2000 che le agenzie di rating hanno iniziato a collocare quei bond  tra i titoli speculativi con incerta possibilità di recupero. Con la seconda sentenza il Tribunale ha non ha peraltro accolto integralmente la domanda del risparmiatore, respingendo la richiesta di restituzione di quanto investito in un’altra e successiva operazione del 12 giugno 2001, perché dopo il compimento della prima l’investitore aveva mutato il suo livello di rischio, dichiarandone un’alta propensione.

"Trattasi – per l’avv. Giovanni Franchi legale Confconsumatori che ha tutelato in giudizio i due risparmiatori - di due sentenze importantissima, perché dimostrano come i titoli argentini non potessero considerarsi sicuri neppure alla fine del 2000. Anzi – continua l’avv. Franchi – vi sono anche decisioni per le quali quei titoli dovevano considerarsi speculativi ed inadeguati per un investitore con scarsa propensione già nel 1998. La seconda sentenza – sempre per l’avv. Franchi – lascia invece perplessi laddove ha escluso in parte del risarcimento perché l’investitore aveva dichiarato di avere aumentato il livello di rischio.  Non si vede, infatti, come ci si possa accontentare di dichiarazione rilasciate in fretta, firmando un foglio dove è stata apposta una semplice crocetta. La sentenza – conclude l’avv. Franchi -  verrà comunque appellata sul punto".

Scarica le sentenze: 294/11 e 297/11 .


PARMALAT

da Confconsumatori un esposto alla Consob contro Lactalis

Confconsumatori ha inviato ieri mattina un esposto per chiedere verifiche sulla condotta di Lactalis e ha chiesto il rinvio dell’Assemblea dei soci. Domani  conferenza stampa



Parma, 31 marzo 2011 Ieri mattina Confconsumatori ha trasmesso un esposto motivato alla Consob chiedendo che l’Autorità verifichi con opportune indagini l’eventuale violazione della disciplina dell’offerta pubblica di acquisto da parte dell’ormai ben noto Gruppo Lactalis, protagonista della scalata Parmalat. 

 

Nello specifico, Confconsumatori chiede che la Consob:

 

  1. verifichi l’eventuale elusione delle norme in materia di offerta pubblica d’acquisto (artt. 106, 109, 110 e 122 del Decr. Legisl. n.58/1998 TUF);

     

  2. infligga le sanzioni previste, ove accertate eventuali violazioni;

     

  3. garantisca il regolare e trasparente svolgimento delle  operazioni societarie riguardanti gli assetti della governance;

     

  4. comunichi l’esito dell’istruttoria, per consentire ai piccoli risparmiatori – azionisti della Parmalat, di comprendere se sussistono i presupposti per agire in giudizio e chiedere alla società francese Lactalis (ed eventuali società corresponsabili), il risarcimento dei danni provocati dalle condotte che dovessero risultare illecite.

     

 Confconsumatori ha chiesto, dunque, il rinvio dell’assemblea dei soci, già fissata per i giorni del 12-14 aprile, per dare il tempo alla Consob di svolgere le indagini. 

 

«Il rinvio, – commentano la presidente nazionale Mara Colla e Antonio Pinto, legale Confconsumatori e autore dell’esposto - oltre che per le ragioni giuridiche sopra esposte, ci sembra opportuno anche perché le tante decine di migliaia di piccoli azionisti Parmalat, ex detentori di bond già duramente danneggiati dal crack del 2004, si meritano un regolare e trasparente svolgimento delle operazioni societarie inerenti la governance della società, che non potrà prescindere dagli accertamenti oggi richiesti alla Consob». 

 

Confconsumatori invita tutti gli azionisti e i giornalisti interessati alla conferenza stampa fissata per venerdì 1 aprile alle 10 nell'aula Cavalieri della Facoltà di Giurisprudenza a Parma, in via Università 12.

 Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati i contenuti dell’esposto e, inoltre, verranno fornite informazioni ai piccoli azionisti riguardo i loro diritti e su come esercitarli, con particolare riferimento al diritto di voto e a eventuali azioni di risarcimento danni, insieme agli strumenti di assistenza che Confconsumatori offrirà loro.

 

Scarica il programma della conferenza stampa cliccando QUI.

 

Per ulteriori informazioni contattare l’ufficio stampa: 0521/231846.

 

 

 

 


BOND ARGENTINA

Maxi risarcimento da 38 mila €

La Banca aveva consegnato i documenti sul rischio dell’investimento solo dopo l’acquisto, effettuato nel 1999, e senza tenere conto dell’inadeguatezza del profilo dell’investitrice



Parma, 28 marzo 2011: Ancora una vittoria di Confconsumatori a tutela dei risparmiatori acquirenti di obbligazioni argentine.

 

 Questa volta è stato il Tribunale di Parma con sentenza n. 259/11 a condannare una banca al risarcimento dei danni patiti, circa 38 mila euro più interessi, da un risparmiatrice per avere acquistato titoli argentini in data 18 giugno 1999.

 

 Secondo il Tribunale in questo caso è evidente l’inadempimento dell’istituto per avere consegnato alla risparmiatrice il documento sui rischi generali dell’investimento, prescritto dall’art. 28 Reg. Consob n. 11522/98, solo dopo che l’operazione d’investimento era già stata compiuta. La stessa doveva, inoltre, essere ritenuta inadeguata per l’investitrice perché essa aveva rifiutato di fornire informazioni sulla sua situazione finanziaria e sui suoi obiettivi d’investimento: la banca non aveva provveduto a chiedere informazioni sulla sua esperienza in materia e sui suoi obiettivi dì’investimento, quando già all’epoca quei titoli dovevano considerarsi adatti “unicamente ad investitori speculativi ed in condizione di valutare e sostenere rischi speciali”. Dall’inadeguatezza discendeva, sempre per il Tribunale, la necessità. a norma dell’art. 29 Reg. Consob n. 11522/98, di un’informazione scritta, della ragione della medesima, nonché di una dichiarazione, sempre scritta, della cliente di volervi comunque procedere. Informazioni e dichiarazioni, queste, mancanti nella specie. 

 

 «Trattasi – per l’avv. Giovanni Franchi legale Confconsumatori che ha tutelato in giudizio la risparmiatrice - di una sentenza importantissima, perché dimostra come per la giurisprudenza, oltre che doversi tenere conto della prossimità o meno dell’investimento al default e del rating, si debba esaminare con cura il comportamento tenuto dall’istituto, per accertare se lo stesso abbia adempiuto o meno ai doveri informativi su di lui gravanti. La sentenza – continua l’avv. Franchi  - dimostra il fondamentale ruolo svolto da Confconsumatori in questi anni a far tempo dal disastro Parmalat. Ruolo tramite i suoi legali che ha portato a far comprendere alla magistratura giudicante la reale portata di diverse norme del TUF e della loro funzione di tutela dei risparmiatori».

 

 

 «Inoltre – sempre per l’avv. Franchi – è ancora una delle prime volte, anche se ve ne sono state altre, che un Tribunale riconosce la pericolosità dell’investimento in titoli argentini nel 1999, quando si era ancora lontani dalla crisi di quel debitore».

 

 

Per scaricare la sentenza clicca QUI.


SICUREZZA ALIMENTARE

A Genova tornano le mozzarelle blu

Un nuovo caso di mozzarelle blu a Genova in una scuola elementare. Confconsumatori: "non ci stupisce ma ci scandalizza



Genova, 25 marzo 2011 - Un nuovo caso di mozzarelle blu, questa volta a Genova, nella mensa della scuola elementare in Alvaro. A individuare l'anomalo colore del latticino servito agli alunni sono state le maestre che hanno subito allertato il Comune. La Commissione mense del Comune ha fatto sapere che si tratta di un lievito, o di una muffa, non dannosa per la salute, ma si aspettano comunque le analisi dell'Asl.

Confconsumatori non si stupisce ma ancora si scandalizza per l’ennesimo episodio di cibi inadatti alla somministrazione nelle mense scolastiche.

L'associazione ha preannunciato che si impegnerà con gli uffici competenti e con la Commissione mense del Comune di Genova nella quale ha un membro rappresentante, affinché sia garantita la salute dei piccoli utenti delle mense scolastiche e siano rispettati gli standard fissati con le gare pubbliche. In tal senso abbiamo è già stato richiesto all’Assessore Veardo di fissare celermente l’incontro che era saltato nei giorni scorsi.

Come già nelle vicende legate alle frodi alimentari (oltre che ad altri scandali dannosi per i cittadini consumatori) Confconsumatori si costituirà parte civile negli eventuali procedimenti penali che scaturiranno per questi episodi.

Sono sempre inaccettabili gli episodi di frodi alimentari” - commenta Giovanni Adezati, Presidente di confconsumatori Liguria e portavoce del gruppo Adircons - ed è ancor più inaccettabile che a correre questi rischi siano i bambini che le famiglie affidano al mondo scolastico”.


DAL LAZIO

Acqualatina, ancora penali per servizio fognatura e depurazione

Confconsumatori: occorrono chiarimenti sulle sanzioni e sui costi di penale nelle ipotesi di mancata messa a regime di fognatura e depurazione



09 marzo 2011- La Confconsumatori Latina è vicina agli utenti del servizio idrico pontino sin  dal 2007 con azioni di sensibilizzazione e  di assistenza dell'utenza nonché partecipando direttamente e unitamente alle altre associazioni presenti in provincia agli incontri di lavoro e di definizione del regolamento del servizio idrico integrato.

In particolare, con riferimento alla specifica problematica della mancata messa a regime del servizio di depurazione e fognatura, si è ribadito da sempre la necessità di una regolamentazione seria e definitiva della materia.

"E' necessario porre fine alla anomala situazione di irregolarità che si protrae ormai dal 2003, “non è possibile – ribadisce l'avv. Franco Conte presidente provinciale della Confconsumatori Latina - che a circa 8 anni dall'inizio della gestione Acqualatina, non si sia ancora risolto definitivamente il problema della messa a regola e dell'inserimento della voce servizio di fognatura e depurazione nella bolletta idrica. Tale situazione ha creato e crea continui problemi, poiché periodicamente si provvedono ad effettuare accertamenti nei confronti di ignari utenti che non hanno assolutamente nessuna responsabilità tutte le volte in cui tale irregolarità è da addebitarsi solo ed esclusivamente alla omessa trasmissione di dati tra i soggetti che si sono succeduti nella gestione del servizio idrico”.

Si è appreso ancora in questi giorni come l'Amministrazione Comunale di Gaeta abbia inteso prendere posizione in merito a tale problematica facendosi promotrice di iniziative di sensibilizzazione nei confronti del Gestore Idrico.

La Confconsumatori, auspicando sempre e comunque la adozione di misure idonee a tutelare nel modo migliore il consumatore finale, chiede che non si incorra nello stesso errore in cui si è incorsi per la medesima problematica relativa ai cittadini del Comune di Minturno. Nello scorso ottobre, infatti, l'Amministrazione comunale di Minturno si è fatta portavoce delle medesime istanze di regolamentazione della problematica relativa al servizio fognatura e depurazione che ha portato ad un accordo, i cui termini puntuali risultano ancora oggi del tutto sconosciuti, e  a cui è stata data ampia risonanza sui media locali ma per la stesura del quale il Gestore Idrico, diversamente da quanto fatto in altre occasioni, ha ritenuto non necessario il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori.

E' auspicabile quindi che, nel caso specifico, Acqualatina nell'intraprendere consultazioni con l'Amministrazione comunale di Gaeta e con tutte le altre amministrazioni comunali interessate alle medesime problematiche, coinvolga le associazioni dei consumatori nella regolamentazione definitiva del problema attraverso la predisposizione di misure idonee a ciò e applicabili appunto a tutti i consumatori della provincia di Latina.

Confconsumatori
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